Disastro aereo, è giallo sulle cause della catastrofe

Alcuni specialisti al lavoro sui resti dell'Airbus-321 caduto sul Sinai

Alcuni specialisti al lavoro sui resti dell'Airbus-321 caduto sul Sinai

AFP/East News
Mentre la Gran Bretagna parla di "attentato" e blocca i voli provenienti da Sharm el-Sheikh, le autorità russe ed egiziane si dicono caute. "Prematuro tirare conclusioni". E Mosca non scarta l'ipotesi dell'esplosione di un motore

Attentato o esplosione di un motore? A distanza di quasi una settimana dalla catastrofe dell’Airbus-321, dove hanno perso la vita 224 persone, sono queste le versioni più accreditate dalle autorità e dai mezzi di comunicazione stranieri. 

Nonostante la commissione internazionale di investigazione e la commissione tecnica non abbiano ancora presentato i risultati delle ricerche, astenendosi dal divulgare qualsiasi tipo di supposizione, le autorità della Gran Bretagna hanno parlato ufficialmente di un possibile attentato a bordo. Una versione che ha trovato appoggio anche da parte degli Stati Uniti, nonostante i funzionari americani per il momento preferiscano esprimersi solo in forma anonima. 

Nel frattempo dal Cremlino si parla di “congettura”, ricordando che la formulazione di qualsiasi versione è una prerogativa degli investigatori. “Per il momento non abbiamo sentito nessuna dichiarazione da parte degli inquirenti - ha detto il 5 novembre il portavoce del Presidente russo, Dmitri Peskov -. Qualsiasi altra supposizione corrisponde a speculazioni”. Inoltre, in questo stesso giorno, il direttore di Rosaviatsia, Sergei Neralko, ha affermato che una squadra di specialisti avrebbe analizzato i dati, senza escludere la possibilità di un attentato a bordo. Per il momento comunque Mosca si dice cauta. Ed evita di prendere qualsiasi posizione.

L’ipotesi bomba

Mercoledì sera il ministro degli Esteri della Gran Bretagna, Philip Hammond, ha affermato che esiste una “probabilità significativa” del fatto che la catastrofe aerea sia stata causata da un esplosivo. Il ministro ha basato le sue affermazione su una gran quantità di informazioni, “compresi dati dell’intelligence” a sua disposizione. In via precauzionale, poi, Londra ha cancellato tutti i voli in arrivo da Sharm el-Sheikh destinati alla Gran Bretagna. Mentre l’Irlanda ha vietato all’aviazione civile non solo i voli provenienti dalla città egiziana, ma anche con destino Sharm el-Sheikh.

In precedenza la CNN e l’agenzia Associated Press avevano fatto sapere di un’intercettazione relativa a una conversazione tra alcuni combattenti dello Stato Islamico, intercettata da parte dei servizi di sicurezza. Il rappresentante del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby, ha comunque sottolineato come sia auspicabile non avanzare commenti sulla catastrofe prima della fine delle ricerche. 

Inoltre non sono state fatte ulteriori dichiarazioni in merito alla notizia, apparsa sul canale CBS, secondo la quale alcuni satelliti americani avrebbero registrato un lampo al momento dell’incidente. Secondo i dati del canale televisivo, il lampo potrebbe essere attribuibile tanto a una bomba, quanto all’esplosione di un deposito di combustibile. 

L’ipotesi dell’esplosione di un motore

L’Egitto, che partecipa all’indagine, per il momento scarta l’ipotesi della bomba. “Il gruppo investigativo per il momento non possiede dati o prove che confermino questa teoria”, ha detto il ministro dell’Aviazione civile egiziano, Hossman Kamal. Il giornale egiziano Al-Masry al-Youm ha inoltre scritto che, forse, la causa più probabile potrebbe essere stata l’esplosione di un motore. 

Secondo i dati emersi dallo studio delle scatole nere, l’equipaggio non avrebbe notato alcun tipo di guasto tecnico. Così come ha fatto sapere una fonte al Cairo, dalle registrazioni emerge che “quattro minuti prima che l’aereo sparisse dai radar, la situazione a bordo era normale e l’equipaggio comunicava in maniera regolare con i controllori di terra”. La fonte ha quindi aggiunto che “nel momento in cui il velivolo è sparito dai radar, nelle registrazioni si notano dei suoni strani per una situazione di volo regolare”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta

Leggi di più