In quali lingue si esprimevano i Romanov?

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I membri della famiglia imperiale parlavano così bene il francese, l’inglese e il tedesco (e in un caso il polacco) che spesso parlavano in russo con accento straniero

Nell’Impero russo del XIX secolo un membro della Casata Romanov non poteva certo crescere senza imparare diverse lingue straniere a un ottimo livello. “La buona educazione e la conoscenza delle lingue straniere e della lingua madre era un indicatore importante a corte”, osserva lo storico Igor Zimin nel suo libro sulla vita quotidiana dei Romanov, “che divideva le persone in due categorie: “la nostra cerchia e gli altri”.

Per i Romanov, le tre lingue più importanti a parte il russo erano il francese, l’inglese e il tedesco. Tutti i nobili russi del XIX secolo parlavano francese; di solito venivano allevati da governanti britanniche, quindi conoscevano l’inglese; e gli imperatori e principi russi in genere sposavano principesse tedesche, quindi anche questa lingua era d’obbligo.

Conoscere queste tre lingue collegava i Romanov con gli Stati più potenti d’Europa. Diamo uno sguardo più da vicino a tutti gli imperatori, a partire da Alessandro I (in carica dal 1801 al 1825), il cui regno segnò la fine di un caotico periodo di colpi di palazzo, con la congiura che portò alla morte di Paolo I.

Alessandro I: parlava in francese meglio di Napoleone

All’inizio dell’era di Alessandro, la maggior parte dei nobili russi preferiva il francese al russo e l’imperatore lo parlava brillantemente. “Il francese dominava a corte e Alessandro I durante i suoi incontri diplomatici con Napoleone parlava meglio il francese di quanto non facesse il corso”, osserva lo storico Leonid Vyskochkov nel suo libro “Budni i prazdniki imperatorskogo dvorà” (“I giorni feriali e festivi della corte imperiale”).

L’invasione francese del 1812 cambiò la situazione: la nobiltà passò al russo, ma il francese rimase molto diffuso. Per quanto riguarda lo stesso Alessandro, parlava anche tedesco e inglese: sua nonna Caterina la Grande gli aveva permesso di avere i migliori insegnanti possibili.

Nicola I: rivoluzione linguistica a corte

Anche il fratello di Alessandro I, Nicola, era un poliglotta. Il Barone Andrej Korf notò: “Sua Maestà si rivolgeva ai suoi ospiti in russo, in francese, in tedesco e in inglese, e parlava perfettamente in tutte queste lingue.” Quanto a lui, lo zar si sentiva incerto del suo inglese, perché raramente aveva la possibilità di praticarlo. Una volta disse all’ambasciatore americano che avrebbe dovuto comunicare con lui più spesso, per poter migliorare la lingua, dice Zimin.

Allo stesso tempo, Nicola I fu il primo imperatore a introdurre l’uso del russo a corte: iniziò a parlarlo con i suoi cortigiani. In un certo senso, fu una vera “rivoluzione linguistica”, ma anche questo non cancellò l’uso del francese.

La moglie di Nicola, Aleksandra, nata principessa prussiana, ebbe vita dura con il russo: il suo insegnante, il poeta Vasilij Zhukovskij, la allietava sempre con poesie e racconti ma non riuscì a farle entrare in testa la grammatica (che, in effetti, può essere complicata). L’imperatrice rimase tutta la vita in imbarazzo per il suo russo zoppicante ed evitò di parlarlo; con il marito si esprimeva in francese.

Alessandro II: un imperatore di lingua polacca

Il figlio di Nicola, Alessandro apprese “il pacchetto standard” di lingue – inglese, francese, tedesco – ma suo padre escluse il latino dall’educazione del figlio (lo stesso Nicola lo detestava) e aggiunse il polacco per motivi politici.

“Nicola sapeva che i problemi politici con la Polonia, allora parte dell’Impero russo, non sarebbero finiti”, scrive Igor Zimin. Così decise di assicurarsi che il suo erede fosse in grado di affrontare le grane padroneggiando la lingua nazionale. Questa fu una decisione saggia: nel 1863, Alessandro dovette sopprimere una ribellione polacca.

La moglie di Alessandro, Maria, anche lei principessa tedesca, che a differenza della madre di lui conosceva molto bene il russo, era la principale sostenitrice di questa lingua in una corte che era tornata a parlare francese.

Alessandro III: un patriota sul trono

Di solito ritratto come un vero gigante russo con una barba imponente, Alessandro III (in carica dal 1881 al 1894) fu un paladino della lingua madre fin dai suoi anni giovanili: comunicando con i cortigiani, che preferivano il francese, rispondeva ostinatamente solo e sempre in russo.

Naturalmente, l’imperatore conosceva le lingue straniere (anche se aveva avuto serie difficoltà con ki studio da bambino) ma voleva che coloro che servivano la Russia rimanessero fedeli alle proprie radici. Fu lui a rendere il russo la lingua principale a corte. Anche sua moglie, la danese Maria, imparò bene il russo.

Nicola II: uno zar dal forte accento

L’ultimo imperatore della Russia, Nicola II, regnò in un’epoca in cui l’inglese sostituiva il francese come lingua della comunicazione internazionale. Le capacità linguistiche dell’imperatore riflettevano questo. Suo zio Alessandro ha ricordato: “Quando i suoi studi si sono conclusi, Nicola avrebbe potuto ingannare qualsiasi professore di Oxford, facendogli pensare che fosse un inglese.”

Nicola II parlava le lingue straniere (come tutte le altre persone in questa lista, conosceva anche il tedesco e il francese) così bene che, come i suoi cortigiani osservavano, aveva un leggero accento straniero quando si esprimeva in russo, addolcendo diversi suoni. Parlava inglese anche con sua moglie Alessandra, l’ennesima principessa tedesca (con radici inglesi), anche se lei conosceva abbastanza bene il russo.

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