Cinque sport dove le donne russe sono più forti dei maschi

Russia's Yekaterina Gamova-Mukasei during a Russia vs. Thailand match of the 2014 FIVB Volleyball Women's World Championship in Verona.

Russia's Yekaterina Gamova-Mukasei during a Russia vs. Thailand match of the 2014 FIVB Volleyball Women's World Championship in Verona.

Vladimir Pesnya/RIA Novosti
In Unione Sovietica il rugby era praticamente sconosciuto, ora le russe dominano. E le ragazze strappano ai colleghi maschi le prime pagine sportive, collezionando medaglie nella pallavolo, nella pallamano, negli scacchi e nella lotta libera. Ecco i risultati migliori e le atlete da tenere d’occhio

Ekaterina Gamova (da sposata Gamova-Mukasej), al Mondiale femminile di Pallavolo di Verona 2014, nel corso del match Russia-Thailandia. Fonte: Vladimir Pesnya/RIA NovostiEkaterina Gamova (da sposata Gamova-Mukasej), al Mondiale femminile di Pallavolo di Verona 2014, nel corso del match Russia-Thailandia. Fonte: Vladimir Pesnya/RIA Novosti

Tradizionalmente, a livello mondiale, le squadre femminili russe eccellevano nella ginnastica, nel nuoto sincronizzato e nel pattinaggio su ghiaccio. Ma l’ultimo decennio ha visto le donne mettersi alla prova con successo in un gran numero di discipline, prima ad esclusivo dominio maschile, tra cui il rugby, la pallamano, gli scacchi e addirittura la lotta libera. E sono piovute medaglie.

Pallamano

Ai tempi dell’Urss, la squadra sovietica femminile di pallamano conquistò enormi successi, vincendo sia le Olimpiadi che i Mondiali e dominando per almeno 15 anni. Ma dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la nuova squadra russa faticò a lungo, e i risultati andarono in picchiata. Solo nel 2001, nel Mondiale disputato in Italia, le ragazze della pallamano tornarono ad assaporare la vittoria, conquistando l’oro (successo ripetuto nel 2007 in Francia e nel 2009 in Cina). Adesso si stanno preparando per il Campionato del Mondo, che si terrà in Germania nel dicembre del 2017.

Il risultato: Medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Rio del 2016 

 

Il talento: Anna Vjachireva, 22 anni. Viene da una famiglia di giocatori di pallamano: suo padre è allenatore a Zvenigorod (cittadina a 50 chilometri da Mosca) e anche la sua sorella maggiore, Polina Kuznetsova, vestiva la maglia della nazionale che ha trionfato a Rio.

Anna Vjachireva festeggia dopo aver segnato un goal nella partita contro la Svezia, nel girone preliminare del Torneo di pallamano alle Olimpiadi di Rio 2016. Fonte: APAnna Vjachireva festeggia dopo aver segnato un goal nella partita contro la Svezia, nel girone preliminare del Torneo di pallamano alle Olimpiadi di Rio 2016. Fonte: AP

Scacchi

Per qualche oscuro motivo tutti i più grandi giocatori russi di scacchi hanno un cognome che inizia con la lettera cappa: Karpov, Kasparov, Karjakin… e tutti sono maschi. Anzi no: fate attenzione a Kostenjuk (Aleksandra) e alle sorelle Kosintseva (Nadezhda e Tatjana). Nell’ultimo decennio, la squadra femminile di scacchi ha accumulato un impressionante bottino di medaglie.

Il risultato:Oro ai Campionati del Mondo a squadre di scacchi 2017 che si sono tenuti nella città russa di Chanty-Mansijsk.

Il talento: Aleksandra Kostenjuk, 33 anni, autoproclamatasi “regina degli scacchi” (è il nome scelto per il suo profilo Instagram. Si è scrupolosamente allenata fin da bambina, sotto la guida di suo padre, con il quale ha poi scritto il libro “Come sono diventata un Grande Maestro a 14 anni”. È stata anche la prima donna a vincere il Campionato di scacchi svizzero, battendo in finale un uomo.

Aleksandra Kostenjuk in una sfida durante il primo giorno del Mondiale femminile di scacchi di Sochi, nel 2015. Fonte: Nina Zotina/RIA NovostiAleksandra Kostenjuk in una sfida durante il primo giorno del Mondiale femminile di scacchi di Sochi, nel 2015. Fonte: Nina Zotina/RIA Novosti

Pallavolo

La squadra sovietica di pallavolo era famosa in tutto il mondo. Per quel team vincere l’oro nelle principali competizioni era diventata quasi una formalità. Fin da bambini, la pallavolo era praticata in tutte le scuole della Russia, ma negli anni convulsi dopo il crollo dell’Urss sia la nazionale maschile che quella femminile faticarono non poco a riprendersi. Durante gli ultimi dieci anni, però, le cose sono migliorate e le ragazze del volley sono tornate altamente competitive in tutti i principali tornei.

Il risultato: Medaglia d’oro ai Campionati europei di pallavolo del 2015. Dal 20 settembre difenderanno il titolo nell’Europeo in programma in Azerbaigian e Giorgia, al quale si è qualificato anche l’Italia.

Il talento: Ekaterina Gamova, 36 anni (detta “la Caterina la Grande del volley russo”), è responsabile del settore giovanile e assistente dell’allenatore dell’Under 18. Purtroppo, un infortunio l’ha costretta a lasciare anzitempo il campo (era stata nominata migliore pallavolista donna della Russia, ndr), ma ha ricominciato la carriera dalla panchina. Nel 2017 le sue giovani campionesse (allenate da Aleksander Karikov, ndr) hanno già trionfato ai Campionati europei Under 18, battendo in finale ad Arnhem, nei Paesi Bassi, l’Italia.

Ekaterina Gamova. Fonte: Maksim Bogodvid/RIA NovostiEkaterina Gamova. Fonte: Maksim Bogodvid/RIA Novosti

Rugby

Il rugby non aveva una grande tradizione nell’Unione Sovietica. Lo sport era poco praticato e la prima nazionale fu messa in piedi solo a metà degli anni Settanta, ficcando in squadra un po’ di atleti vari. Anche il rugby a sette (una variante che vede opporsi non 15, ma appunto sette giocatori per squadra) è praticato in Russia, e la squadra femminile, da quando è scesa in campo, fa sfracelli in questa disciplina. Compete con squadre del calibro di Nuova Zelanda, Australia, Canada, Usa, Spagna, per non parlare dei successi in Europa, dove domina da cinque anni.

Il risultato:Medaglia d’Oro al Grand Prix Series Femminile di Rugby a sette, a Kazan, luglio 2107 

Il talento: Baizat Khamidova, 26 anni, è la prima donna della Repubblica del Daghestan (la più grande del Caucaso settentrionale, ndr) a rappresentare la Russia nel rugby. Il commissario tecnico Pavel Baranovskij la voleva così fortemente che, per convincerla a vestire la maglia della nazionale, è andato personalmente nello sperduto villaggio della Khamidova, tra le montagne del Caucaso.

Baizat Khamidova nella partita di rugby a sette tra Russia e Spagna, allo stadio Allianz di Sydney, Australia, nel febbraio 2017. Fonte: Getty ImagesBaizat Khamidova nella partita di rugby a sette tra Russia e Spagna, allo stadio Allianz di Sydney, Australia, nel febbraio 2017. Fonte: Getty Images

Il sito “Scrumqueens” ha inserito Baizat Khamidova tra le cinque più forti giocatrici di rugby del mondo.

 

Lotta libera

I lottatori provenienti dall’Unione Sovietica erano considerati tra i migliori del mondo. A lungo fecero incetta di medaglie d’oro. La specialità femminile non fu introdotta se non nel 1990, ma le donne non sono rimaste con le mani in mano e ben presto hanno iniziato a replicare i successi dei maschi.

Sanijat Ganachueva, Olga Smirnova e Lorisa Oorzhak (quest’ultima originaria della Repubblica di Tuva, ndr), hanno vinto in totale cinque medaglie d’oro nei più importanti tornei. L’oro conquistato dalla Oorzhak agli europei del 2010 (a Baku, in Azerbaigian) è stato un successo particolarmente significativo, perché veniva dopo che l’atleta era rimasta gravemente ferita (il 21 aprile 2007) in un incidente d’auto, nel quale aveva perso un rene e dopo un lungo processo di riabilitazione. Il team di lotta libera russo vive una accesa rivalità con quello giapponese.

Il risultato: La Oorzhak ha vinto tre medaglie d’oro agli Europei nel 2005, 2007 e 2010 e due argenti ai mondiali, nel 2009 e 2010.

Il talento: Irina Ologònova, 27 anni, nativa della Buriazia, è diventata lottatrice per caso, dopo che un suo amico l’aveva trascinata a un allenamento. Viene da una famiglia molto umile di un villaggio sperduto della Repubblica di Buriazia e suo padre è un casaro. È un’autentica potenza del mondo della lotta, avendo già conquistato molte medaglie. 

Irina Ologonova festeggia dopo la vittoria del Campionato europeo di lotta libera (categoria sotto i 55 chili) a Riga, Lettonia, nel marzo 2016. Fonte: AFPIrina Ologonova festeggia dopo la vittoria del Campionato europeo di lotta libera (categoria sotto i 55 chili) a Riga, Lettonia, nel marzo 2016. Fonte: AFP

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