Venti poster di guerra che salvarono il mondo dal Comunismo

La Rivoluzione del 1917 in Russia era vista dai bolscevichi come il primo passo per accendere la fiamma della Rivoluzione su scala mondiale e diffondere le idee comuniste anche all'estero. Ma la terribile sconfitta subita in Polonia nel 1921 mise definitivamente la parola fine a questo ambizioso progetto

Il collasso dei tre più grandi imperi della storia recente (quello russo, tedesco e austro-ungarico), avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale, gettò l’Europa nel caos dei conflitti di confine e della ripartizione dei territori fra i nuovi Stati. Nel 1919, due di quei neonati Stati, l’Unione Sovietica e la Polonia, si ritrovarono coinvolti in uno scontro per il dominio dell’Europa dell’Est.

Con la Russia in ginocchio per via della guerra civile, la Polonia ne approfittò per cercare di riportare in vita il suo grande passato, il Secolo d’oro della Polonia (XV-XVI secolo), quando il paese possedeva vasti territori nelle attuali Bielorussia, Ucraina e Lituania, con i confini che si estendevano dal Baltico al Mar Nero.

Dal canto suo, la leadership sovietica credeva che una guerra con la Polonia avrebbe rappresentato la possibilità per accendere anche in Europa la fiamma della Rivoluzione: dopo la sovietizzazione della Polonia, avrebbe avuto accesso diretto all’inquieto e ribelle proletariato tedesco e ungherese. Da lì, niente avrebbe potuto fermare la diffusione del Comunismo nel mondo! 

Ma il piano fallì quando, nel 1920, le truppe sovietiche furono sconfitte vicino a Varsavia. Questa vittoria, conosciuta in Polonia come “il Miracolo sulla Vistola”, pose fine alla Rivoluzione su scala mondiale. Il progetto fu messo ufficialmente da parte negli anni Venti dai leader sovietici, i quali sposarono l’idea di costruire il Socialismo in un solo paese, abbandonando così il sostegno aperto alla Rivoluzione fuori dai confini nazionali. 

“Colpisci il bolscevico!” 

“Sbrigati, dai una bel colpo al Pan (signore polacco). E non dimenticarti del Barone!”. Il Barone in questione sarebbe il generale Pyotr Wrangel, che nel 1920 comandò i resti delle forze antibolsceviche bianche, prendendo una posizione definitiva in Crimea. 

“Aiuto! Tutti al fronte!” 

“Contadino! Il proprietario terriero polacco vuole renderti schiavo! Non permetterglielo mai!” 

“Vuoi che queste cose accadano anche alle tue donne? Proteggile dai Bolscevichi con tutte le tue forze!” 

Il poster mostra la Francia che tiene in braccio la Polonia: “Un maiale addestrato a Parigi” 

“Solo le armi potranno difendere il paese e la nazione”

Un contadino decapitando il Pan e Vrangel, “prima che sia troppo tardi” 

“Il mostro bolscevico porta assassini, destabilizzazione e distruzione alla Polonia. Se volete assicurare la pace alla vostra Madre Terra, unitevi alle truppe subito!” 

“Ogni colpo di martello è un colpo al nemico” 

"Chi crede in Dio, difende la Vergine Maria Ostrobramska sotto la bandiera dell'Aquila e della Pahonia!”. La Vergine Maria Ostrobramska (Nostra Signora della Porta dell'Aurora) è l'immagine mariana più venerata in Lituania. L'aquila è lo stemma polacco, mentre Pahonia è lo stemma storico del Granducato di Lituania. Il manifesto aveva lo scopo di spronare i difensori di Vilnius contro l'avanzata dell'Armata Rossa, che conquistò la città nel luglio del 1920. 

"Sua Signoria la Polonia. L'ultimo cane dell'Intesa. I signori polacchi vogliono strangolare la Russia dei lavoratori e dei contadini! Morte ai Pan!" 

"Ehi, chiunque sia un polacco, imbracci la baionetta!"

“Eroi, a Varsavia!” 

“Libertà ai bolscevichi” 

L'ipocrisia della Società delle Nazioni: "Una mano offre la pace alla Russia, l'altra dà armi ai polacchi"

 "I bolscevichi uccidono le donne indifese!"

 "Dietro ogni signore polacco segue un proprietario terriero russo. Ricordati di questo, contadino"

 “Il nemico sta arrivando, guarda cosa ha in mano!”

 "Un regalo rosso al Pan bianco"

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