Un Paese senza barriere. La Russia e i disabili

Nel centro di Mosca (Foto: Alexei Koudenko / RIA Novosti)

Nel centro di Mosca (Foto: Alexei Koudenko / RIA Novosti)

Tra difficoltà, sofferenze e nuovi traguardi. Le storie di chi è riuscito a trasformare un disagio in un punto di forza. Riscoprendo il gusto per la vita

"So di non passare inosservata. Anche adesso che sono qui seduta con voi, mi stanno guardando". Anastasia Abroskina, 23 anni, è affetta da paralisi cerebrale ed è proprio per questa ragione che la gente la guarda. Anastasia è attualmente la prima e unica modella in Russia con una tale diagnosi. All’età di 18 anni, la ragazza inviava, di nascosto dai genitori, le proprie foto ai siti web per modelle. Le proposte per partecipare a shoot fotografici sono cominciate a fioccare e per Nastya è iniziata una nuova vita. "Credo che l’industria si sia stufata delle classiche bambole Barbie e stia cercando volti nuovi, che non siano come tutti gli altri. Sono certa che se non avessi avuto la mia malattia, non sarei risultata così interessante”.

Ancor prima di diventare una modella, Nastya praticava attivamente l’equitazione. È stata nominata sei volte campionessa russa nella disciplina paraolimpica del dressage. Ha frequentato la facoltà di medicina presso l’Università russa dell’amicizia tra i popoli e adesso studia nella facoltà di pittura e grafica presso l'Accademia di Stato russa specializzata nello studio delle arti. Nastya spiega questo suo ampio ventaglio di interessi adducendo che la malattia di cui è affetta le ha fatto vedere il mondo e se stessa con occhi diversi. "Da bambina, arrivi a scuola e ti senti dire: ma tu non sei come tutti gli altri. Ti indicano con il dito e tu inizi a pensare: se non sono come tutti gli altri, allora che cosa sono? E così inizi a muoverti a tentoni. Per me, la carriera di modella e quella sportiva sono proprio questo. Ero alla ricerca di un’identità. Chi sono? Dove sono queste restrizioni, i miei limiti? Se devo essere sincera, non li ho ancora trovati”.

Nastya Abroskina ritiene che, oggi, per le persone disabili, vi siano molte più possibilità di integrazione nella società. Da questo punto di vista, spiega la donna, bisogna lavorare di più non tanto con gli adulti bensì con i bambini. "Bisogna preparare gli insegnanti. Un bambino con disabilità ha bisogno di qualcuno che lo guidi e lo aiuti, e che spieghi agli altri bambini come comportarsi. Io da bambina non ho avuto un tale sostegno. Ti lasciavano lì con il resto dei bambini e tu dovevi cercare, come potevi, di sopravvivere”. Quattro anni fa, Nastya ha dato alla luce una bambina. Per prendersi cura della piccola, la donna ha lasciato lo sport. E per fare felice il marito, ha praticamente lasciato anche la sua carriera di modella. "Penso che ognuno di noi debba essere onesto con se stesso. So per certo che, come modella, non sarò mai come la Vodianova. Ho la mia nicchia, il mio posto, ed è mio”.

Sempre in movimento

"Che dire? Nel 1997 mi sono ammalato e ho perso la capacità di camminare. Non amo molto parlare di questo tema", spiega crucciato Igor Gakov, 45 anni. Igor si differenzia dagli altri solo perché si muove su una sedia a rotelle. Per il resto, non ha nulla da invidiare agli altri. È una persona istruita e colta. Si è laureato presso la Scuola superiore di economia, dove ha studiato marketing, e presso la Scuola superiore britannica di Design a Mosca. Abbiamo conosciuto Igor a Mosca in occasione della mostra dedicata ai problemi delle persone disabili “Integratsiya. Zhizn. Obshchestvo. 2015” ("Integrazione. Vita. Società. 2015"). Igor, in particolare, ha parlato ai visitatori delle possibilità di viaggio per le persone con una mobilità limitata. "Uno degli obiettivi del nostro progetto è far sapere alla gente che ci sono un sacco di cose che si possono vedere e vale la pena vedere”. Un amico di Igor gestisce un’agenzia viaggi e i due, assieme, si impegnano a mandare le persone con disabilità all'estero, in quei Paesi che hanno già creato un ambiente senza barriere per queste persone.

 
Quando il lavoro aiuta i disabili
Il nostro video 

In Russia vige anche un programma federale chiamato "Bezbarernaya sreda” (“Un ambiente senza barriere"). Tuttavia, come osserva Igor, il programma viene implementato con maggiore successo in quelle città dove l’attiva vita sociale delle persone con una mobilità limitata non danno tregua alle autorità. A Igor non piace aspettare e spesso prende l'iniziativa. "Io, per esempio, nel mio piccolo ho reso accessibile il negozio dove sono solito comprare, la piscina, e il luogo dove lavoro. Credo che la buona volontà e la voglia di collaborare siano più efficaci del rivolgersi semplicemente a un ufficio e lamentarsi".

Igor dice di basarsi molto sull'esperienza personale. Due anni fa, ha scoperto di poter trasformare la sua sedia a rotelle in una bici. Per fare ciò, ha fissato un volante con un'altra ruota alla carrozzella e ha ottenuto una bici portatile. "Per me è stato come tornare alla mia infanzia. Adesso posso trascorrere il tempo in maniera più divertente e attiva, nonché percorrere lunghe distanze. L’anno scorso sono andato a Vienna e ho attraversato per ben due volte, da capo a capo, la città a bordo della mia bici portatile.  Non avrei mai potuto fare ciò seduto su una semplice sedia a rotelle”. È ormai da diciott’anni che Igor è invalido. In tutto questo tempo egli riconosce che molte cose sono cambiate. Anche solo il fatto che ora sia possibile vedere delle persone con disabilità per strada. "Quando nel 1997 sono rimasto su una sedia a rotelle, potevi incrociare qualcuno nelle mie stesse condizioni al massimo all’ospedale. E anche adesso, quando mi sposto con i mezzi pubblici, c’è gente che mi guarda con una certa sorpresa. Quando le persone inizieranno a vivere assieme, a vedersi davvero e ad aiutarsi a vicenda, allora sì che cambierà qualcosa. Le persone costrette su una sedia a rotelle potranno studiare, lavorare e fare carriera”.

Un’arte toccante

"Amici vedenti e udenti non cercate di simulare la sordocecità, non otterrete nulla, state solo simulando qualcosa che non è... E non entrerete mai nei nostri panni." Queste e altre citazioni si possono leggere alla mostra “Arte toccante” (Trogatelnoe Iskusstvo, in russo), aperta presso il Museo d'Arte Moderna di Mosca e diventata parte integrante del progetto socio-culturale "Prikasaemye" (“Toccabili”). La mostra è stata preceduta da uno spettacolo presso il Teatro delle Nazioni, a cui hanno partecipato persone non vedenti e non udenti. La mostra presenta una serie di fotografie e video realizzati dagli autori del progetto nel corso della sua preparazione, nonché istallazioni di artisti che permettono di percepire il mondo come lo percepiscono le persone sordo-cieche.

"Ora il sistema di integrazione di queste persone nella società si è perso”, spiega Alexey Krapukhin, collaboratore presso la Fondazione a sostegno per i sordociechi "So-edinenie”. Krapukhin afferma che, fino a poco tempo fa, il numero delle persone sordo-cieche in Russia era totalmente sconosciuto. La fondazione è riuscita a rintracciarne più di 1.500 nella Federazione Russa. "Credo che l'arte contemporanea diversamente da quella tradizionale, la pittura o la musica, sia in grado di avere degli effetti sui sordociechi. L'obiettivo di questa mostra è far capire alla gente come percepiscono il mondo i sordo-ciechi. Ci auguriamo che la gente che verrà a vedere la mostra si interessi a questo tema e avanzi le proprie idee per favorire l'integrazione sociale di questa categoria di persone”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta