Accadde oggi: nel 1698 Pietro I introdusse la tassa sulla barba

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Lo zar impose l’obbligo di radersi. Chi voleva continuare a portarla avrebbe dovuto pagare un’imposta annuale

Pietro il Grande si rivelò uno dei regnanti di maggior carisma della storia russa. Oltre a coltivare passioni personali legate all’architettura, all’ingegneria e alla costruzione navale, introdusse in patria numerose riforme. Tra le novità più curiose ci fu l’obbligo da lui imposto di non portare la barba. Alla fine del XVII secolo infatti l’aristocrazia russa (boiari) era solita portare lunghe barbe: si credeva che la barba fosse un ornamento creato da Dio, portato dai profeti, dagli apostoli e da Gesù stesso. Tagliarla significava per loro commettere un peccato mortale. Pietro, invece, pensava che le barbe fossero incivili, ridicole e inutili ed emanò un decreto che obbligava tutti i russi, contadini e sacerdoti esclusi, a radersi.

Visto che la nuova disposizione tardava a prender piede, il 5 settembre 1698 Pietro I introdusse una tassa per coloro che volessero portare la barba.

Coloro che volevano continuare a portarla avrebbero dovuto pagare una tassa annuale che variava da un copeco per i contadini che, esentati solo se restavano in campagna, decidevano di entrare in città, a 100 rubli per i ricchi mercanti.

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