Kgb-Cia: tre luoghi simbolo della sfida tra spie a Mosca

L'Hotel Pekin

L'Hotel Pekin

Boris Prihodko/RIA Novosti
Il Pekin Hotel era l’albergo degli agenti segreti e dei doppiogiochisti. Qui un colonnello sovietico passò informazioni militari riservate all’Occidente. E poi c’era la Cattedrale di San Basilio, dove una stretta scala a chiocciola era l’ideale per gli scambi più delicati…

Hotel Pekin

Questo notevole complesso, che univa hotel e ristorante venne costruito all’epoca di Stalin. Non è un segreto che fosse sotto la completa sorveglianza del Kgb. La maggior parte dei camerieri e dei maître d’hôtel erano agenti dei servizi segreti, e nelle camere, così come nelle sale del ristorante, erano montate ovunque cimici per spiare le conversazioni. Il Kgb utilizzava il Pekin anche come suo hotel, dove gli agenti provenienti da altre città dell’Unione Sovietica dormivano nel corso delle trasferte a Mosca.

Nel 1961-1962, al Pekin, la spia britannica Greville Maynard Wynne si incontrò con Oleg Penkovskij, colonnello dell’intelligence militare sovietica (Gru), che gli passò materiale segreto.

Penkovskij è passato alla storia come il “colonnello delle tre intelligence”: Urss, Usa e Gran Bretagna. Fu promosso colonnello sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, oltre che in Unione Sovietica.

Al Pekin, Penkovskij dette a Wynne foto (circa 5.000 in totale) di documenti segreti riguardanti armamenti sovietici. In cambio ottenne nuovi compiti, soldi e anche souvenir stranieri.

Lungofiume Kosmodamianskaja 36

Il lungofiume Kosmodamianskaja

All’epoca l’indirizzo era diverso: il Lungofiume era ancora intitolato allo scrittore Maksim Gorkij. Penkovskij viveva al numero 36. Nel 1963 il Kgb lo mise sotto sorveglianza.

Gli agenti segreti posizionarono una piccola camera in un vaso di fiori sul balcone al piano superiore. Riuscirono così a vedere che, sul davanzale, usando la sua macchina fotografica compatta Minox, Penkovskij fotografava documenti riservati. Poco più tardi il colonnello venne arrestato, condannato per tradimento e fucilato.

Cattedrale di San Basilio

La Cattedrale di San Basilio

A prima vista, posta com’è sulla Piazza Rossa, nel centro di Mosca, non sembrerebbe il posto adatto per degli agenti della Cia. Ma lo è stata.

Una scala a chiocciola tra il primo e il secondo piano era il luogo ideale per passare delle consegne in modo discreto. Inoltre, un diplomatico straniero che si allontanava dal centro di Mosca avrebbe sicuramente insospettito, più di uno in visita a uno dei principali monumenti cittadini.

Nel 1985 il colonnello del Kgb Oleg Gordievskij, che lavorava per il Sis, l’agenzia di spionaggio l’estero della Gran Bretagna, si stava preparando a fuggire dall’Urss. Doveva incontrare un agente straniero nella Cattedrale per ricevere istruzioni, ma la trovò chiusa. Riuscì comunque a seminare gli agenti sovietici che gli stavano alle calcagna e a fuggire nel Regno Unito, attraverso la Finlandia. Fu condannato a morte in contumacia per alto tradimento. Vive ancora in Gran Bretagna. È rimasto uno dei pochi ad averla fatta franca.

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