Quanto mi manca la Russia! La testimonianza di 13 espatriati

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Alcuni hanno nostalgia delle enormi vie o della metropolitana di Mosca. Altri del cibo, in particolare della panna acida e dei cetrioli. Ecco cosa rimpiangono della patria i russi all’estero

1. Victor, regista di documentari, New York, Usa

Fonte: Archivio personaleFonte: Archivio personale

La cosa che mi manca più di tutte è la metropolitana di Mosca. È bella, pulita e i treni sono puntuali. Alcune stazioni sono come dei musei sotterranei, ricchi di storia. E c’è molto spazio. Puoi sempre essere sicuro del fatto che il treno successivo arriverà entro un minuto o due, e che la linea funzionerà bene nei fine settimana.

Purtroppo, questo tipo di trasporto pubblico “di lusso” non è disponibile a New York, dove la metropolitana ha dei terribili ritardi, ci sono sempre lavori in corso, e non si sa mai se sarà attiva o meno in un determinato giorno. Io sono sempre in ritardo e qualche volta mi viene una gran tristezza ad aspettare mezz’ora in una stazione stretta e buia, piena di spazzatura e con i topi che vanno avanti e indietro. E poi puoi diventare sordo in metropolitana, da tanto che i freni dei treni sono rumorosi e striduli…

 

2. Irina, manager, Haifa, Israele

Fonte: Archive personaleFonte: Archive personale

Quello che mi manca di Mosca sono i negozi e i cinema aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, la gente vestita bene e i locali arredati in modo interessante. Io in Russia partecipavo al programma comico Kvn (“il Club delle persone allegre e argute”) e l’omologo che hanno qui in Israele è veramente di basso livello; sono dieci anni indietro. Ma ci sono molti pro, per esempio qui è un’estate perenne! E posso lasciare la mia bambina piccola uscire con i suoi amichetti da sola, mentre a Mosca i bimbi devono sempre essere accompagnati dagli adulti, anche nel cortile dietro casa.

 

3. Yulija, Dottoranda di ricerca, Anversa, Belgio 

Fonte: Archivio personaleFonte: Archivio personale

In ogni Paese dove ho vissuto ho sempre trovato qualche negozio russo, per cui non ho mai avuto grossi problemi con il cibo. Ma in ogni caso mi manca così tanto il bortsh della mia mamma! È quasi impossibile trovare qui delle vere barbabietole.

Mi piace comprare e leggere libri e riviste russe. Mi mancano tanto, e chiedo sempre ai miei amici che vengono dalla Russia di portarmene un po’.

 

4. Natalija, casalinga, Lilla, Francia

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Più di tutto mi mancano le cose semplici: riposare alla dacia, mettere a marinare la carne per gli shashlyk,  fare il bagno nel fiume. Poi, quando fa più fresco, verso sera, mettersi finalmente alla griglia a cuocerli. Mi manca la possibilità di stare in cucina a chiacchierare con gli amici di scuola e di abbracciare la mamma ogni volta che mi va di farlo.

E poi quello di cui ho nostalgia sono i negozi aperti tutto il giorno e un’intera lista di cibi russi: il tvorog, i cetrioli croccanti (quelli europei sono tutt’altra cosa, lunghi, e sanno di acqua), i pomodori fragranti, il pesce secco e affumicato e le carote alla coreana.

 

5. Olga, consulente di pubbliche relazioni, Berlino, Germania

Fonte: Beatrice GrundheberFonte: Beatrice Grundheber

Mi mancano soprattutto gli incontri con gli amici, le chiacchiere appassionate, e la spontaneità! In Germania, persino i russi pianificano la loro vita privata secondo le scadenze. Anche l’incontro con un amico in un caffè è difficilmente pensabile se non lo si pianifica per tempo. Mi manca anche la flessibilità dei russi, specialmente nella sfera dei servizi. Spesso in Germania ti senti rispondere: “Facciamo così e stop”.

I caffè russi a Berlino sono comparsi negli anni Novanta, quando arrivarono i primi migranti russi, quindi sono ormai obsoleti. Un’altra cosa che mi manca sono i locali russi moderni alla moda, anche se a Berlino stanno cominciando ad aprire. Inoltre, il Wi-Fi te lo puoi scordare a Berlino, a differenza di Mosca.

Non ho problemi con i prodotti alimentari: trovi tutto nei negozi (russi e non solo). Puoi anche trovare alberi di betulla in Potsdamer Platz, vicino al centro Sony, ma questo mi rende nostalgica.

 

6. Natalija, progettista dell’allestimento, Berlino, Germania

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Non ho avuto un’infanzia da canzoni intorno al falò, quindi non ho molte cose di cui avere nostalgia, ma una cosa mi manca in Germania, ed è la nostra deliziosa panna acida. A mio marito invece manca il kvas russo, anche se lo ha provato per la prima volta quando ha visitato la Russia insieme a me.

 

7. Masha, giornalista, Melbourne, Australia

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Quello che mi manca di più di Mosca sono i suoi parchi, in particolare il Parco Gorky. In nessun altro posto del mondo ho visto parchi come quelli. La maggior parte sono in realtà parchi di “cultura e svago”, nei quali si possono fare non solo passeggiate o attività sportive, ma anche vedere un film in un cinema all’aria aperta, unirsi a una classe di tango, visitare una mostra d’arte, ammirare un’architettura sorprendente, andare a un concerto, frequentare una masterclass, ritemprarsi in un bel ristorante (o provare dello street food) e altre attività divertenti in estate e anche in inverno. Nella maggior parte delle altre città in cui ho vissuto, invece, i parchi sono solo aree con prati ben tenuti, ma con niente di eccitante o divertente. Mi mancano le grandi e ampie strade nel centro delle grandi città russe, che ti danno modo di muoverti comodamente e un senso di grandezza. Ovviamente, mi manca un po’ il cibo. E per ultimo, ma sicuramente non meno importante, il mio adorabile bulldog francese Pierre. 

 

8. Natalija, insegnante, Sydney,  Australia

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Mi mancano cose che in realtà non mangiavo mai a casa: pane nero, salsiccia “doktorskaja” (un tipo speciale di salsiccia cotta, popolare in Unione Sovietica e in Russia), aringhe, pelmeni, dolcetti Rot Front, shashlyk, anche se questi ultimi siamo riusciti a farli qui. Naturalmente, mi mancano la mia famiglia e i miei amici. È difficile trovare nuovi veri amici quando siete ormai sulla trentina. Inoltre, Mosca certamente ha feste migliori! A volte mi manca la lingua russa, non so perché, forse perché qui parlo solo in inglese.

 

9. Aleksandra, consulente di pubbliche relazioni, Sydney, Australia

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Mi manca l’odore della mia città natale. Mi manca la routine di Mosca, dove tutto si risolve rapidamente grazie alle conoscenze. Mi manca la mia mamma severa e il mio giro di amici. Potrei non avere nostalgia delle feste lunghe tutta la notte, ma l’impossibilità di andarci, di vedere i miei amici quando voglio, mi infastidisce veramente. Un altro aspetto cruciale del mio nuovo status di immigrata in Australia è la mancanza di libertà di andare da qualche parte per un fine settimana a causa della distanza e delle tasse e dei prezzi proibitivi. Rispetto a Mosca, Sydney sembra avere un gran bisogno di velocità, identità e stile. Ma nessuna preoccupazione, come dicono gli Aussies.

 

10. Natalija, giornalista,  Tokyo, Giappone

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Mi manca il riscaldamento centralizzato in inverno! Gli appartamenti sono piuttosto freddi in Giappone, e i russi sono talmente abituati a case super riscaldate da dormire con le finestre aperte. Inoltre, agli inizi mi mancava la cucina russa: pane nero, cetrioli in salamoia, kvas, ma poi mi sono abituata.

 

11. Evgenij, specialista di marketing, Londra, Regno Unito

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Mi mancano soprattutto i miei amici russi. Puoi avere amici in tutto il mondo, ma gli amici russi saranno sempre unici. Il modo in cui li capisci, il loro senso dell’umorismo, le loro storie e le battute hanno sempre qualcosa di speciale.

 

12. Artur, consulente d’arte, Eindhoven, Paesi Bassi

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A un russo all’estero manca la lingua russa. Quando torni a casa provi quella sensazione piacevole perché tutti attorno a te parlano russo, tutti i dettagli sono chiari, ogni sfumatura di senso. Sei felice di tutte quelle parole e frasi nuove, dello slang, persino certe oscenità talvolta ti sembrano delicate. Ascolti le nuove barzellette, le poesie, i brindisi inediti così come le tradizionali canzoni popolari russe. Mi mancano le conversazioni ricche di pathos con i compatrioti, le emozioni intense e gli attacchi di malinconia, gli insidiosi intrighi e un ambiente intelligente esageratamente arrogante, con la costante necessità di leggere tra le righe, tanto diverso dalla linearità dei popoli occidentali.

 

13. Katja, stratega digitale, Parigi, Francia

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Mi manca la speciale atmosfera di Mosca, la sua aria, il rumore per le strade e gli enormi corsi, tutto quello che è legato indissolubilmente ai miei primi 21 anni di vita. Mosca è la città della mia giovinezza, della vita studentesca e di tutto quel tempo fantastico.

Mi manca anche l’inverno e la sua oscurità che riempie le strade già alle tre del pomeriggio. Mi mancano l’aria fredda e le luci luminose, e come i residenti corrono mentre vanno alla metropolitana o stanno avvolti nelle sciarpe in attesa di un tram. E, naturalmente, mi manca la neve, e i divertimenti della stagione invernale di Mosca: il pattinaggio su ghiaccio o lo sci nei parchi. Tra le cose meno poetiche mi mancano il tvorog e la smetana (una specie di panna acida), quindi quando torno a casa vado pazza per i syrniki, i vatrushki e tutte le altre delizie a base di formaggio della cucina russa.

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