La Pravda, storia di un giornale che ha fatto la Rivoluzione

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Per molti anni è stato il principale strumento di propaganda del Partito comunista, capace di mobilitare le masse nella costruzione del radioso futuro. Oggi viene pubblicato tre volte alla settimana con una tiratura di appena 100.000 copie

Il giornale Pravda (verità, in russo), è stato stampato per la prima volta nel 1912. Inizialmente era uno dei tanti giornali del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, ma ben presto divenne il suo principale strumento di propaganda

Aveva l’obiettivo di essere un giornale fatto dai lavoratori per i lavoratori

Il giornale ha avuto un peso enorme nella diffusione delle idee del Partito: raccontava le dure condizioni degli operai, i loro problemi e le loro speranze. E proprio dalle pagine della Pravda sono stati lanciati appelli al proletariato per unirsi e ribellarsi contro l’ingiusto sistema esistente, utilizzando qualsiasi mezzo, legittimo o meno

Una simile “politica editoriale” non poteva passare inosservata: più volte infatti la Pravda è stata temporaneamente vietata. Alla vigilia della Prima guerra mondiale il giornale è stato messo al bando e il personale arrestato

Dopo la Rivoluzione del 1917, la Pravda è diventata il giornale più importante del paese. Il suo compito principale era quello di mobilitare le gente per combattere la guerra civile in corso 

Lo slogan “Proletari di tutto il mondo unitevi”, pubblicato sulla Pravda, è diventato talmente popolare da essere a lungo utilizzato anche in occasioni di brindisi e feste alla fine della guerra civile 

Strumento di propaganda potente ed efficace, negli anni Venti e Trenta la Pravda ha mobilitato milioni di persone, spingendole a lavorare per realizzare i progetti agricoli e industriali dell’Unione Sovietica 

Alcuni slogan pubblicati sulle pagine di questo giornale sono diventati iconici. Fra questi si ricordano le celebri frasi “Grazie compagno Stalin per la nostra infanzia felice” e “Per la patria! Per Stalin!”

Durante la Seconda guerra mondiale, i nazisti hanno iniziato a distribuire nei territori occupati la propria versione anticomunista della Pravda. Sulla prima pagina svettava la versione modificata del celebre slogan sovietico: “Lavoratori di tutto il mondo, unitevi per combattere il bolscevismo”

Gli anni Settanta sono stati gli anni d’oro della Pravda: il giornale era distribuito quotidianamente in oltre 40 città sovietiche, con una tiratura di 10,6 milioni di copie. Ogni giorno sulla scrivania del Comitato editoriale del giornale arrivavano oltre 1.300 lettere dei lettori

Una porzione della costa Artica, nella parte orientale del continente, è stata ribattezzata Costa Pravda in onore del giornale. Oggi lì si trova la stazione russa Mirny (pacifica, in russo)

Con il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1991, la Pravda ha perso tutto il suo potere e la sua influenza. Tuttavia rappresenta ancora oggi il principale giornale del Partito Comunista russo. Viene pubblicato tre volte alla settimana con una tiratura di 100.000 copie

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