Conoscete il terribile esperimento russo della privazione del sonno? Bene, è una bufala

Natalya Nosova
La storia raccapricciante ha avuto grandissima fortuna sul web, tanto che ci sono stati scritti libri e nel 2019 uscirà un film di un regista irlandese. Ma la vicenda, ambientata ai tempi di Stalin, è in realtà stata inventata circa dieci anni fa per un concorso creativo del sito CreepyPasta, specializzato in fiction horror

Secondo la leggenda questa storia sarebbe avvenuta alla fine degli anni Quaranta, quando la Seconda guerra mondiale era finita, ma Stalin era ancora onnipotente. In una base segreta di massima sicurezza, un gruppo di ricerca avrebbe condotto un esperimento crudele su cinque prigionieri di un Gulag. Fu loro promessa la libertà nel caso in cui avessero resistito trenta giorni in una camera piena di un gas psicotropo che li privava del sonno. 

Mostri senza sogni 

Ma già dopo cinque giorni, la situazione sfuggì di mano: i soggetti dell’esperimento erano praticamente impazziti; urlavano e si lamentavano. Poi si fecero completamente silenziosi per diversi giorni, e quando gli scienziati fecero irruzione nella camera, videro l’indicibile: i prigionieri si erano strappati la maggior parte della pelle dal corpo; il sangue copriva il pavimento. 

In qualche modo, i prigionieri, seppur orrendamente mutilati rimasero vivi, implorando di riaccendere l’emissione di gas stimolante, urlando che “dovevano restare svegli”. Quando il gruppo di ricerca cercò di immobilizzarli, i soggetti mostrarono una forza sorprendente, uccidendo persino alcuni dei soldati di scorta agli scienziati.

Alla fine, i soggetti furono eliminati. Uno di loro, convinto a dormire, morì subito dopo aver chiuso gli occhi. Gli altri quattro vennero uccisi mentre cercavano di scappare. 

Prima di sparare all’ultimo soggetto, un ricercatore gli urlò: “Cosa sei?!” E quel corpo mutilato e coperto di sangue rispose con un sorriso terrificante: “Siamo noi. Siamo la pazzia che si annida in tutti voi, supplicando di essere liberata in qualsiasi momento nella vostra mente animale più profonda. Siamo ciò che si nasconde nei vostri letti ogni notte. Siamo ciò che vi seduce nel silenzio e nell’immobilità quando andate nel paradiso notturno dove noi non possiamo entrare”, disse, prima che il ricercatore gli sparasse alla testa.

Suona raccapricciante? Se avete abboccato, probabilmente siete dei novellini di internet. Questo “esperimento russo del sonno degli anni Quaranta” è una leggenda metropolitana che ha non più di dieci anni. Le sue origini risalgono al sito web CreepyPasta, dove potete godervi la storia in tutto il suo splendore e i suoi particolari (come le feci che coprono le finestre, un comandante del Kgb che costringe gli scienziati a unirsi ai soggetti nella camera e così via). Ma la storia originale è ancora più antica, scritta per un forum online che sfidava gli utenti a inventare la “leggenda metropolitana” più terrificante. 

E si è diffusa in lungo e in largo. Gli articoli e i video dai titoli del tipo “come è stato il reale esperimento russo del sonno?” sono numerosissimi. Alcuni siti web, anche russi, pubblicano ancora la storia sperando di suscitare vero orrore, aggiungendo commenti come “l’origine della fuga di notizie è ancora un mistero”. Si, come no! 

La storia non può essere vera per così tanti motivi che avremmo bisogno di un trattato per confutarli tutti. Concentriamoci solo su quelli ovvi: 

1 / Non aveva alcun senso che gli scienziati lasciassero i soggetti “chiusi” nella loro camera per diversi giorni senza osservazione. 

2 / Nessun gas che possa impedire agli umani di addormentarsi è attualmente noto alla scienza. 

3 / Se ti strappi la pelle, muori per la perdita di sangue. O quel gas ha trasformato i soggetti in creature quasi immortali? 

Il successo travolgente della leggenda 

La leggenda rimane popolare anche dopo un decennio. “The Russian Sleep Experiment è la più virale storia di CreepyPasta su Internet, con un totale di 64.030 condivisioni”, ha scritto il giornalista Gavin Fernando nel 2016. 

Questa bufala è diventata così enorme, che ha finito per ispirare un romanzo, un cortometraggio (dove i prigionieri del Gulag sono per qualche ragione sostituiti da criminali di guerra nazisti) e sarà alla base del thriller psicologico “The Sleep Experiment” del giovane regista irlandese John Farrelly, attualmente in fase di post produzione.

 

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