Diritti, se una sentenza riapre il dibattito

Manifestazione a favore dei diritti della comunità LGBT (Foto: Petr Kovalev / Interpress / TASS)

Manifestazione a favore dei diritti della comunità LGBT (Foto: Petr Kovalev / Interpress / TASS)

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha decretato che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legittimi su tutto il territorio del paese. La sentenza ha generato una forte reazione in Russia: alcuni conservatori l’hanno criticata aspramente, mentre i liberali hanno manifestato sostegno agli Usa e al movimento LGBT globale

La sentenza della settimana scorsa della Corte Suprema degli Stati Uniti che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso ha fatto scalpore non soltanto sull’opinione pubblica americana: in tutto il mondo gli utenti di internet si sono connessi per esprimere la loro opinione nei confronti dei matrimoni gay. Su Facebook molti utenti russi hanno aggiornato le foto dei loro profili sovrapponendo a esse un filtro con i colori dell’arcobaleno, con l’intenzione di dichiarare il proprio sostegno alla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. E subito dopo hanno avuto inizio i dibattiti e le discussioni.

 
La Russia e la questione omosessuale

Critiche per i matrimoni gay

In Russia, la discussione è tracimata da internet, diventando un argomento da commentare e su cui esprimersi. Vitaly Milonov, un membro dell’Assemblea legislativa di San Pietroburgo noto per le dichiarazioni omofobe fatte in passato, ha detto in un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica russa News Service che ha intenzione di chiedere a Roskomnadzor, un osservatorio che vigila sulle comunicazioni di massa, di bloccare l’accesso a Facebook in tutto il territorio russo.

Secondo Milonov, avendo inaugurato la possibilità di sovrapporre un filtro arcobaleno sulle foto dei profili personali, Facebook ha violato la legge russa che proibisce di fare propaganda all’omosessualità tra i minorenni. Anche la Chiesa ortodossa russa ha criticato la sentenza della Corte Suprema statunitense. In un’intervista all’agenzia di informazione Interfax, l’arciprete Vsevolog Chaplin, illustre esponente di primo piano della Chiesa, ha espresso la preoccupazione che l’America stia cercando di “imporre agli altri paesi la sua visione innaturale e post-umana di matrimonio”.

 
Diritti LGBT, la rivoluzione è alle porte?

Un punto di vista diverso

Critiche alla sentenza sul matrimonio gay sono arrivate anche da molti commentatori conservatori e da comuni utenti dei social network. In ogni caso, è stato espresso anche un punto di vista diverso. Un gran numero di utenti di internet è favorevole alla sentenza della Corte Suprema: in particolare, il politico Leonid Volkov, rappresentante della Coalizione Democratica (un’associazione di partiti liberali non parlamentari) e intimo amico del leader dell’opposizione Alexey Navalny, ha scritto sulla propria pagina Facebook: “L’amore è bello in tutte le sue manifestazioni, proprio come l’odio è brutto in tutte le sue. Tra parentesi, io non condivido il pessimismo di coloro che dicono che “finché sarò vivo io i matrimoni tra persone dello stesso sesso non diventeranno legali in Russia”. In America – che è molto più conservatrice della Russia! – l’intero processo ha impiegato circa vent’anni”. Volkov è nel novero di molti altri personaggi pubblici che hanno utilizzato il filtro arcobaleno per la loro foto del profilo Facebook.

Non tutti i rappresentanti delle autorità sono compatti nel loro atteggiamento nei confronti dei matrimoni gay. Un senatore della Regione di Arcangelo, Konstantin Dobrynin, ha detto all’emittente radiofonica Ekho Moskvy che la Russia dovrebbe fare il possibile per ridurre il livello di aggressività nei confronti delle minoranze sessuali. Ha aggiunto anche che ritiene necessario trovare un compromesso e che l’apparato legislativo dovrebbe tenere in considerazione gli interessi di tutti i russi, compresa la comunità LGBT e i conservatori.

Un conservatorismo calato dall’alto

Nel corso di un’intervista a RBTH, Valery Solovey, analista politico e professore all’Istituto statale per le relazioni internazionali di Mosca, ha detto che il significato di questa faccenda è stato gonfiato deliberatamente ed eccessivamente. “Se non ci fosse stata tutta quella finta insistenza, e se tutti i media non ne avessero parlato, non ci sarebbe stata reazione alcuna alla sentenza” dice convinto. “Questa legge è al centro del dibattito pubblico soltanto a causa di tutto questo battage pubblicitario. A eccezione di un’esigua fascia della popolazione ‘politicamente ossessionata’, che corrisponde a non più del 5-7 per cento del totale, questa legge non interessa proprio a nessuno”.

Karina Pipia, sociologa presso l’istituto di sondaggi Levada Centre, e autrice di un rapporto sull’omofobia in Russia, si dice d’accordo con Solovey sul fatto che la forte reazione della società alla questione dei matrimoni LGBT, e specialmente la reazione del partito conservatore, sono state incoraggiate soprattutto dalle autorità. “Ovviamente, la Russia e i paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, sono al momento in una situazione di scontro politico. I politici russi stanno cercando di opporre i nostri valori ‘conservatori’ a quelli dell’Occidente, che accusano di intaccare la morale tradizionale. L’opinione pubblica in generale reagisce a questo tipo di retorica. È in questo scenario che i sentimenti omofobici si diffondono sempre più” ha detto Pipia a RBTH.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta