I cinque giganti dello sport

Braccio di ferro, sollevamento pesi, lotta libera: Rbth ha compilato un elenco degli atleti (letteralmente) più forti della Russia

La Russia si è sempre distinta per la forza dei suoi abitanti. Agli inizi del XX secolo l’Europa intera rimase affascinata dal leggendario lottatore russo Ivan Poddubny, che in quarant’anni di carriera non perse mai un incontro. Negli anni Settata il pesista Vasily Alekseyev stabilì novanta record mondiali. Anche nella storia più recente la Russia ha conseguito successi di tutto rispetto: negli anni Novanta il lottatore greco-romano Aleksandr Karelin perse solo due incontri su novecento. E oggi, nel ventunesimo secolo, i russi continuano a dominare il mondo dell’atletica dei più forti.

Alexei Voyevoda (bob, braccio di ferro)

Foto: Mikhail Mokrushin / Ria Novosti

Alexei Voyevoda è noto al grande pubblico soprattutto per essere un bobbista professionista. Alle Olimpiadi invernali di quest’anno, che si sono tenute a Sochi, sua città Natale, egli si è aggiudicato due medaglie d’oro in altrettanti eventi a due e a quattro. Non tutti sanno però che Alexei pratica anche un altro sport: il “braccio di ferro”, dove riporta continui successi. Infatti Voyevoda è stato tre volte campione del mondo nella categoria dilettanti e ha vinto numerosi trofei professionali. Il suo soprannome “braccio più forte del mondo” è certo un’esagerazione, ma tuttavia contiene un granello di verità. Alexei ricorda che all’età di quattordici anni era già in grado di sollevare un’auto Zaporozhets senza l’aiuto del cric!

Citazione: "Ho sempre desiderato essere forte, più che alto o ben piantato. Ricordo uno scherzo che feci una volta da bambino a un vicino di casa che aveva parcheggiato la sua auto nel posto sbagliato. Io la sollevai, la girai nel senso opposto e la lasciai in mezzo alla strada, in senso trasversale. Lui corse in strada, urlando. Ridemmo a crepapelle…” (Sport-Express).

Ruslan Albegov (sollevamento pesi)

Foto: Valery Melnikov / Ria Novosti

Se per uomo più forte di un Paese si intende il pesista della categoria super pesanti con il miglior record personale, allora l’uomo più forte della Russia è indubbiamente Ruslan Albegov, attuale campione mondiale ed europeo, nonché vincitore del bronzo alle Olimpiadi di Londra. Nel campionato mondiale che si è tenuto nel 2013 a Wroclaw questo atleta ventiseienne, nativo di Vladikavkaz, ha sollevato complessivamente 464 chilogrammi. Un risultato che sarebbe bastato ad assicurargli la vittoria alle ultime Olimpiadi. Purtroppo però a Londra Albergov, dopo un’ottima prestazione nello “strappo”, non è riuscito a conseguire risultati altrettanto buoni nello “slancio”. Alla fine l’oro olimpico del 2012 è andato all’iraniano Behdad Salimi. Le origini di quella deludente prestazione risalgono forse al 2008, quando Ruslan fu chiamato al servizio militare come carrista, perdendo così l’occasione di allenarsi.

Citazione: “Dopo due mesi di servizio militare riuscii ad entrare nel carro armato, anche se ero costretto a sfilarmi il casco, altrimenti il portellone non si sarebbe chiuso. Sono stato congedato dall’esercito un anno dopo con il grado di sergente. Se non mi fosse stato rubato quell’anno di vita, avrei potuto vincere una medaglia (olimpica) diversa. Quando ho ripreso ad allenarmi pesavo trenta chili in meno rispetto a prima di entrare nell’esercito. Mi ci è voluto un anno intero per recuperare la forma. E un altro anno per migliorarla”. (Argumenty I Fakty).

Mikhail Koklyaev (pesista, powerlifting, atletica pesante)

Foto: PhotoXPress

Mikhail Koklyaev, originario di Chelyabinsk, potrebbe essere considerato per certi versi l’erede del leggendario lottatore russo Ivan Poddubny. Mikhail, che un tempo era membro della squadra nazionale di sollevamento pesi, è l’unico russo ad aver trionfato nei più prestigiosi eventi internazionali di atletica pesante, riportando sette vittorie nella Strongman Champions League; quattro medaglie agli Arnold Strongman Classic; tre ai campionati mondiali IFSA Strongman, e una vittoria agli Open mondiali IFSA del 2005. La lista avrebbe potuto comprendere anche una medaglia olimpica, ma nel 2003 la Federazione russa di sollevamento pesi non convocò Koklyaev ai campionati mondiali, e per la delusione lui iniziò a bere…

Citazione: “Nel 2004 avrei potuto partecipare alle Olimpiadi e diventare un campione, ma persi quell’opportunità, e con essa tutte le mie speranze di atleta. Ho perso tutto per colpa della bottiglia. Ma sono stato fortunato: sono riuscito a smettere. Lo sport e la mia famiglia mi hanno aiutato a superare le mie debolezze”. (www.olympic-weightlifting.ru)

Tatiana Kashirina (sollevamento pesi)

Foto: Grigory Sysoev / Ria Novosti

Tra gli atleti più forti della Russia non mancano le rappresentanti del gentil sesso. La sollevatrice Tatiana Kashirina detiene attualmente il titolo mondiale nella categoria super pesanti (oltre i settantacinque chili): 151 kg nello strappo, 190 nello slancio, e 334 kg complessivi. I primi due risultati risalgono ai principali tornei della stagione: rispettivamente le Olimpiadi di Londra (medaglia d’argento) e il campionato mondiale di Wroclaw. Vale la pena di sottolineare che a Wroclaw Tatiana è riuscita a sconfiggere la cinese Lulu Zhou, che l’anno precedente dopo un incontro assai combattuto le aveva sottratto l’oro olimpico.

Citazione: “In seguito abbiamo saputo che a Londra la gara di sollevamento pesi era la terza più seguita. Quando sono tornata a casa le persone mi avvicinavano per la strada dicendomi che non immaginavano che il sollevamento pesi potesse essere uno sport così bello”. (Novyye Izvestia)

Bilyal Makhov (lotta libera)

Foto: Vladimir Baranov / Ria Novosti

Anche nella lotta libera la Russia conta delle star, a cominciare dal ventiseienne Bilyal Makhov, di Nalchik, tre volte campione del mondo nella categoria inferiore ai centoventi chili e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra. Makhov avrebbe dovuto partecipare anche alle Olimpiadi di Pechino del 2008, ma alla vigilia di un torneo di qualificazione fu colpito da un avvelenamento da mercurio. La diagnosi corretta fu stabilita solo molti mesi più tardi: all’inizio infatti si credeva si trattasse di una semplice intossicazione alimentare.

Citazione: “Non voglio parlarne. Se lo facessi dovrei lanciare delle accuse. Al campo di addestramento ho mangiato le stesse cose degli altri, servendomi da solo. Se l’intossicazione fosse stata causata al cibo anche gli altri ne avrebbero sofferto. Un’indagine avrebbe compromesso la reputazione di persone che mi erano vicine”. (Soviety Sport)

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