"Tutti amano la Lipnitskaya"

Yulia Lipnitskaya (Foto: Ria Novosti)

Yulia Lipnitskaya (Foto: Ria Novosti)

Un incontro con Ilya Averbukh, medaglia d'argento a Salt Lake City. Che ci racconta la nuova era del pattinaggio artistico russo

A Salt Lake City ha vinto la medaglia d’argento. E, riassumendo i risultati del Campionato del Mondo 2014 in Giappone, ha parlato delle cause della rottura del duo Elena Ilinykh - Nikita Katsalapov. E racconta come Yulia Lipnitskaya in una sola stagione sia diventata il simbolo del pattinaggio artistico singolo sul ghiaccio femminile.

Ilya, cosa sapete della rottura del duo Elena Ilinykh e Nikita Katsalapov? Il loro allenatore Nikolai Morozov e gli stessi ragazzi non confermano la notizia ma, come si dice, non c’è fumo senza che ci sia fuoco…

Nessuno, se non gli stessi Lena, Nikita e Nikolai, può rispondere a questa domanda. In questo momento non dispongo di tali informazioni. Per quanto ne sappia, tutti questi rumours hanno stupito il loro allenatore più di ogni altro. E la cosa più offensiva è che questi rumours sono iniziati prima dell’esibizione dei ragazzi. Io penso che alla fine questo abbia influito sull’esito finale. 

Certamente i ragazzi speravano in qualcosa di più del quarto posto nel Campionato del Mondo anche in considerazione del successo del “bronzo” nelle Olimpiadi?

Tutti ci aspettavamo di più. Dopotutto se non fosse stato per un errore nel twizzle nella danza breve, Lena e Nikita sarebbero diventati campioni del mondo. Loro avevano una chance ma non l’hanno sfruttata. D’altra parte nessuno è immune da tali errori. Ma io più di una volta ho notato che proprio nel twizzle il partner aveva smesso di lottare. Non capisco perché lui non sia passato alla combinazione successiva. Questo rimarrà per me un mistero.

Se il duo Ilinykh e Katsalapov cade a pezzi in cosa individuate la causa principale?

Noi vediamo solo l’aspetto esteriore del pattinaggio artistico sul ghiaccio, ma nello stesso tempo i ragazzi provano ogni giorno per sei-otto ore insieme sulla pista e in sala. Come dimostra la pratica, se i ballerini effettivamente si allenano e si esibiscono non sopportandosi l’uno con l’altro, allora è meglio separarsi

Se Yulia Lipnitskaya non fosse caduta nel salto durante l’esibizione libera avrebbe potuto battere Mao Assad?

Sono solidale con Yulia. Penso che nella patria di Asad a una cittadina russa non avrebbero assegnato l’oro neanche idealmente. Invece Yulia è diventata in questa stagione letteralmente il simbolo del pattinaggio sul ghiaccio singolo. A volte questo è più importante di tutte le medaglie e titoli. Ha conquistato il mondo con la sua spontaneità, purezza. Per questo il mondo se ne è innamorato, non solo per i capelli e gli occhi chiari, ma anche per l’alta professionalità. Lei si esibisce con gli elementi più difficili, ha al suo attivo un insieme complesso di salti. Lavorare con Yulia è un grande piacere. Noi già adesso pensiamo a quale coreografia e musica sceglieremo nella prossima stagione. Ma in questo anno è stata al cento per cento in caduta, se parliamo di prestazioni. Spero che delizierà tutti noi ancora. 

Da dove prende Yulia, ragazza di 15 anni, le forze dopo delle Olimpiadi così difficili?

Lei è una vera combattente. Le Olimpiadi hanno fatto di Yulia un’altra persona. Lei ha trovato in sé la forza e la motivazione per allenarsi, prepararsi e andare di nuovo sul ghiaccio. Questo ancora una volta ci parla della sua elevata professionalità sportiva. 

La pattinatrice Alena Savchenko, che rappresenta la Germania nel pattinaggio di coppia, continua la carriera in coppia con il francese Bruno Masso. Secondo voi questo duo avrà un futuro?

È molto difficile affrontare questo tema. Ricordate come quattro anni fa nessuno credesse in Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov. Non corriamo avanti coi tempi perché per quanto ne so uno dei due partner dovrà affrontare un lungo pecorso per il cambio della cittadinanza. 

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