Capire la Russia dal vagone di un treno

In viaggio lungo la Transiberiana.

In viaggio lungo la Transiberiana.

: Christophe André/Flickr.com/BY-NC-ND
Per oltre venti giorni un gruppo internazionale di specialisti ha attraversato l'intero Paese a bordo della Transiberiana, per studiare questa straordinaria ferrovia e il territorio circostante dal punto di vista geografico, economico e sociale. Alla spedizione ha partecipato anche un italiano: "Vladivostok una città eccezionale"

Diecimila chilometri, 21 gioni, 7 fusi orari. È questa l’avventura intrapresa da 14 specialisti stranieri (urbanisti, architetti e disegnatori grafici), che a metà luglio sono partiti da San Pietroburgo e hanno attraversato l’intero Paese fino a Vladivostok, alla scoperta della Transiberiana. Al progetto, organizzato per capire come funziona la ferrovia più lunga del mondo dal punto di vista geografico, economico e sociale, ha partecipato una squadra di specialisti provenienti da Italia, Gran Bretagna, Romania, Grecia, Hong Kong, Corea del Sud e Thailandia. Passando per Mosca, Perm, Irkutsk, il lago Bajkal e Ulan-Ude, il team è arrivato a destinazione il 2 agosto.

Il treno è un ottimo punto di osservazione perché intensifica i rapporti che si creano al di fuori degli scompartimenti”, ha spiegato John Goodbun, urbanista britannico a capo della spedizione, che ha raccontato l’esperienza durante una lezione pubblica tenutasi la settimana scorsa all’Istituto Strelka di Mosca.

Il gruppo nella stazione di Vladivostok, capolinea della Transiberiana. Fonte: archivio personaleIl gruppo nella stazione di Vladivostok, capolinea della Transiberiana. Fonte: archivio personale

“Ciò che mi ha sorpreso di più non è stata l’architettura, ma le persone che ho incontrato in treno e le relazioni che si sono instaurate fra di loro – ha raccontato Cosimo Campani, 26enne di Siena, studente di architettura a Londra presso il Royal College of Art -. Ho condiviso lo scompartimento con un minatore russo e sua moglie. Ovviamente la barriera linguistica non mi ha permesso di parlare con loro ma per due ore mi hanno mostrato le loro fotografie e abbiamo comunicato, per quanto possibile, utilizzando il linguaggio dei gesti. Insieme a noi c’era un ingegnere, anche lui russo, con il quale abbiamo iniziato a comunicare attraverso dei disegni perché lui non parlava inglese. Giocavamo con i disegni come fossimo bambini. E così mi ha raccontato che ogni giorno da Mosca partono 70 treni alla volta di Vladivostok”.

Bozzetti del panorama visto dal finestrino\nFonte: archivio personale<p>Bozzetti del panorama visto dal finestrino</p>\n
Un &quot;compagno di viaggio&quot; conosciuto in treno\nFonte: archivio personale<p>Un &quot;compagno di viaggio&quot; conosciuto in treno</p>\n
Un &quot;compagno di viaggio&quot; conosciuto in treno\nFonte: archivio personale<p>Un &quot;compagno di viaggio&quot; conosciuto in treno</p>\n
Mercato del pesce sul Lago Bajkal\nFonte: archivio personale<p>Mercato del pesce sul Lago Bajkal</p>\n
 
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Ed è stata proprio Vladivostok, secondo Campani, la città più interessante di tutto il viaggio. “Se dal punto di vista urbanistico Vladivostok presenta tratti molto occidentali, la gente è molto attaccata alle proprie radici e alle proprie origini – ha spiegato Campani -. Mosca invece non sembra una città europea dal punto di vista architettonico, ma le persone mi sono sembrate molto aperte nei confronti dell’Europa”.

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