Quando Mosca diventò capitale dei Giochi

L'orsetto Mishka, simbolo delle Olimpiadi russe (Foto: Ria Novosti)

L'orsetto Mishka, simbolo delle Olimpiadi russe (Foto: Ria Novosti)

Era il 1980. La divisione in blocchi, il boicottaggio degli Stati Uniti, lo sforzo enorme per costruire le strutture. Mosca '80 è passata alla storia come uno degli eventi sportivi più spettacolari di sempre

A suo modo, fu un ingresso nella storia: Mosca, la prima capitale del blocco orientale a ospitare i Giochi Olimpici. Una decisione presa il 23 ottobre 1974, in occasione della 75esimo congresso del Comitato olimpico internazionale svoltosi a Vienna. Le due città finaliste, prima del voto finale, erano Los Angeles e Mosca. Alla fine vinse la capitale dell'Urss con 39 voti a favore e 20 contro. Il Paese si mise subito al lavoro per organizzare la prima Olimpiade e soprattutto la prima staffetta della torcia olimpica nella storia dell’Urss. La fiaccola partì da Atene il 21 giugno e passò solo attraverso Paesi appartenenti al blocco comunista, toccando le città di Sofia, Bucarest, Chisinau, Kiev, Kharkiv, per infine concludersi a Mosca.

L’Unione Sovietica aveva a disposizione solo cinque anni per organizzare le Olimpiadi del 1980. In quel lasso di tempo si riuscì a fare l'impossibile. Nel giro di un paio di anni, vennero costruite oltre 90 strutture olimpiche, tra cui il complesso sportivo “Olimpiysky”, il canale per le gare di canottaggio e il velodromo di Krylatskoe, l’aeroporto Sheremetyevo-2, l'hotel Kosmos, il villaggio olimpico, un nuovo padiglione presso il centro televisivo di Ostankino e il centro stampa olimpico (che oggi ospita l'agenzia di stampa Ria Novosti). Venne inoltre costruito il complesso alberghiero Izmaylovo, entrato nei Guinness dei primati come l’hotel più grande d'Europa con una capacità di accoglienza di 10mila ospiti, e il Luzhniki, lo stadio più grande del Paese.

Il viaggio della fiamma olimpica
Guarda la nostra infografica 

Anche la metropolitana di Mosca subì un restyling in vista della Olimpiadi. Agli occhi dei visitatori stranieri sembrava un vero e proprio museo, sontuoso e splendido. Il suo aspetto maestoso venne integrato con rapide scale mobili e orologi elettronici d’altissima precisione. Anche l'illuminazione fu migliorata mediante l’installazione di nuove lampade fluorescenti sulle carrozze. Le varie fermate venivano annunciate in due lingue, in russo e in inglese, mentre sui titoli di viaggio comparvero diciture in inglese, tedesco e francese.

La stragrande maggioranza delle strutture costruite in occasione delle Olimpiadi del 1980 vengono tuttora utilizzate in maniera attiva ed efficace. Ciò dimostra come l'eredità olimpica continui a giovare alla popolazione nonostante siano passati diversi anni dalla conclusione delle competizioni sportive. Per fare degli esempi: l'aeroporto Sheremetyevo-2 è ora uno dei principali hub aerei di Mosca, il centro televisivo di Ostankino lavora a pieno regime, proprio come l’hotel Kosmos, e via dicendo.

Lo speciale su Sochi 2014

È opinione diffusa che l'Urss dovette ricorrere a ingenti prestiti esteri per costruire gli impianti dei Giochi Olimpici del 1980. Ma non è assolutamente vero. Al fine di raccogliere fondi per “il progetto edile del secolo” e non compromettere il bilancio, la leadership del Paese prese una decisione non convenzionale per il sistema economico sovietico. Decise di organizzare una lotteria sportiva nazionale. Vennero realizzate otto estrazioni in tutta l'Unione Sovietica. La metà dei ricavi così generati vennero destinati a finanziare le squadre delle varie repubbliche sovietiche. Milioni di persone parteciparono alla lotteria olimpica, fornendo così il loro contributo alle Olimpiadi estive del 1980.

Va inoltre detto che persino il boicottaggio operato dalle più importanti imprese tecnologiche del mondo contribuì in larga misura a creare l’eredità olimpica di Mosca-1980, soprattutto per quanto riguarda il settore delle nuove tecnologie. Il progetto iniziale era affidare la fornitura e l’installazione di tutte le attrezzature per le trasmissioni televisive in diretta a importanti specialisti americani. Ciononostante, il boicottaggio da parte degli Stati Uniti costrinse l'Urss a risolvere da sola tutte le questioni tecnologiche. Come risultato, tutte le apparecchiature degli studi televisivi - le videocamere, i videoregistratori e i monitor - furono alla fine prodotte da fabbriche sovietiche. Il loro successo venne confermato dagli ottimi giudizi che le apparecchiature di fabbricazione sovietica ottennero dai colleghi stranieri, operanti nel settore delle telecomunicazioni.

Nessuno poté fare a meno di notare i grandi miglioramenti che aveva subito la capitale in vista dei Giochi, così come l'ondata di patriottismo ed entusiasmo dimostrata dalla popolazione nei confronti dello sport, originata proprio dalle Olimpiadi del 1980. Tatiana Kochergina, campionessa olimpica di pallamano a Mosca-1980, ricorda: “Tutto era così perfettamente pulito e ordinato. C’era molta gente ben vestita per le strade. Tutto funzionava a meraviglia”.  Anche gli atleti stranieri rimasero colpiti positivamente dal modo impeccabile in cui i Giochi di Mosca furono organizzati. La campionessa austriaca di dressage individuale Elisabeth Max-Theurer riconosce di essersi messa a piangere quando vide “il grande orso russo Mishka volar via, alto nel cielo” alla cerimonia di chiusura. Tra l'altro, l’orso Mishka, simbolo delle Olimpiadi di Mosca, è considerato ancora oggi una dei migliori mascotte nella storia dei Giochi, soprattutto alla luce dell’impatto emotivo e dei ricordi positivi che ha impresso nelle persone.

Per i cittadini sovietici, i Giochi Olimpici di Mosca furono l'evento sportivo più importante della loro epoca. Per loro fu un’opportunità di entrare a far parte della storia delle Olimpiadi, di mostrare la cultura del loro Paese al resto del mondo. A livello internazionale, le Olimpiadi di Mosca promossero notevolmente l'immagine dell'Unione Sovietica sulla scena politica. Contrariamente alle aspettative, l'Urss dimostrò di essere in grado di organizzare eventi su scala globale. In campo economico vennero firmati contratti a lungo termine con vari partner, sia occidentali che orientali, che contribuirono a migliorare le relazioni dell'Unione Sovietica con le altre nazioni. Ma il risultato più importante fu un altro: i Giochi del 1980 contribuirono a diradare l’alone di diffidenza e incomprensione che avvolgeva il blocco sovietico, permettendo così a migliaia di stranieri di vedere l’Urss con occhi diversi, nuovi.

Chiamato a fare un bilancio sui Giochi Olimpici di Mosca, durante una sessione della Commissione esecutiva del Comitato olimpico internazionale a Losanna, nell’ottobre del 1980, il neo-presidente del Cio, Juan Antonio Samaranch, disse che le Olimpiadi estive del 1980 avevano stabilito un nuovo modello di riferimento per tutte le successive Olimpiadi, in termini di qualità dell’organizzazione, attrezzature tecniche, programma culturale e condizioni di lavoro offerte ai media.

Qui la versione originale dell'articolo. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta