Mosca, messi i sigilli alla sede di Amnesty International

Sergej Nikitin, responsabile della filiale russa di Amnesty International.

Sergej Nikitin, responsabile della filiale russa di Amnesty International.

: Reuters
Ancora non si conoscono le motivazioni. Il responsabile della filiale russa: “Non ci hanno dato alcuna spiegazione. L’affitto è sempre stato pagato regolarmente”

Le autorità municipali della capitale russa hanno messo i sigilli all’ufficio di Amnesty International, l’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani. Le motivazioni che hanno condotto a tale decisione per il momento non sono ancora note.

“La mattina del 2 novembre i nostri collaboratori hanno trovato i sigilli sulla porta dell’ufficio che affittiamo da oltre 20 anni presso il Dipartimento patrimonio del Comune di Mosca (Mosgorimushchestvo) - ha dichiarato all’agenzia Tass Sergej Nikitin, responsabile della filiale russa dell’organizzazione -. Sulla porta era affisso un foglio nel quale si dice che il locale è di proprietà di un ente della Federazione e che senza un rappresentante del Dipartimento patrimonio del Comune di Mosca la porta non verrà aperta”.

Nikitin ha inoltre affermato di non sapere quali siano le motivazioni per le quali sono stati messi i sigilli all’ufficio. “Non abbiamo ottenuto nessuna spiegazione, il numero di telefono indicato sul foglio affisso sopra la porta non risponde e non abbiamo ricevuto nessuna lettura in merito e abbiamo sempre pagato regolarmente il canone d’affitto”, ha detto.

Un altro rappresentante dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani, Ivan Kondratenko, ha scritto nella sua pagina Facebook che dopo aver trovato i sigilli sulla porta, i collaboratori di Amnesty International hanno subito telefonato al Dipartimento patrimonio del Comune di Mosca, ma che anche loro “non sembrano saperne niente”. “Abbiamo sempre pagato regolarmente l’affitto per tutti questi 20 anni, il nostro è stato il primo e unico ufficio di Amnesty International in Russia”, ha spiegato Kondratenko.

Mercoledì sono state chieste delucidazioni sul caso al portavoce del Presidente, Aleksej Peskov, il quale ha affermato di non essere informato su quanto accaduto. “È la prima volta che ne sento parlare, non dispongo di nessuna informazione al riguardo”, ha risposto Peskov ai giornalisti.

Dal Dipartimento patrimonio del Comune di Mosca hanno comunicato a Rbth che si sta preparando un comunicato su questa situazione e che, secondo quanto promesso, verrà diffuso a breve nei media.

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