Tre frasi lapidarie di leader russi che sono passate alla storia

Un premier della Russia degli anni Novanta, il padre della Rivoluzione Lenin e l’Imperatore Alessandro III hanno dimostrato di saperci fare con le parole, e queste loro dichiarazioni sono citate ancora oggi

“Хотели как лучше, а получилось как всегда”

“Volevamo fare come meglio [possibile], ma è venuto fuori come sempre” – Viktor Chernomyrdin 

Viktor Chernomyrdin (1938-2010) è stato primo ministro russo dal 1992 al 1998, durante la presidenza di Boris Eltsin, e in quegli anni si è guadagnato una reputazione di brillante oratore per le sue dichiarazioni, ma questa è la frase che più è passata alla storia.

Chernomyrdin la pronunciò il 6 agosto 1993, in una conferenza stampa per spiegare la contestata riforma che era stata progettata per fermare la circolazione delle banconote dell’era sovietica, che avevano ancora valore legale, assieme ai nuovi contanti emessi dalla Russia dopo il 1991. Alla gente fu detto di scambiare le vecchie banconote con il nuovo denaro, ma furono stabiliti dei limiti tanto stretti sia sull’ammontare che poteva essere cambiato sia temporali (entro il 31 dicembre 1993), che chi aveva un po’ di soldi a casa finì sostanzialmente per perderli, perché non c’era modo di effettuare l’operazione in tempo.

Era già chiaro ad agosto, quando lo scambio era appena iniziato, che ci sarebbero stati molti problemi e che la riforma era mal preparata e inopportuna. Solo i pochi fortunati che avevano messo da parte i loro risparmi nei conti delle banche statali erano al sicuro. Per la maggior parte della popolazione, invece finì “come sempre”: persero cioè la maggior parte del loro denaro. Questo è ciò a cui alludeva Chernomyrdin.

Ma perché il governo non migliorò la riforma se era chiaro fin dall’inizio che tanti cittadini ci avrebbero rimesso? Il nuovo governo stava costruendo un nuovo sistema monetario e non voleva che le persone, che avevano un sacco di denaro sovietico “sotto il materasso”, corressero a scambiarlo con i nuovi soldi, perché questo avrebbe alimentato l’inflazione e danneggiato il mercato. Chernomyrdin e i suoi colleghi presero quindi queste misure impopolari, salvando lo Stato a spese della gente.

***

“Из всех искусств для нас важнейшим является кино”

“Tra tutte le arti, per noi la più importante è il cinema” –  Lenin 

Nel febbraio del 1922, Lenin (1870-1924) intrattenne una conversazione con Anatolij Lunacharskij, Commissario del popolo (ossia ministro) per l’educazione e principale ideologo sovietico (dopo lo stesso Lenin, naturalmente). Come ricordò Lunacharskij nelle sue lettere, Lenin gli parlò dello sviluppo del cinema comunista. Il rivoluzionario disse che si sarebbero dovuti realizzare sia film di intrattenimento che documentari, mentre i film controrivoluzionari e osceni avrebbero dovuto essere banditi.

Lenin aggiunse: “Sei famoso come sostenitore delle arti, quindi ricorda: tra tutte le arti, per noi la più importante è il cinema”. Questa citazione, menzionata per la prima volta da Lunacharskij nel 1925, non solo ha risuonato a lungo nei circoli del cinema sovietico, ma anche, ironicamente, tra l’intellighenzia, che faceva battute dissacranti del tipo: “Il cinema, il vino e il domino sono per noi le più importanti delle arti” (questi tre passatempi popolari tra i lavoratori dell’Urss in russo fanno la rima, rendendo la battuta più arguta: “kinò, vinò i dominò”).

*** 

“Когда Русский Император удит рыбу, Европа может подождать.”

“Quando l’Imperatore russo sta pescando, l’Europa può attendere” – Alessandro III di Russia 

Lo zar Alessandro III di Russia (1845-1894) possedeva una casa di campagna, o dacia, a Kotka, in Finlandia. Allora la Finlandia faceva parte dell’Impero russo e il monarca, pescatore appassionato, amava trascorrere lì il tempo con la sua famiglia durante l’estate, andando in barca a remi, passeggiando e pescando. Ordinò persino di costruire una capanna a due piani per la sua famiglia nei boschi. Durante la sua vita, ci andò 31 volte, passandoci in totale 213 giorni. 

Una volta, proprio mentre lo zar era a cercare un po’ di refrigerio alla sua dacia, scoppiò in Europa un conflitto diplomatico riguardante gli interessi della Francia, che dal 1891 era alleata dell’Impero russo. Il ministro degli Esteri russo, Nikolaj Girs, inviò un telegramma all’Ufficio dell’Imperatore, raccomandando che Alessandro interrompesse le sue vacanze e tornasse a San Pietroburgo per prendere parte personalmente ai negoziati. Il ministro degli Esteri temeva che la tensione avrebbe portato a una guerra in Europa. 

Quando i messaggeri arrivarono in tutta fretta alla casa di campagna di Alessandro III, lo Zar li ascoltò con calma e rispose con queste parole: “Quando l’Imperatore russo sta pescando, l’Europa può attendere”.

 

Sette citazioni letterarie russe che con il tempo sono diventate proverbi 

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie