Strage di San Pietroburgo, chi sono le vittime dell'attentato

Fiori davanti alla foto di una delle vittime dell’attentato terroristico del 3 aprile nella metropolitana di San Pietroburgo.

Fiori davanti alla foto di una delle vittime dell’attentato terroristico del 3 aprile nella metropolitana di San Pietroburgo.

: Sergej Konkov/TASS
Tra le persone morte nell'attacco terroristico del 3 aprile, tanti studenti, il campione locale di kick boxing e anche un'artista creatrice di bambole. Rbth ha raccolto le loro storie

Fiori davanti alla foto di una delle vittime dell’attentato del 3 aprile nella metropolitana di San Pietroburgo. Fonte: Sergej Konkov/TASS Fiori davanti alla foto di una delle vittime dell’attentato del 3 aprile nella metropolitana di San Pietroburgo. Fonte: Sergej Konkov/TASS

La Commissione investigativa della Federazione Russa ha pubblicato una prima lista delle vittime dell’attentato terroristico alla metropolitana di San Pietroburgo. Contiene i nomi di 10 delle 14 vittime, quelli di cui si è riuscito fino a oggi a identificare i corpi. L’esplosione è avvenuta alle 14.40 di lunedì, nella galleria tra le fermate “Sennaya ploshchad’” e “Tekhnologicheskij institut”; sono più di 50 i passeggeri rimasti feriti. La vittima più giovane aveva 17 anni, la più anziana 71. Rbth racconta le storie di chi ha perso la vita in questa terribile tragedia.

Maksim Aryshev, 20 anni, originario del Kazakhstan, studente dell’Università degli studi economici di San Pietroburgo, stava tornando a casa dopo le lezioni. Gli amici raccontano che voleva diventare programmatore informatico, era felice con la sua fidanzata Aleksandra. “L’anno che abbiamo trascorso insieme mi ha dato la certezza che fosse proprio lui la persona con cui avrei voluto passare il resto della mia vita”, ha scritto la ragazza sui social. Il giorno in cui è stata annunciata la morte di Maksim tra i media è circolata la notizia che fosse lui l’attentatore, ma è arrivata subito la smentita. I compagni del ragazzo ricordano: “Era allegro, socievole, amava fare battute, era l’anima della compagnia, aveva molti amici”.

Maksim Aryshev. Fonte: vk.com/duckkyMaksim Aryshev. Fonte: vk.com/duckky

Tra i siti a cui era iscritto c’era la pagina di Jim Carry, le strisce di Scott Adams sull’ingegnere Dilbert e le canzoni degli Agatha Christie. L’ultimo status era proprio una citazione della loro canzone “Tappeto-elicottero”: “Noi voliamo e voi strisciate, siete strani, siete tipi strani”.

Anche Dilbara Alieva, 21 anni, stava tornando a casa dall’università, studiava psicologia e sognava di lavorare nello sport. È deceduta in ospedale a seguito dei traumi subiti. Si era trasferita da tempo a San Pietroburgo con la famiglia. Gli amici hanno notato che l’ultimo contatto sui social risale a tre minuti prima dell’esplosione, Dilbara era già in viaggio su quel vagone. “Non amava le persone che parlavano male o facevano scenate, era una ragazza tranquilla. Non le ho mai sentito dire una parolaccia o un pettegolezzo, tanto era buona e limpida”, racconta la sua amica Vasilisa Spasskaja.

 

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Dilbara Alieva. Fonte: Instagram

A seguito del forte trauma è deceduta sull’ambulanza anche la cinquantenne Irina Medyantseva. Stando a quanto riferito dalla pronipote Marija Levkina, al momento dell’esplosione la donna avrebbe protetto col proprio corpo la figlia Elena che si trova ora in rianimazione ma non è in pericolo di vita.

Irina era pittrice e insegnante, creava bambole d’autore, gli amici la definivano “una maestra di grande talento”. Dopo la tragedia su Vkontakte è nata l’idea di comprare le bambole di Irina per dare un contributo economico alla famiglia della vittima.

Irina Medyantseva. Fonte: vk.com/id164508402Irina Medyantseva. Fonte: vk.com/id164508402

Prima di morire Oksana Danilenko ha fatto in tempo a registrare il rumore e le urla delle persone alla fermata, pubblicando la traccia audio sui social. “A giudicare dal post che ha messo sua sorella Kristina, la ragazza si trovava per forza in quel vagone”, scrivono i media. In seguito il collegamento con la ragazza è stato interrotto. Oksana aveva 25 anni.

Mansur Sagadaev, 17 anni, stava tornando come tanti dalle lezioni all’Istituto di telecomunicazioni.

Sulla pagina di un’altra vittima, il venticinquenne Denis Petrov, le persone continuano a scrivere parole di cordoglio. Denis era il campione russo di ARB (combattimento corpo a corpo militare, ndr), nel kick boxing aveva conquistato il titolo di campione di San Pietroburgo e dell’oblast di Leningrado.  

Denis Petrov. Fonte: vk.com/id344742174Denis Petrov. Fonte: vk.com/id344742174

Il 3 aprile stava andando in palestra dove lo attendevano i suoi allievi. “Stava andando ad allenamento, ma non ci è mai arrivato. Era una brava persona, i bambini lo adoravano, andavano con piacere ad allenarsi da lui. Di atleti così ce ne sono pochi, aveva un grande futuro davanti a sé”, ha raccontato al portale “Life” la sua collega Alena.

Tra le vittime c’era anche Yurij Nalimov, 71 anni, il passeggero più anziano. La più giovane era la diciottenne Ksenija Maljukova, studentessa dell'Istituto di ginecologia e ostetricia.


Yurij Nalimov. Fonte: Facebook

Angelina Svistunova, 27 anni, poco prima di morire ha scritto: “Ringrazio mia mamma e mio papà per avermi donato la vita, un bellissimo nome, una splendida infanzia e un’adolescenza stupenda. Li ringrazio di essermi stati vicino in ogni momento, di aver trovato le parole giuste per consolarmi e spronarmi, di essere stati sempre sinceri con me”.

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