Sport, la Russia intensifica i controlli anti-doping

Denis Yuskov fu squalificato per 4 anni dal 2008 per uso di marijuana (Foto: RIA Novosti / Ilya Pitalev)

Denis Yuskov fu squalificato per 4 anni dal 2008 per uso di marijuana (Foto: RIA Novosti / Ilya Pitalev)

Il presidente della federazione di Atletica leggera russa, Valentin Balachnichev, parla dei recenti scandali sportivi che hanno portato alla squalifica di alcuni atleti russi e dei nuovi strumenti per la lotta all'abuso di sostanze proibite

La velocista Elena Churakova, 26 anni, dopo la sua breve partecipazione ai Giochi Olimpici di Londra 2012, in qualità di rappresentante della delegazione russa nella disciplina della corsa ad ostacoli, ha ricevuto una squalifica di due anni per doping. L’atleta, che era arrivata alle semifinali della sua prima Olimpiade, non potrà più partecipare a competizioni ufficiali di atletica leggera fino al 27 febbraio del 2015. La Churakova era stata sottoposta a un test anti-doping, al quale era risultata positiva, alla fine di gennaio del 2013. Nel sangue dell’atleta erano state rinvenute sostanze proibite come il metadone e il testosterone.

In un’intervista esclusiva a Russia Oggi, il presidente della federazione di Atletica leggera della Russia, Valentin Balachnichev, ha commentato la situazione. Per il momento, l’esperto non la considera critica e cita una serie di motivi per cui i controlli anti-doping, tra gli atleti russi, andrebbero incrementati.

“Dobbiamo essere onesti con noi stessi e nei confronti del mondo dello sport. Le ultime squalifiche, che hanno coinvolto alcuni atleti russi, sono legate a un rafforzamento dei metodi di lotta al doping e all’introduzione di una serie di strumenti innovativi per l’identificazione delle nuove sostanze dopanti”, ha dichiarato Balachnichev a Russia Oggi.

“Questa lotta meticolosa al doping è resa possibile non solo da strumenti in possesso della federazione, ma anche da regole stabilite dalla federazione internazionale di atletica. Vanno poi segnalate le modifiche apportate alla legislazione della Federazione Russa. Fino a due anni fa, il doping, in Russia, non era considerato un illecito amministrativo. Ora invece risultano punibili non solo gli atleti, ma anche chi li accompagna, in particolare gli allenatori. L’organizzazione indipendente anti-doping, Rusada, creata nel 2010, ha contribuito a dare un nuovo impulso a questa guerra in Russia. Fondata con il sostegno del Ministero dello Sport, l’organizzazione destina ingenti somme di denaro a questa causa. Vi faccio un esempio: se cinque anni fa in Russia, il numero di test anti-doping non superava i 500, nel 2012 ne abbiamo condotti 3.500 e quest’anno progettiamo di condurne 5.000”.

Secondo Balachnichev, la squalifica di Elena Churakova non ha niente di sorprendente: “A mio parere, non è possibile lottare contro il dopaggio senza applicare delle sanzioni severe. Con l’incremento dei test anti-doping, ci aspettiamo anche un aumento dei casi di squalifiche di atleti russi -, ha continuato il presidente della federazione. - Ciò non ci deve spaventare. Le statistiche internazionali dimostrano che l’1-2 per cento dei test è sempre positivo. Inoltre, posso sottolineare l’eccellente lavoro del nostro laboratorio anti-doping, che sta sviluppando nuovi metodi di diagnosi e conduce un fitto dialogo con laboratori simili, in altri Paesi”.

Balachnichev ha infine osservato che l’introduzione del passaporto biologico in Russia diventerà un elemento chiave nella lotta contro gli atleti “disonesti”. “L’introduzione del passaporto biologico, sviluppato dalla federazione internazionale di atletica leggera e dall’organizzazione Rusada, sarà uno strumento importante nella lotta al doping -, ha sottolineato Balachnichev. - Attualmente, il passaporto biologico viene ampiamente utilizzato nel ciclismo e sta rendendo questo tipo di sport molto più pulito. Anche il laboratorio russo introdurrà il passaporto biologico a partire dal 1° gennaio del 2014”.

Oltre a Elena Churakova, altre due atlete russe hanno ricevuto una squalifica formale di due anni. La quarantaduenne Olga Kuzenkova, campionessa olimpica nel 2004, nella disciplina del lancio del martello, è stata squalificata per due anni a partire dal 27 marzo 2013. La Kuzenkova era risultata positiva ai test anti-doping a cui era stata sottoposta durante il Campionato del mondo di atletica leggera di Helsinki 2005. Tutti i risultati della Kuzenkova dal 12 agosto del 2005 all’11 agosto del 2007 verranno annullati. Un’altra partecipante alle Olimpiadi di Atene del 2004, la 43enne Svetlana Kriveleva, vincitrice del bronzo nel lancio del peso, ha ricevuto una squalifica di due anni a partire dal 2 aprile del 2013.

La campionessa olimpica Irina Privalova (Sydney 2000) ha condiviso con Russia Oggi la sua visione della situazione. “È triste pensare che la nazionale russa abbia perso un’altra promessa olimpica -, ha dichiarato. - La Churakova ha rappresentato con dignità la Russia ai Giochi di Londra e avrebbe potuto tranquillamente aspirare alla medaglia. Tuttavia non credo che la sua carriera sportiva sia finita per sempre. Elena deve continuare ad allenarsi, senza perdersi d’animo. Riguardo alla Kuzenkova e alla Kriveleva non ho nulla da dire in particolare. Hanno entrambe concluso la loro carriera sportiva già da tempo. È un peccato che così tanti atleti russi ricorrano al doping. La nostra federazione sta cercando di fare di tutto per evitare che casi del genere si verifichino, ma lo sport è sempre imprevedibile”.

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