Pattinaggio, la prospettiva è rosa

Elizaveta Tuktamysheva (Foto: Reuters)

Elizaveta Tuktamysheva (Foto: Reuters)

Al Campionato del Mondo di Shanghai, la squadra russa ha presentato un programma molto più modesto rispetto ai giochi olimpici a Sochi. Un'alta prestazione l'hanno dimostrata solo le ragazze russe. Elena Radionova ha ottenuto la medaglia di bronzo, mentre Elizaveta Tuktamysheva ha conquistato l'oro

Il successo della diciottenne Liza Tuktamysheva non è soltanto il risultato di molti anni di lavoro, ma anche il frutto della pazienza del suo mentore Aleksej Mishin. Due anni fa, quando nelle performance del'atleta si osservava un peggioramento evidente (motivo della sua rinuncia al sogno delle Olimpiadi) solo un cinico avrebbe consigliato a Mishin di non concentrarsi sul lavoro con gli altri allievi. Quando l'autunno scorso Liza è tornata alle sue condizioni di sempre, i critici hanno dovuto tacere.

Ancora a dicembre, subito dopo la finale trionfale del Grand-Prix a Barcellona, Liza confessò all'intervistatore di aver temuto di eseguire il triplo axel. “In teoria so bene come debba eseguire questo esercizio. Ma la teoria è una cosa, la pratica, un'altra. C'è rischio elevato di subire traumi seri”. E già alla metà di febbraio, al torneo d Bavarian Open ha inserito questo elemento nel suo programma breve. Purtroppo è caduta in uscita. A Shanghai tutto è andato molto meglio. Con il suo impeccabile triplo axel, Liza ha letteralmente steso le avversarie. Al termine del programma breve, la distanza dall'avversaria più prossima era di più di otto punti. Il programma libero è stato eseguito senza errori e Tuktamysheva è diventata terza nella storia del campionato del mondo russo in pattinaggio femminile individuale, dopo Marija Butyrskaja e Irina Sluckaja.

Le difficoltà della crescita

La sedicenne Anna Pogorilaja, che solo un anno fa non conosceva ancora l'ansia da primo campionato mondiale (al campionato 2014 nella giapponese Saitama, la giovane ha fatto grande scalpore, arrivando ad occupare il quarto posto), a Shanghai ha dovuto subire le prime difficoltà della crescita. Già nel programma corto si è lasciata infatti sfuggire due errori. Mentre nel programma libero la sfilata delle sviste è proseguita con ritmo doppio. Molti errori nel programma libero ha commesso anche la seconda russa “la bambina di ferro”, la sedicenne Elena Radionova. Ma la riserva dei punti ottenuti col programma corto sono bastati a farle valere il bronzo in questi due giorni di gare.

Coppie: i migliori fra gli europei

Per la prima volta dal 2008 nella lista dei premiati per il pattinaggio a coppie i russi non erano presenti. Per questo fatto ci sono però spiegazioni obbiettive. I due volte campioni del mondo Tat'jana Volosozhar e Maksim Tran'kov avevano saltato la gara per poter curare i propri traumi. I campioni olimpici Ksenija Stolbova e Fedor Klimov avevano concluso in tempo la loro stagione tendendo quanto più a complicare la scelta degli elementi.

 
Le stelle dello sport nell'anno di Sochi

A prendersi il compito di rappresentare il paese è stata la coppia di veterani Juko Kavaguti e Aleksandr Smirnov. I due erano vicini alla medaglia ma i tre errori commessi nei tre fondamentali esercizi del programma libero hanno impedito agli allievi di Tamara Mosskvina di ottenere l'agognato risultato. Gli ottimisti, tuttavia, fanno notare che Kavaguti e Smirnov si sono distinti a Shanghai come migliore coppia europea, mentre ieri Evgenija Tarasova e Vladimir Morozov hanno portato a casa il secondo posto fra i concorrenti del Vecchio mondo.

Due fallimenti

Fallimentare è stata la performance degli individuali russi. Maksim Kovtun si è rovinato già nel programma corto (sedicesimo posto). Mentre Sergej Baranov, che aveva pattinato bene il primo giorno di gara (quarto posto), ha collezionato errori nel secondo . E così l'intento di far vincere alla Russia tre biglietti per il prossimo campionato del mondo è sfumato. Kovtun in conclusione si è classificato settimo, Voronov, tredicesimo. “Il nostro pattinaggio individuale di oggi è l'erede di quei tempi in cui si dava molto rilievo alla complessità di un elemento. Questo fattore non lo si può ignorare neppure oggi, osservate: i migliori fra tutti sono quelli che sanno letteralmente fare prodigi sul ghiaccio. I nostro non hanno queste capacità”, fa notare nell'intervista a RBTH il famoso allenatore Evgenij Rukavicyn.

Disavventure danzanti

Non sono riusciti a conquistare il terzo biglietto al Campionato 2016 nemmeno i ballerini russi. I leder della squadra russa, vincitori della medaglia di bronzo al campionato d'Europa Aleksandra Stepanova e Ivan Bunin non hanno avuto fortuna nel programma corto di danza: la partner è caduta colpendo il ghiaccio con il tallone. In conclusione, dal quattordicesimo posto sono riusciti a salire al nono. Elena Il'jinych e Ruslan Zhiganin sono stati invece vittima della propria stanchezza (il duetto pattina da meno di un anno). Se nel programma corto forze e abilità sono bastate per entrare nel quintetto dei migliori, nel libero, i due sono usciti fuori pista. Come risultato: soltanto un settimo posto.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta