La Dinamo celebra un grande anniversario

Una storica sfilata delle atlete della Dinamo (Foto: FC Dinamo)

Una storica sfilata delle atlete della Dinamo (Foto: FC Dinamo)

Nello sport russo il 18 aprile 2013 si festeggiano i 90 anni della società polisportiva che nel Novecento elevò il suo nome a livello internazionale in molte discipline

Il 18 aprile 2013 la società sportiva Dinamo compie 90 anni. Ma l'età non è l'unico aspetto che fa di essa un vero fenomeno. In quasi un secolo di sport questa società ha creato un know-how che ha fatto innamorare dello sport le masse e ha permesso alla Dinamo di essere rappresentata oggi in tutti gli sport più praticati.

Gli atleti della Dinamo hanno lasciato il segno praticamente in tutti gli sport, ma negli anni '20, quando la società sportiva era appena nata, si dava priorità alle discipline applicabili anche in campo militare.

La scelta era dettata sia dal periodo storico (il Paese era appena uscito dalla Guerra Civile) che dai fondatori: la società sportiva proletaria Dinamo era stata pensata come un'organizzazione per dare la possibilità di praticare sport ai lavoratori degli organi di sicurezza e ai tutori dell'ordine. Si capisce, perciò, come l'accento venisse posto sulle discipline di difesa personale: lotta, boxe, tiro a segno.     

Gli sport della Dinamo
Un posto particolare tra questi tipi di sport spetta al Sambo, il cui nome è un'abbreviazione dell'espressione САМооборона Без Оружия,  "autodifesa senza armi" in lingua russa. Al di là del nome, il bisogno di difesa personale era avvertito con forza in un Paese distrutto e con un elevato livello di criminalità: questo sport, richiesto dalla vita stessa, aveva ottime chance di diventare un potente mezzo di aggregazione per un enorme numero di bambini e adolescenti abbandonati a se stessi.  

I fondatori della Dinamo diedero anche un notevole contributo alla diffusione del tiro a segno sportivo. La scuola della Dinamo era rinomata per i suoi metodi: tutti gli istruttori erano ottimi tiratori e l'insegnamento non prevedeva solo esercitazioni pratiche, ma anche nozioni di teoria; a ciascun tiratore veniva assegnata un'arma che utilizzava solamente lui. Il motto della scuola di tiro, naturalmente, era anch'esso nello spirito dell'epoca: "Formare i tiratori nel minor tempo possibile e con il minor dispendio di munizioni". La società era all'altezza del suo slogan: presso la Dinamo fu organizzato un sito di produzione di armi per il tiro sportivo e di munizioni di piccolo calibro che costavano 25 volte meno di quelle per i normali fucili. Di conseguenza, diminuirono i costi della formazione e questo sport conobbe una diffusione di massa.

Gestione pianificata e popolarità
Non appena nacque la prima società sportiva proletaria sorse il problema di come finanziarla. Prima della Rivoluzione, lo sport era considerato un lusso, e in quegli anni non si poteva contare sulle sovvenzioni dello Stato proletario; insomma, la Dinamo non aveva altra scelta che cominciare a guadagnare con la propria attività. Il primo passo fu quello di concedere in affitto gli impianti sportivi e le strutture per concerti e spettacoli. I promotori della Dinamo organizzavano anche partite di calcio tra i soci e alcuni artisti famosi. Vero è che a quei tempi con il calcio non si guadagnava molto, ma alla neonata società non mancò la notorietà.

Probabilmente, però, la trovata economica più vantaggiosa fu la produzione di articoli sportivi. In quegli anni gli articoli sportivi si potevano acquistare solo all'estero e la Dinamo si pose l'obiettivo di avviare una produzione in proprio. In seguito, proprio questa sarebbe diventata la principale fonte di introiti della società. I dirigenti della Dinamo iniziarono a produrre calzature sportive, pattini, sci, racchette da tennis, attrezzi per la ginnastica, fucili, tavoli da biliardo, armi per la scherma, remi per il canottaggio e altri articoli che prima di allora nel Paese non produceva nessuno.

Negli anni '60 in tutto il territorio nazionale aprirono centinaia di negozi sportivi, decine di fabbriche e di aziende che producevano articoli per lo sport, il tempo libero e il turismo. Questa fonte costante di introiti permise alla Dinamo di costruire impianti sportivi e di investire nelle infrastrutture.

La medicina sportiva
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'ingresso dello sport sovietico nell'arena internazionale diede un nuovo importante impulso allo sviluppo della medicina specialistica. Le varie squadre e le nazionali cominciarono ad avere i propri medici; presso il Consiglio centrale della Dinamo venne creata un'apposita sezione di medicina sportiva. In tutto l'enorme territorio dell'Urss venne creata una rete di ambulatori statali di medicina dello sport. Senza questa base, difficilmente sarebbero stati possibili i grandi successi dell'Urss alle Olimpiadi e ai campionati mondiali.

I "Giovani atleti" della Dinamo
Fin dalla sua fondazione, la Dinamo ha sempre pensato al futuro dei bambini. Il problema era molto sentito: dopo la Guerra Civile, nel Paese vi erano milioni di bambini abbandonati a se stessi. A fini di utilità sociale, per inserirli nella società attraverso lo sport, nel 1934 a Mosca venne fondato il primo gruppo di "giovanissimi atleti".  

"Puoi diventare un campione oppure no, ma sei tenuto ad essere un cittadino!": era questo il motto dei circoli che venivano creati in tutto il Paese. A distanza di qualche decennio la loro attività cominciò a portare i suoi frutti: quasi metà dei ragazzi formati nei circoli dei "Giovani atleti della Dinamo" divennero ottimi atleti e campioni nelle loro discipline sportive. Ad esempio, il grandissimo portiere di calcio Lev Yashin proveniva dalla Dinamo: fu l'unico portiere della storia a vincere il Pallone d'oro.

L'anniversario e i progetti per il futuro
In occasione dell'anniversario della Dinamo sono in programma molti eventi, tra cui un torneo internazionale di judo all'interno dell'esercito e della polizia, in onore dei colleghi caduti in servizio; una coppa open del club di tiro sportivo Dinamo (Mosca); delle gare di boxe e un torneo di calcetto.    

Il più bel regalo per l'anniversario della società sportiva è stata, naturalmente, l'inaugurazione dello stadio di calcio: lo stadio della Dinamo nel parco Petrovskij si trova attualmente in fase di ricostruzione. Pertanto, la squadra di calcio Dinamo è costretta a giocare appena fuori Mosca, all'Arena Khimki. La conclusione dei lavori di ristrutturazione del leggendario stadio dove brillò Lev Yashin è prevista tra quattro anni: scopriremo dunque che aspetto avrà lo stadio soltanto all'inizio del 2017.

Sergei Stepashin, membro del Consiglio di gestione della Dinamo e presidente della sua Corte dei Conti, assicura che il nuovo stadio della Dinamo sarà "un progetto assolutamente unico in Europa".

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