Tre grandi invenzioni create nei campi di prigionia di Stalin

Nella Russia delle Purghe staliniane, finirono in carcere, spesso con accuse assurde e pretestuose, anche cervelli finissimi: scienziati, ingegneri, medici… Per loro non c’era il lavoro forzato nelle miniere, ma quello nella sharashka, istituti di ricerca scientifica o progettazione tecnica in cui erano impiegati i prigionieri più colti. E in alcuni casi fu proprio lì che inventarono qualcosa di importante

La cosa

Quando nell’agosto del 1945 l’ambasciatore americano W. Averell Harriman ricevette il dono della delegazione dei Pionieri dell’Urss, l’organizzazione che riuniva i giovani comunisti d’età compresa tra i 9 e 14 anni, lo appese alla parete nello studio della sua residenza. Era una targa in legno, con intagliato il Great Seal, lo stemma degli Stati Uniti d’America. Il regalo dei bambini, dato sulla base della collaborazione da buoni alleati nella Seconda Guerra Mondiale, restò appeso nella residenza dell’ambasciatore per sette anni, sotto gli occhi di Harriman e dei suoi tre successori.

Solo nel 1952 si seppe che la targa conteneva “la cosa”, uno dei primi dispositivi di ascolto segreto. Si basava su principi rivoluzionari per quel tempo: non aveva alcuna alimentazione elettrica o componenti elettronici attivi. Il dispositivo si attivava solo quando riceveva un segnale radio di una certa frequenza. Era estremamente difficile da rilevare e fu scoperto solo per caso.

“La cosa” fece entrare gli americani in stato di grande agitazione, soprattutto perché allora non avevano la tecnologia per replicare questo strumento spia. Era stata progettata dal famoso inventore sovietico Lev Termen, conosciuto negli Usa come Leon Theremin. È più famoso per l’invenzione di uno dei primi strumenti musicali elettronici, chiamato termenvox in Russia e theremin in Occidente. 

Lev Termen aveva vissuto negli Stati Uniti negli anni Trenta, diffondendo il suo termenvox e lavorando ai sistemi di allarme antifurto. Nel 1938 fu richiamato in Urss, dove fu arrestato l’anno successivo. Ricevette l’assurda accusa di aver preso parte all’omicidio di Sergej Kirov. Assurda in particolare perché il funzionario sovietico di alto rango era stato ucciso nel 1934, mentre Termen si trovava negli Stati Uniti. L’impianto accusatorio sosteneva che i cospiratori avevano piazzato una bomba radio-controllata in un osservatorio a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) e che Termen aveva fatto detonare la bomba a distanza dagli Stati Uniti mentre Kirov era in visita all’osservatorio. In realtà, Kirov era stato ucciso nei corridoio dello Smolnij, dove aveva sede il suo ufficio, dal marito di una dipendente, con un colpo d’arma da fuoco.

Dopo l’arresto, Termen lavorò in una “sharashka”(gli uffici di progettazione tecnica o di ricerca scientifica con detenuti come impiegati), sviluppando dispositivi di spionaggio, uno dei quali era la famosa “Cosa”. Il suo lavoro ricevette il premio Stalin nel 1947, anno in cui fu rilasciato dalla prigione. 

Il mitico bombardiere Tupolev Tu-2

Termen (o Theremin, come lo chiamano in Occidente) scontò la sua pena nel famigerato centro TsKB-29. Era sotto il controllo diretto del Ministero dell’Interno e la gran parte dello staff era composto da prigionieri. Tra di loro c’era anche il pioniere della progettazione di aerei Andrej Tupolev. Di fatto questa sharashka era stata soprannominata “Tupolevka” proprio in suo onore, visto che il suo compito principale era sviluppare nuovi aerei militari.

Tupolev fu sbattuto in prigione nel 1937 con accuse fasulle di sabotaggio e spionaggio. Più tardi raccontò a un amico di non essere stato picchiato, ma di aver subito la privazione del sonno. Quindi, non resistendo a questa terribile tortura “confessò” di essere stato per oltre un decennio una spia francese. Nel 1940 fu condannato a 15 anni di carcere, ma venne rilasciato già nell’estate successiva, allo scoppio della Grande Guerra Patriottica.

Nel corso degli anni della prigionia, sviluppò il bombardiere Tupolev Tu-2 (“Bat”, “pipistrello”, nella successiva classificazione Nato), che diventò uno dei più importanti bombardieri della Seconda guerra mondiale e dimostrò una progettazione nel complesso ottima. E il fatto che il bombardiere fosse realizzato in condizioni di internamento carcerario rende ancora più eccezionale l’impresa.

Il Tupolev Tu-2 venne costruito per dieci anni, fino al 1952. Ne furono prodotti circa 2.500 esemplari, e questo aereo ebbe una carriera movimentata dopo la fine del Secondo conflitto mondiale. Fu utilizzato nel corso della Guerra di Corea e impiegato largamente dalle Aeronautiche militari dei Paesi firmatari del Patto di Varsavia. Nel 1943 Tupolev ricevette il premio Stalin per questo bombardiere e poco dopo se ne aggiudicò altri tre. 

La cura contro la pellagra

Ma non erano solo i professionisti dello spionaggio e i progettisti di aerei a finire in prigioni speciali durante le Purghe staliniane. Nelle galere c’era posto anche per altre professioni “nobili”. Il famoso virologo sovietico Lev Zilber passò quattro anni in una sharashka. Fu arrestato sulla base della denuncia di un collega. L’accusa era di voler avvelenare gli acquedotti di Mosca e fu condannato a dieci anni da scontare in un campo di prigionia.

All’inizio lavorò come taglialegna, poi divenne il dottore del campo. Mentre lavorava nell’ospedale del penitenziario si trovò a dover combattere contro la pellagra, una malattia molto seria, causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, caratterizzata da dermatiti molto aggressive e seri problemi neurologici, che, se non trattata, può portare alla morte del paziente.

Come ricordò anni dopo, visto che il campo di prigionia si trovava nelle regioni del Nord della Russia, iniziò a usare dei licheni per produrre lieviti che fungessero come una sorta di vitamina. Fu questa la prima base della medicina contro la pellagra, l’Antipellagrin. Riuscì anche a brevettarlo, ma certo non a suo nome, ma a nome del Ministero dell’Interno.

Zilber fu poi spostato in un laboratorio chiuso, dove lavorò alla ricerca sulla sua teoria della natura virale del cancro. Due anni dopo il suo rilascio, nel 1946, proprio come Theremin e Tupolev, ricevette il Premio Stalin per il suo lavoro sull’encefalite.

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