Con quale fucile mitragliatore i sovietici vinsero la Seconda guerra mondiale?

Potete vederlo riprodotto in ogni monumento ai caduti, e no, non è il Kalashnikov, che sarebbe nato solo nel 1947

Negli anni Trenta, i sovietici vedevano i fucili mitragliatori esclusivamente come un’arma di supporto, mentre l’arma principale dei soldati rimase il fucile a ripetizione manuale Mosin-Nagant. A quel tempo, il numero di fucili mitragliatori in servizio (la complessa e costosa Pdp, ovvero Pulemjot Degtjarjova Pekhotnyj; Mitragliatrice da fanteria Degtjarjov) era insignificante.

Tuttavia, l’uso del fucile mitragliatore Suomi KP/-31 da parte delle truppe finlandesi durante la Guerra d’Inverno del 1939-40 mostrò ai sovietici che questo tipo di arma era il futuro.

Come risultato, venne inventata la PPSh-41, la pistola mitragliatrice Shpagin, dal nome del progettista, Georgij Shpagin; economica ed efficace. Fu adottata dall’Armata rossa il 21 dicembre 1940, anche se la sua produzione di massa iniziò solo alla fine del 1941.

Il PPSh-41 è stato spesso chiamato “Papasha” (“Paparino” in russo) dai soldati, dal momento che il suo acronimo di tre lettere suona molto simile.

Con oltre 5 milioni di unità, il PPSh-41 divenne il fucile mitragliatore più diffuso della Seconda Guerra Mondiale. Per fare un confronto, c’erano poco più di 1 milione di mitragliatrici tedesche MP-40.

Anche ai tedeschi piacque il PPSh-41, e lo usarono attivamente come arma trofeo catturata al nemico. E ben 10.000 fucili mitragliatori sovietici catturati furono riconvertiti agli standard tedeschi: da 7,62 mm a 19 mm.

Solo un soldato tedesco su dieci era armato con la mitragliatrice MP-40, mentre gli altri usavano fucili Mauser Karabiner 98k. Ecco perché le PPSh catturate divennero un buon supplemento per l’armatura dei soldati tedeschi. Inoltre, surclassava l’MP-40 in termini di autonomia di tiro.

Il PPSh-41 divenne l’arma principale delle unità straniere che combatterono a fianco delle truppe sovietiche contro Hitler: il 1° Battaglione Indipendente Cecoslovacco e la 1º Divisione di Fanteria polacca “Tadeusz Kościuszko”.

Nel 1944, il PPSh-41 fu incluso in una nuova configurazione di arma volante, l’“Ognjonnyj Jozh”, il riccio di fuoco: 88 mitragliatori di questo tipo furono montati sul bombardiere Tupolev Tu-2. Il pilota poteva così aprire un fuoco intenso e distruttivo contro la fanteria nemica. Tuttavia, visto che il ricaricamento richiedeva troppo tempo ed era possibile solo a terra, l’idea non si rivelò troppo funzionale.

Alla fine della guerra, il PPSh-41 divenne la principale arma da fuoco dei sovietici. Oltre il 55% dei soldati era armato con questo fucile mitragliatore.

Il PPSh-41 è parte integrante dell’immagine del soldato sovietico della Seconda guerra mondiale. Nella maggior parte dei monumenti, i soldati sovietici sono raffigurati con questo famoso fucile mitragliatore.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il PPSh-41 è stato ampiamente prodotto in Corea del Nord. Uno dei primi realizzati fu regalato a Stalin nel 1948 per il suo 70° compleanno.

Il PPSh-41 fu usato almeno tre volte contro le truppe americane (e la Cia): durante la guerra di Corea, nel primo periodo della guerra del Vietnam, e durante l’invasione della Baia dei Porci a Cuba.

Finti trattori e parolacce come parole segrete: l’astuzia dei soldati russi nella Seconda guerra mondiale 

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