Trump annuncia il ritiro degli Usa dal Trattato INF: le origini e l’importanza di questo accordo

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Poco più di 30 anni fa Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev siglarono un patto storico: Usa e Urss si impegnavano a distruggere un intero arsenale di armi nucleari per ridurre l’escalation di tensioni in Europa. Ma ora gli Stati Uniti rischiano di mandare in fumo questo accordo

Gli Stati Uniti puntano a ritirarsi dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), l’accordo sulle armi firmato nel 1987 dal presidente Ronald Reagan e dal leader sovietico Mikhail Gorbachev. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump il 21 ottobre scorso. “Stiamo per rescindere l’accordo e ci ritireremo dal trattato”, ha detto Trump alla stampa.

E mentre gli analisti politici si interrogano sulle possibili conseguenze di questa decisione, è importante comprendere appieno il significato originale di questo trattato. La strada che ha portato alla firma dell’INF è stata decisamente in salita: l’Europa si trovava infatti sull’orlo di una guerra nucleare. Abbiamo cercato di rispondere ad alcune domande, fondamentali per comprendere appieno il vero significato di quell’accordo storico.

1 Cosa prevedeva l’accordo?

Nel 1977, nell’ambito dei piani di modernizzazione del proprio arsenale, l’Urss svelò un nuovo missile da dispiegare nell’Europa orientale: il missile balistico a medio raggio-raggio intermedio SS-20 Saber. Una notizia scioccante per l’Europa occidentale: le testate nucleari dalla potenza di 150 KT ciascuna non erano regolate dai trattati sugli armamenti esistenti all’epoca e potevano colpire in qualsiasi momento le città dell’Europa occidentale, prima che la NATO o gli Stati Uniti potessero intervenire.

2 Cos’è un missile a medio raggio?

Secondo la classificazione internazionale, questa categoria di armi nucleari comprende i missili nucleari con una portata di 500-1.000 km (a corto raggio) e 1.000-5.500 km (a medio raggio). Questi missili possono raggiungere i loro obiettivi più velocemente dei missili balistici intercontinentali e la loro portata relativamente breve ha fatto sì che non fossero coperti dal Trattato sulla limitazione delle armi strategiche del 1972.

3 Perché l’Urss stava minacciando l’Europa?

L’obiettivo era sostituire i vecchi missili SS-4 e SS-5 per garantire la superiorità sovietica in Europa. Ma una simile mossa portò a un rapido peggioramento delle relazioni con l’Occidente.

“Sia l’Occidente sia la Cina erano seriamente preoccupati per il posizionamento di quelle armi”, ha scritto lo storico Aleksej Bogaturov. “Era la prova che i sovietici si stavano preparando per una guerra nucleare”.

L’Europa occidentale iniziò così a sentirsi più vulnerabile: un possibile attacco sovietico avrebbe potuto spazzare via l’Europa ancor prima che gli alleati americani potessero intervenire.

4 Qual è stata la reazione dell’Occidente?

Gli Stati Uniti, come leader della NATO, agirono con determinazione. Nel 1983 furono schierati nuovi missili americani: il Pershing II nella Germania occidentale e diversi altri missili da crociera in Belgio, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. Questi missili potevano colpire obiettivi nella maggior parte delle zone europee sotto il controllo sovietico.

5 Cos’è successo in seguito?

Sia i politici sovietici sia quelli occidentali si resero conto che era ormai indispensabile ridurre le tensioni: l’Europa si era trasformata in una polveriera pronta ad esplodere. Numerosi cicli di colloqui in parte fallirono perché tre leader sovietici (Leonid Brezhnev, Yuri Andropov e Konstantin Chernenko) morirono durante i negoziati. Si arrivò a un accordo solo nel 1987, quando Mikhail Gorbachev e Ronald Reagan raggiunsero un’intesa e firmarono il trattato.

Il Trattato INF prevedeva che sia gli Usa, sia l’Urss smantellassero i propri missili a corto e medio raggio (ovvero quelli con una portata da 500 a 5.500 km). Inoltre Mosca avrebbe dovuto distruggere il suo missile non solo in Europa, ma anche in Asia.

Il trattato fu rispettato da entrambe le parti: l’Unione Sovietica distrusse 1.846 sistemi missilistici e gli Stati Uniti 846.

“Fu una vera svolta. Per la prima volta nella storia entrambe le parti riuscirono a raggiungere un accordo per smantellare un intero arsenale di armi nuove di zecca, altamente efficaci. Un trattato che migliorò sul serio la situazione in Europa e in Estremo oriente”, ha affermato Aleksej Bogaturov.

Il Trattato INF è risultato essere una pietra miliare per porre fine alla Guerra fredda e ha contribuito a rendere il mondo un luogo migliore. Ora questo traguardo rischia seriamente di andare in fumo.

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