10 piante selvatiche che erano la merenda dei bimbi sovietici

: Igor Zotin/TASS
L’offerta sugli scaffali dei negozi dell’Urss non era poi così vasta, ma i ragazzini conoscevano tutti i surrogati che la natura ci offre. Malva, lillà, caragana

L’assortimento di dolciumi era abbastanza limitato in Unione Sovietica e certo i genitori di allora non viziavano troppo i figli. Ma i bambini, in primavera e in estate, quando riposavano dalle nonne  o alla dacia, come piccoli botanici conoscevano tutti i segreti della natura: quali fiori e foglie sono dolci e saporiti e possono fare da surrogato di cioccolata e caramelle. Eccone dieci.

1. Polmonaria scura (nome scientifico: Pulmonaria obscura)

Fonte: Global Look PressFonte: Global Look Press

In russo si chiama meduniza. Appartiene alla famiglia delle Boraginaceae. Era particolarmente apprezzata dai bambini sovietici per il suo sapore. La si poteva raccogliere nei boschi o negli orticelli delle nonne. Ha un gusto molto dolce, cosicché poteva agevolmente sostituire la marmellata o il caramello, quando si aveva un attacco di gola.

Come utilizzare: Recidete il fiore azzurro della polmonaria scura e mangiatelo intero, oppure staccate il pistillo e succhiate il succo dolce che contiene.

 

2. Caragana arborescens (nome scientifico: Caragana arborescens)

Fonte: A. Jagel/Global Look PressFonte: A. Jagel/Global Look Press

In russo si chiama zholtaja akatsija, ovvero acacia gialla, ma il nome non tragga in inganno. Si poteva trovarla (e si può ancora) praticamente in ogni cortile, spesso sotto le finestre. Non serve infatti il pollice verde per coltivarla; è abbastanza invasiva. I bambini la reputavano una leccornia, anche se il periodo in cui è prelibata è breve, fino a quando i fiori non si schiudono e ricordano alla vista piccole banane, infatti erano soprannominati “bananine”.

Non appena maturavano i baccelli con i semi, i bambini li aprivano e mangiavano il “miele”, come lo chiamavano, anche se per consistenza era più simile a una confettura.

Come utilizzare: Tra la metà e la fine di maggio raccogliete i boccioli non ancora schiusi e mangiateli.  Con l’avvicinarsi di luglio, recidete i baccelli maturi, apriteli e spremete la massa dolciatra che si trova all’interno.

 

3. Acetosa (nome scientifico: Rumex)

Fonte: A. Jagel/Global Look PressFonte: A. Jagel/Global Look Press

Le mamme sovietiche adoravano preparare la zuppa di acetosa (in russo shavel), perché è molto semplice e veloce e non richiede troppi ingredienti. Alla base della ricetta c’erano appunto le foglie di acetosa, mentre gli steli non venivano usati, perché sono troppo duri e cuociono male. Così i gambi diventavano la felicità dei bambini, mentre la pentola era sul fuoco. Sono asprigni e si possono masticare per qualche minuto, come un chewing-gum naturale.

Come utilizzare: Aspettate finché qualcuno non prepara una bella zuppa di acetosa, accaparratevi gli steli di scarto e masticate fino a quando non vi vengono a noia!

 

4. Malva (nome scientifico: Malva)

Fonte: Viktor Pogontsev/Global Look PressFonte: Viktor Pogontsev/Global Look Press

Il nome è identico anche in russo. La malva veniva coltivata come pianta decorativa in molte città del Sud sella Russia. Più di tutti, la amavano in Crimea e nel Territorio di Krasnodar. Ma se gli adulti apprezzavano la malva per i suoi grandi fiori dal colore vivace, che crescono un gran numero su ogni singola piantina, i bambini la mangiavano (così come la polmonaria scura, vedi punto 1), come succedaneo delle caramelle.

Come utilizzare: Scegliete i fiori più grandi, staccate i pistilli e mangiateli.

 

5. Tiglio (nome scientifico: Tilia)

Fonte: A. Held/Global Look PressFonte: A. Held/Global Look Press

In ogni città della Russia c’è almeno un parco con il suo bel viale di tigli (lipa in russo). Si tratta infatti di una pianta che non richiede particolari cure, cresce rapidamente, e profuma piacevolmente durante il periodo della fioritura.

I medici consigliano di bere un infuso di fiori e foglie di tiglio in caso di raffreddore, perché rafforza l’immunità e lenisce la tosse. I bambini mangiavano tutto quello che si può staccare dai tigli, visto che quasi tutte le parti di questo albero hanno un sapore dolce, simile al miele.

Come utilizzare: Strappate i bocci giovani, le foglioline o i fiori e masticate a lungo e con cura per assaporare al meglio il gusto del tiglio, poi ingoiate.

 

6 Taràssaco (nome scientifico: Taraxacum)

Fonte: A. Laule/Global Look PressFonte: A. Laule/Global Look Press

In russo si chiama oduvancik, “soffione”. Spesso le massaie sovietiche mettevano nell’insalata anche le foglie di tarassaco. E, ancora adesso, non di rado sono utilizzate come alternativa alla rucola. Ma quando si giocava in cortile, per dimostrare il proprio coraggio e conquistare la stima di tutti gli altri bambini, bisognava mangiare i getti ormai cresciuti e amarissimi.

Come utilizzare: Raccogliete le foglioline giovani di tarassaco, sfregatele con le dita per pulirle, e mangiatele.

 

7. Trifoglio (nome scientifico: Trifolium)

In russo è klever. Cresce un po’ ovunque: ai lati delle strade, nei boschi, persino in città. I bambini lo chiamavano “pappetta”, per il gran numero di petali nell’infiorescenza, che ricordava un piattone colmo di pappa. I suoi fiori potevano rappresentare uno spuntino se si aveva fame durante le giornate fuori a giocare, ma non si aveva ancora voglia di rientrare a casa. Non è saporito come la Caragana arborescens (punto 2) o la malva (4), ma non è male: dolciastro e acquoso.

Come utilizzare: Staccate i petali dall’infiorescenza rosacea o bianca del trifoglio, masticate bene e tirate giù.

 

8. Lillà (nome scientifico: Syringa)

Fonte: Galina Barbieri/Global Look PressFonte: Galina Barbieri/Global Look Press

In russo: siren. Ecco un’altra pianta amata da cittadini e campagnoli.  Gli arbusti di lillà iniziano a fiorire prima delle altre piante, fin da maggio. Tra i bambini era diffusa la leggenda che i fiori di lillà con cinque petali possedessero poteri magici, per questo li cercavano e mangiavano in gran quantità.

Come utilizzare: Trovate dei fiori di lillà con cinque petali. Esprimete un desiderio e ingoiate il fiore. Attendete che si realizzi.

 

9. Aglio orsino (nome scientifico: Allium ursinum)

Fonte: W. Pattyn/Global Look PressFonte: W. Pattyn/Global Look Press

In russo: cheremshà. È una sorta di aglio selvatico. In Russia e nel Vicino Oriente mettono a marinare i suoi fusti robusti e lo mangiano come spuntino, spesso al posto dei cetrioli in salamoia. I ragazzini che più si intendevano di erbe, mangiavano i giovani getti, quando avevano voglia di aglio. Erano disposti a rischiare la vita per raccoglierlo sull’orlo di burroni o su erti pendii!

Come utilizzare: Da metà aprile cercatene nel bosco piantine giovani, raccoglietene un mazzetto e masticate un po’ di foglie alla volta per sentire in bocca con pienezza il sapore di aglio.

 

10. Malvone di Turingia (nome scientifico: Lavatera thuringiaca)

Fonte: Imagebroker/Global Look PressFonte: Imagebroker/Global Look Press

In russo: prosvirnik. È diffuso nella Russia centrale e meridionale. È della stessa famiglia della malva (punto 4). Ma, in questo caso, i gusti dei bambini sovietici erano così raffinati che non mangiavano i fiori, ma i frutti ancora non giunti a maturazione, succosi e dolce-asprigni, che per la loro forma chiamavano “cocomeretti” o “ciambelline”.

Come utilizzare: Strappate il frutto rotondo del malvone di Turingia, ripulitelo dalle foglioline e mangiatelo.

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