Quattro geniali dottori russi che hanno rivoluzionato la medicina

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Non hanno solo salvato molte vite, ma hanno anche impresso delle svolte profonde nelle convinzioni del mondo scientifico del XIX secolo, con grande anticipo sui tempi

1. Nikolaj Pirogov (1810-1881)

Specializzazione: chirurgia

La medicina della metà del XIX secolo era cosa sporca e cruenta, specialmente durante la guerra. I chirurghi non avevano familiarità con gli antisettici e l’anestesia generale. Il metodo più popolare per il trattamento delle ferite era l’amputazione, non solo in Russia ma anche altrove. In generale, i soldati avevano più probabilità di morire di malattia che sul campo di battaglia.

Durante la guerra di Crimea del 1853-1856, il professor Nikolaj Pirogov, che stava lavorando a metodi innovativi di chirurgia a San Pietroburgo, cambiò la situazione in meglio. Sviluppò l’anestesia basata sull’etere in condizioni di combattimento, che ridusse la sofferenza dei soldati feriti, organizzò un adeguato sistema di evacuazione, e combatté efficacemente la diffusione delle infezioni. La Russia perse la guerra, ma la medicina ottenne una grande successo, grazie a Pirogov.

Nella vita civile, Pirogov ebbe altrettante soddisfazioni. Introdusse l’uso del gesso per fissare le ossa rotte, creò uno degli atlanti anatomici più dettagliati del suo tempo e in una occasione curò persino Giuseppe Garibaldi. Il chirurgo numero uno della Russia ebbe molti studenti che sarebbero poi diventati dei grandi medici, compresi quelli di questo elenco. Dopo la morte fu imbalsamato e, a quanto pare, si conserva ancora piuttosto bene. 

2. Ivan Sechenov (1829-1905)

Specializzazione: fisiologia

“La medicina difficilmente può essere considerata una scienza… non sappiamo nulla della genesi delle malattie, non sappiamo perché esattamente qualche cura è d’aiuto”, scrisse un giovane studente di medicina, Ivan Sechenov, nel suo diario nel 1850. Aveva ragione: nel XIX secolo i medici spesso sapevano come curare le malattie, ma non ciò che le causava. Dopo essere diventato uno studioso, Sechenov fu il primo a cambiare le cose.

Studiò in Germania, condusse esperimenti a lungo termine e divenne il primo specialista russo in fisiologia, dando alla disciplina la seria base scientifica che mancava. La sua opera fondamentale “I riflessi del cervello”, rimane una pietra miliare nelle neuroscienze e nello studio dei riflessi. Ai suoi tempi, i politici conservatori attaccarono Sechenov, ritenendo che indebolisse il concetto dell’anima umana data da Dio, ma il tempo gli dette ragione: oggi la sua autorità è indiscussa.

3. Nikolaj Sklifosovskij (1836-1904)

Specializzazione: chirurgia

Nikolaj Sklifosovskij, allievo di Pirogov, prese parte a quattro guerre europee dal 1866 al 1878, sempre come chirurgo, salvando molte vite. In Russia, divenne il primo chirurgo a implementare i metodi antisettici e di asepsi nelle operazioni.

All’inizio, fu deriso. Uno dei suoi colleghi, scettico nei confronti degli studi sulle infezioni, lo prese in giro: “Sklifosovskij è così grande (era molto alto) e teme batteri minuscoli che non possono nemmeno essere visti a occhio nudo.” Evidentemente questo medico sbagliava, e Sklifosovskij ha dimostrato di essere una stella della medicina. Oggi, il più grande ospedale per le emergenze di Mosca porta il suo nome.

Sklifosovskij sosteneva anche le donne in medicina. Durante la guerra russo-turca del 1877-1888, fu a capo della prima squadra chirurgica femminile della Russia, anche se molti dei suoi colleghi ne rimasero scioccati. “Siamo così grati che ci lasci praticare”, gli scrisse in seguito una dottoressa.

4. Sergej Botkin (1832-1889)

Specializzazione: terapia clinica

Sergej Botkin era una specie di Dr. House russo del diciannovesimo secolo, un geniale diagnostico che scavava più a fondo di chiunque altro nella ricerca delle radici della malattia. “Non c’erano persone sane per Botkin, e ogni persona che vedeva lo interessava come paziente. prima di tutto… La diagnostica era la sua passione”, scrisse di lui Sechenov.

Botkin implementò un metodo innovativo di raccolta della storia clinica dei pazienti: prima, scrupolosamente, li visitava, poi li interrogava sui disturbi che lamentavano. Botkin dirigeva l’Accademia Medico-Chirurgica di San Pietroburgo, ed ebbe in cura sia i membri della famiglia reale che cittadini comuni.

In termini scientifici, ha creato la teoria dell’organismo che opera nel suo complesso, come sistema indipendente con diversi organi che interagiscono all’interno del corpo. Prima, i medici trattavano le diverse malattie separatamente, prestando poca attenzione al lavoro dell’organismo in generale. Così, Botkin può essere considerato il fondatore della moderna teoria della medicina clinica.

Sei cose che, anche se non lo direste mai, sono state inventate dai russi 

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