Quando le superstar sovietiche iniziarono a cantare in inglese

Aleksandr Sentsov/TASS
Non si può dire che i cantanti dell’Urss fossero molto famosi in Occidente. Ma nel momento in cui, con la perestrojka, divenne possibile, alcuni di loro riuscirono a sbarcare persino in America e in alcuni casi a scalare le classifiche
  1. Larisa Dolina

Video dal film Jazzmen, noi del jazz(1983)

Larisa Dolina, nata nel 1955, è una delle più famose cantanti pop e jazz sovietiche e russe, ed ha anche preso parte a diversi film musicali. Uno di questi, intitolato “Jazzmen, noi del jazz” di Karen Shahnazarov (1983), racconta la storia di uno studente sovietico che cerca di mettere in piedi la sua jazz band, e a un certo punto invita la famosa cantante cubana Clementine Fernandez, interpretata dalla Dolina.

Sua anche la colonna sonora di una coproduzione sovietico-vietnamita, il film di Samvel Gasparov del 1985, “Koordinaty smerti” (“Le coordinate della morte”). La pellicola narra gli eventi degli anni Sessanta e Settanta, con l’attrice Kate Francis (un doppio cinematografico di Jane Fonda) che ritorna negli Usa e racconta la verità sulla guerra del Vietnam. La Dolina incise in inglese la canzone “The land of Vietnamese”. 

Dalla fine degli anni Novanta, la cantante va con una certa regolarità negli Stati Uniti, dove ha tenuto diversi tour, cantando sia il suo repertorio in russo che canzoni in inglese.

  1. Alla Pugacheva

Video: Alla Pugacheva Every Night And Every Day (1985)

Primadonna della scena musicale sovietica e russa, Alla Pugacheva (classe 1949) nel 1984-85 andò in tournée in Finlandia e Svezia, e a Stoccolma prese anche parte a un popolare show televisivo. Nel dicembre del 1984 ricevette il Disco d’oro dell’industria discografica finlandese.

Nel 1985 registrò l’album “Watch Out!” (World Record Music, Svezia), con i coristi degli ABBA. Nel 1986 il disco fu ripubblicato in Unione Sovietica con il titolo “Alla Pugecheva a Stoccolma”. A tutt’oggi resta l’unico suo disco in inglese.

  1. Boris Grebenshchikov

Boris Grebenshchikov Radio Silence (1989)

Boris Grebenshchikov è noto per essere uno dei fondatori del rock sovietico e russo. Dal 1972 è il leader della band Akvarium. Nel 1989 ha registrato un disco in inglese: “Radio Silence.” L’album raggiunse solo la 198º posizione nella “Billboard 200”, la classifica dei 200 nuovi album discografici e EP più venduti negli Stati Uniti, pubblicata ogni settimana dalla rivista Billboard., nonostante fosse pubblicato dalla super famosa etichetta discografica Eurythmics. Grebenshchikov si esibì anche al David Letterman Late show, a New York. 

  1. Gorky Park

Live al “Moscow Music Peace Festival” (1989)

Questa è con ogni probabilità l’unica band sovietica che godette di notorietà all’estero. Il loro singolo  “Try to find me” raggiunse la 81º posizione nella classifica Billboard Hot 100 del 1989. E l’album “Gorky Park” si piazzò all’80º posto nella Billboard 200 e ci rimase per 21 settimane.

In totale, i Gorky Park hanno venduto circa 300.000 copie di questo disco solo negli Usa. E in Danimarca e in Norvegia l’album fu ancora più popolare. Ricordate la loro hit di tutti i tempi, “Moscow Calling”?

  1. Aleksandr Serov

Aleksandr Serov e Irina Otieva – “From my Heart” (1991)

Questo cantante pop sovietico dalla voce magica, tra il 1989 e il 1993 fu a lungo in tour in Occidente, cantando in Germania (dove si esibì con with Dieter Bolen), in Israele, Canada e Stati Uniti. Cantò spesso con un’altra stella sovietica, la vocalist jazz Irina Otieva, e due dei loro duetti erano in inglese.

La canzone “Goodbye”, scritta da Igor Krutoj, aveva anche una versione russa che, con il titolo “Svadebnye tsvety” (“Fiori nuziali”), è ancora oggi nel repertorio di Irina Allegrova. Serov la eseguì in inglese nel 1991.

Aleksandr Serov Goodbye (1991)

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