Lo sapevate che le isole Hawaii oggi avrebbero potuto essere una colonia russa?

L’intraprendenza di due esploratori russi all’inizio del XIX secolo portò la Russia a un passo dall’ottenere delle terre nell’arcipelago dell’Oceano Pacifico. Se non fosse stato per gli statunitensi che misero loro i bastoni tra le ruote

Quando, all’inizio del XIX secolo, gli esploratori russi Ivan Kruzenstern e Yurij Lisianskij arrivarono alle isole Hawaii, si resero conto di essere stati preceduti da moltissimi americani, che da tempo stavano facendo affari in queste isole. Ivan e Yurij non si persero d’animo e decisero di incontrare il re locale, al quale avanzarono delle proposte di collaborazione. Ma si ritrovarono a tornare in patria a mani vuote. 

La terra dei re 

Tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo, alle Hawaii regnavano due monarchi: Kamehameha, il re che avrebbe unificato il regno nel 1810 con la capitale Honolulu, sull’isola di Oahu, e Kaumualii, vassallo del monarca, che governava due isole più piccole, Niihau e Kauai.

Kamehameha (1758-1819) con i suoi guerrieri, opera di E. Bayard

Alcuni membri della spedizione russa organizzarono una riunione con Kamehameha, un avido amante delle navi che adorava vantarsi di possedere un porto pieno di navi straniere. Kamehameha ricevette cordialmente gli invitati, offrendo loro di avviare relazioni di interscambio commerciale tra Hawaii e le colonie russe in Alaska.

Ma fin dai primi contatti con la Russia, tra gli abitanti del posto e gli statunitensi che vivevano lì iniziarono a girare strane voci: la Russia, si diceva, sta progettando di conquistare l’isola.

Nel 1815, la nave russa mercantile “Bering”, che viaggiava verso la California, venne assalita da alcuni soldati del re Kaumualii. Il primo governatore delle colonie russe in America, Aleksandr Baranov, mandò un suo inviato, il dottor George Sheffer, a negoziare con Kaumualii.

Sheffer, un medico tedesco sotto il servizio russo, non possedeva alcun tipo di educazione militare, navale o diplomatica. Non si esclude che Baranov non avesse uomini a disposizione in quel momento. Sheffer venne istruito affinché si rivolgesse con attenzione a  Kamehameha, chiedendogli che facesse pressioni su Kaumualii affinché venisse restituita la nave presa d’assalto.

Tuttavia l’obiettivo finale non era il “Bering”, bensì riuscire a creare una base per ricevere navi russe che trasportavano pelli dall’Alaska verso i mercati di Canton, in Cina. Sheffer ottenne istruzioni anche per negoziare il monopolio della Russia per quanto riguarda il commercio del legno di sandalo, un materiale molto costoso utilizzato per la realizzazione di mobili. Sheffer consegnò anche dei regali e una lettera di Baranov a Kamehameha.

Il dottor George Sheffer

Le cose hanno iniziato a peggiorare subito dopo l’arrivo di Sheffer a Honolulu, alla fine del 1815. Su consiglio dei commercianti locali statunitensi, Kamehameha per la prima volta si rifiutò di ricevere il medico.

La lettera di Baranov venne restituita senza essere aperta. Ma, per fortuna per Sheffer, la moglie di Kamehameha si ammalò e il dottore riuscì a curarla, ottenendo così la fiducia del re e il permesso per acquistare appezzamenti di terreno sui quali costruire delle fabbriche. Una strategia che in poco tempo gli conferì la fama di spia russa. E per lui iniziò a essere molto pericoloso vivere nel territorio di Kamehameha.

Nel maggio del 1816 Sheffer lasciò l’isola di Oahu e salpò alla volta di Kauai, territorio dell’altro re, Kaumualii. All’arrivo di Sheffer, il secondo re decise di giurare lealtà all’imperatore russo Alessandro I con la speranza che l’impero oltremare lo avrebbe aiutato a sconfiggere Kaumualii. Promise alla Russia anche il tanto sognato monopolio del legno di sandalo. E Sheffer sembrava in questo modo molto più vicino al suo obiettivo finale. E ci sarebbe riuscito, se non fosse stato per gli statunitensi...

Quell’invasione mai avvenuta

Sheffer firmò un accordo segreto con Kaumualii durante una missione. Secondo questo accordo il re avrebbe dovuto assegnare 500 truppe per aiutare Sheffer a conquistare la terra di Kamehameha. Accecato per il suo precoce successo, Sheffer inviò i documenti firmati da Kaumualii a Baranov a San Pietroburgo e iniziò ad acquistare le navi da guerra all’alleato hawaiano a spese della compagnia russo-americana. Fondò anche tre fortezze, che vennero ribattezzate in onore di Alessandro I, della sua sposa Elizabeth e del maresciallo russo Mikhail Barclay de Tolly. Infine battezzò una delle valli con il suo stesso nome. 

Le Hawaii all’inizio del XIX secolo

Ma i commercianti e i marinai statunitensi ben presto gli misero i bastoni tra le ruote. In fretta e furia comprarono a Kamehameha tutto il legno di sandalo e tutte le provviste alimentari e il sale per lasciare i russi con la fame e senza alcun prodotto da commercializzare. Infine, gli statunitensi che lavoravano con i russi iniziarono ad abbandonarli e a passare dalla parte dei propri compatrioti.

Nel 1817 Sheffer decise di abbandonare le Hawaii.

La cattiva sorte

A un mese di distanza da quando Sheffer abbandonò l’isola, la sua relazione giunse tra le mani dello zar russo. Se la possibilità di avere uno Stato satellite nelle Hawaii avrebbe potuto risultare in qualche modo attraente, Alessandro I rifiutò fermamente l’offerta di Sheffer: che immagine avrebbe dato l’Impero russo, che condannava le recenti acquisizioni territoriali di Napoleone, se avesse conquistato una colonia nel Pacifico?

Inoltre Alessandro I non voleva che una questione come quella hawaiana increspasse le relazioni tra la Russia e un partner forte come gli Stati Uniti.

Il forte russo nelle Hawaii oggi è stato trasformato in monumento storico nazionale

Le Hawaii si trasformarono in un porto commerciale internazionale. Kamehameha morì nel 1819, senza essere stato conquistato. I russi, come molte altre nazioni, portarono avanti degli scambi commerciali occasionali con le Hawaii. E il forte Elizabeth, l'unica testimonianza della fugace conquista di Sheffer, al giorno d'oggi è stato trasformato in un parco storico.

Il forte Elizabeth

Le rovine del forte Elizabeth sull’isola Kauai, nelle Hawaii

I cannoni del Forte Elizbeth furono ritirati nel 1862, molto tempo dopo la fine di queste diatribe nelle Hawaii. Oggi il forte è stato trasformato in un parco storico, con lo status di monumento storico nazionale.

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