Andrej Sakharov: dieci grandi frasi sulla guerra, la pace, Dio e l’uomo

Boris Kaufman/Sputnik
Queste parole gettano luce su come ha vissuto, pensato e lavorato il grande fisico nucleare e dissidente sovietico, Premio Nobel per la Pace nel 1975

Prima progettista della bomba all’idrogeno e poi premio Nobel per la Pace nel 1975, lo scienziato Andrej Sakharov (1921-1989) è ricordato come dissidente sovietico e come uno dei più grandi sostenitori dei diritti umani. Il 21 maggio il mondo festeggia i 97 anni dalla sua nascita.

1/ Il mio destino è stato, per certi versi, eccezionale. Non lo dico per falsa modestia, ma per il desiderio di essere chiaro: vorrei sottolineare che il mio destino si è rivelato ben più grande della mia personalità. Io ho soltanto provato a stare al suo stesso livello.

2/ Non appartengo a nessuna chiesa, ma allo stesso tempo non mi considero un materialista convinto. Credo che un qualche significato più alto, nell’Universo e nella vita umana, esista davvero.

3/ Non mi sono mai considerato il capo di un movimento e mai ho aspirato a esserlo. Tutte le mie azioni e affermazioni sono state il riflesso personale delle mie convinzioni e dei miei dubbi, e dei miei impulsi morali.

4/ Mi sembra che gli scienziati dovrebbero essere in grado di leggere le cose da una posizione universale, globale, più alta dell’interesse egoista del “loro” Paese e delle “loro” popolazioni, più alta dei pregiudizi dei “loro” sistemi sociali, compresa l’ideologia.

5/ Sono sicuro che la protezione dei diritti umani è l’unica base su cui possano marciare unite le persone, senza curarsi della propria nazionalità delle convinzioni politiche, della religione e dello status sociale.

6/ Una società umana ha bisogno di libertà intellettuale: la libertà di ricevere e distribuire informazioni, la libertà di discutere senza problemi e senza parzialità, la libertà dalle pressioni e dai pregiudizi.

7/ La disunità minaccia di distruggere la società umana. Di fronte al pericolo, ogni azione che accresce la disunità, ogni posizione che favorisce l’incompatibilità tra le ideologie e le nazioni è un crimine e una follia.

8/ La guerra nucleare può nascere da una guerra normale. La seconda, come è ampiamente noto, deriva dalla politica.

9/ Non sono un politico di professione e, forse, è per questo che mi torturo con domande sulla fattibilità dei risultati finali delle mie azioni. Sono portato a credere che solo i principi morali, combinati con l’imparzialità, possano funzionare come una bussola per problemi così complessi e pieni di contraddizioni. Mi astengo dal fare previsioni specifiche ma oggi, come sempre, credo nel potere dell’intelligenza e dello spirito umani.

Migliaia di anni fa le tribù umane attraversarono feroci test di sopravvivenza. E in questa gara non era importante solo essere bravi a maneggiare i bastoni, ma anche a pensare, mantenere le tradizioni e aiutare senza egoismi gli altri membri della tribù. Oggi l’umanità va incontro a un test dello stesso tipo.

Volete saperne di più su questa persona eccezionale? Leggete la relazione di Gavriil Popov, il primo sindaco di Mosca eletto con metodo democratico e membro del movimento democratico nell’ultimo parlamento sovietico, che ebbe la fortuna di conoscere Sakharov di persona

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