Alina Kabaeva: "Nella ginnastica siamo unici"

La campionessa olimpica parla delle Universiadi di Kazan e della sua nostalgia per lo sport agonistico

La campionessa olimpica di ginnastica ritmica Alina Kabaeva parla delle Universiadi 2013 di Kazan e della sua nostalgia per lo sport agonistico.

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Sono entusiasta dell'organizzazione dei Giochi studenteschi e della prestazione delle ginnaste russe. So quanto lavoro hanno fatto le atlete per poter gareggiare a livelli così alti. Posso affermare che le ragazze russe sono le migliori in questa disciplina sportiva, grazie agli allenatori, ai medici, ai massaggiatori, a tutta la squadra, ma in primo luogo all'allenatrice Irina Viner. Seguo con grande orgoglio le prove della nostra squadra.

Non prova nostalgia per lo sport agonistico? Non sente il desiderio di tornare in pedana?

Quando mi ero appena ritirata dalle gare provavo un po' di nostalgia; adesso è un piacere per me osservare le gare. Sono grata alla ginnastica ritmica per aver fatto di me una campionessa olimpica. È questa la mia vita, e non intendo abbandonare questo sport.

Vuol dire che non prova nessuna invidia professionale per le atlete che gareggiano oggi?

Se anche provo un po' di invidia, è invidia benevola. Le ragazze sono giovani e possono ancora gareggiare. So quanto lavoro hanno fatto le atlete; ora la cosa più importante è che non si lascino andare, non si facciano distrarre da feste e discoteche: quelle sono tutte sciocchezze, le cose importanti devono ancora venire. Non bisogna smettere di studiare e di imparare sempre qualcosa di nuovo, bisogna costruire le fondamenta; dopo ci si può rilassare e godersi la vita.

Lei stessa partecipò all'Universiade: che cosa significa questa competizione per la ginnastica ritmica?

In qualsiasi evento sportivo internazionale un atleta difende l'onore del proprio Paese e l'Universiade non fa eccezione. Nessuno vuole deludere non solo la propria squadra, ma l'intero Paese, e tutti si impegnano per ottenere dei risultati.

C'è qualcuna delle ginnaste che le ricorda lei stessa in gioventù?

Dicono che Aleksandra Merkulova assomigli a me da giovane. Ad esser sincera, mi sembra che lei sia più emotiva.

Le sono piaciute l'organizzazione delle Universiadi e la cerimonia di apertura dei giochi a Kazan?

La cerimonia di apertura è stata grandiosa. Davvero non saprei che cosa si possa inventare di meglio per le Olimpiadi; non c'è paragone nemmeno con Londra. Per giunta, qui si parla del Tatarstan, un Paese di gente ospitale che vuole accogliere i suoi ospiti in maniera speciale.

Secondo lei, Evgenia Kanaeva potrà tornare allo sport agonistico dopo la pausa che si è presa e, in particolare, dopo la nascita del suo bambino?

Certo che potrà! E perché no? Tanto più che ora sono cambiate alcune regole: prima c'erano 19 elementi, adesso sono diventati nove, per fare in modo che gli altri Paesi potessero raggiungere la Russia e farle concorrenza; eppure, nessuno riesce a spuntarla con noi, le nostre ginnaste si distinguono per la loro bravura. E, oggi come un tempo, sono ancora loro a dettare legge in questa disciplina sportiva.

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