Pattinaggio: il ritorno di Evgeniya

La pattinatrice Evgeniya Medvedeva.

La pattinatrice Evgeniya Medvedeva.

Fonte: Vladimir Pesnya/RIA Novosti
La campionessa si prepara alla nuova stagione e alle prossime Olimpiadi

La pattinatrice Evgeniya Medvedeva è tornata ad allenarsi e si prepara alla nuova stagione dopo tre settimane di relax. Il 5 giugno l’atleta andrà a Novosibirsk per iniziare la preparazione alle Olimpiadi. In passato ha vinto il Mondiale juniores e la Finale Grand Prix juniores nella stagione 2014-2015 e la Finale Gran Prix, oltre ai Campionati Europei e ai Campionati mondiali durante la sua stagione di esordio a livello senior nel 2015-2016.

In un'intervista esclusvia la Medvedeva ha raccontato le sue vacanze, i progressi nello studio del giapponese e la partecipazione a uno show TV. Rbth vi riporta i passi più interessanti dell’intervista a Evgenija.

La fama all'estero

In Giappone dove vivo mi riconoscono davvero tutti, ovunque mi trovi. Non vuol dire che non mi lascino passare, anzi qui si rispetta molto la privacy e lo spazio personale, però il pattinaggio artistico in questo Paese è molto più seguito che in Russia, lo guardano tutti e non si perdono un torneo importante, conoscono gli artisti uno per uno. In Russia non è così, ma posso dire con certezza che negli ultimi anni anche da noi sono stati fatti molti passi avanti in questo senso. Sempre più persone si appassionano al pattinaggio artistico e aumentano i genitori che iscrivono i figli ai corsi.

Le vacanze

Volente o nolente bisognava lavorare. C’è una stagione importante alle porte ed è essenziale rimanere in forma. Andavo in palestra tutti i giorni per un paio di ore. Devo dire che non è stata per niente dura, reggo senza problemi questi carichi di lavoro durante le ferie. Sono stata in Cina e in Giappone. Ho visitato Tokyo, Kyoto e Osaka, sono stata negli antichi templi orientali. La capitale mi è piaciuta più di tutto il resto, Tokyo è un’enorme megalopoli, ma le persone sono tranquille e disponibili. 

La partecipazione in tv 

Mi è piaciuto molto, lo ammetto. È stato divertente e interessante, anche se prima non avevo mai fatto niente di simile. L’idea del costume da Sailor Moon ci è venuta così, in modo naturale. Molti sanno che sono un’appassionata di anime giapponesi e amo molto quel personaggio. Così abbiamo pensato che sarebbe stato carino esibirsi con quel costume. Le tribune si sono esaltate.

I round erano tre. Oltre a ballare ho dovuto anche giocare all'hockey da tavolo e tenere l’equilibrio stando su una gamba sola. Per fortuna la mia squadra alla fine ha vinto.

Lo studio delle lingue straniere

Non posso dire di essermi buttata anima e corpo nello studio della lingua, ma il giapponese è interessante e ora quando parlo con qualche tifoso locale posso persino inserire qualche frase per stupire il mio interlocutore, anche se a me non si rivolgono mai in giapponese. È una lingua molto difficile da studiare, questo è chiaro. L’aspetto più duro è ricordarsi gli alfabeti.