Orfani, la difficile strada dell’integrazione

Negli orfanotrofi il ruolo dei genitori e dei parenti viene spesso assunto dai volontari. In Russia ci sono dei programmi che aiutano i bambini senza famiglia a socializzare (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

Negli orfanotrofi il ruolo dei genitori e dei parenti viene spesso assunto dai volontari. In Russia ci sono dei programmi che aiutano i bambini senza famiglia a socializzare (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

In Russia si contano 93mila bambini senza famiglia. Giovani che potrebbero avere difficoltà a costruirsi una vita dopo l’orfanotrofio. A questi ragazzi badano gruppi di volontari che, attraverso l’affetto e il dialogo, indicano loro la strada verso una corretta socializzazione

Ogni anno in Russia oltre 60mila genitori vengono privati, in parte o del tutto, dei propri diritti parentali. Secondo i dati riportati da Olga Golodets, vice primo ministro della Federazione, durante l’inaugurazione del Forum nazionale delle famiglie adottive, a ottobre 2014 nel paese si contavano 93mila orfani. Secondo gli esperti, i bambini che lasciano gli orfanotrofi hanno poi seri problemi di integrazione nella società.

Il gioco dei ruoli

Ekaterina Dovgan, psicologa presso l’orfanotrofio n.12 di Mosca, ritiene che negli orfanotrofi i bambini crescano in un mondo di relazioni orizzontali, senza sviluppare in alcun modo quelle verticali, con gli adulti: si fidano solo di coloro che si trovano nella loro stessa situazione sociale. "Negli orfanotrofi i bambini sono soliti ripartirsi dei ruoli sociali e chiamarsi tra di loro: mamma, papà, figlia”, spiega la psicologa. “Sviluppano dei legami così stretti che si conservano anche una volta lasciato l’orfanotrofio".

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Tuttavia, sono in pochi, in età adulta, a riuscire a costruire una vera e propria famiglia. Su commissione del Dipartimento della famiglia e politiche giovanili di Mosca, nel 2010, l’Università Psicopedagogica della Città di Mosca ha condotto un sondaggio mirato a valutare la situazione degli ragazzi una volta lasciato l’orfanotrofio. Lo studio ha rilevato che un quarto di essi è orfano già di seconda se non di terza generazione: molti hanno non solo la madre ma anche la nonna che sono cresciute in un orfanotrofio. I sociologi hanno anche scoperto che il 40% non programma di avere figli. Oltre a ciò, un terzo vive come coppia di fatto, un quindicesimo ha figli, ma un quarto di essi non li educa, e un decimo non vuole vivere da solo ed è per questo che sceglie di vivere assieme al resto dei compagni dell’internato, nonostante alla maggior parte di essi venga fornita una casa.

La famiglia come meccanismo di socializzazione

Secondo Elena Alshanskaya, direttrice della fondazione “Volontari in aiuto degli orfani”, in Russia non vi sono statistiche ufficiali riguardanti il grado di socializzazione che raggiungono i bambini una volta usciti dall’orfanotrofio. Questi bambini vengono di norma seguiti dal personale dei servizi sociali fino ai 21-23 anni, dopodiché nessuno segue i loro sviluppi. L’esperta osserva, tuttavia, che le probabilità che questi bambini in età adulta abbiano dei problemi con la legge, l’alcol o la droga sono elevate.

"Solo la vita familiare aiuta i bambini orfani a socializzare all’interno della società”, spiega Elena Alshanskaya. “Il resto degli strumenti di aiuto, come le uscite al cinema, i regali, le lezioni di cucina sono solo un palliativo che può aiutare alcuni, ma non tutti. Affinché il bambino possa vivere una vita normale all’interno della società, è necessario che abbia sviluppato tutti i principali meccanismi psicologici di adattamento sociale: meccanismi che sono soliti svilupparsi nella prima infanzia. Il bambino ha bisogno di un adulto, che instauri con lui un rapporto continuativo”.

Elena Alshanskaya osserva che, durante il suo lavoro con gli orfani, ha assistito anche a storie a lieto fine. “Per esempio, conosco una ragazza che dopo essere uscita dall'orfanotrofio ha finito la scuola superiore e si sta ora preparando per entrare alla Facoltà di Giurisprudenza. Conduce uno stile di vita sano e ha in progetto di sposarsi”, racconta l’esperta. “Tutto ciò nonostante i volontari e gli operatori sociali temessero inizialmente per il suo futuro”.

Secondo Elena, la ragazza è stata aiutata dal fatto di essere capitata in un orfanotrofio in età scolare. La giovane aveva già sviluppato i meccanismi di adattamento sociale all’interno della propria famiglia. La bambina aveva poi anche una zia che le faceva regolarmente visita in orfanotrofio. "Quelli che hanno più difficoltà a socializzare sono i bambini che sono finiti in orfanotrofio in tenera età e vi sono rimasti fino ai 18 anni, senza aver maturato un rapporto continuativo con gli adulti”, spiega la Alshanskaya.

Volontari al posto dei genitori

Negli orfanotrofi, il ruolo dei parenti viene spesso assunto dai volontari. In Russia, ci sono dei programmi che aiutano gli orfani a socializzare. La fondazione "Volontari in aiuto degli orfani", ad esempio, forma degli specialisti che si recano negli orfanotrofi una volta alla settimana per fare visita a un bambino e parlare personalmente con lui per diverse ore.

Vi sono poi una serie di progetti privati di natura non governativa mirati a favorire la socializzazione degli orfani, come le colonie giovanili. L'idea delle colonie giovanili è stata presa in prestito dalla organizzazione internazionale SOS Kinderdorf. Il progetto dell'educatore austriaco Hermann Gmeiner ha preso piede dopo la Seconda Guerra Mondiale e consiste nell’educazione dei bambini in condizioni che ricordano molto quelle di una famiglia. Sono già sei le regioni russe in cui è stato avviato. La prima colonia è stata istituita nel 1996, nella regione di Mosca. Dopodiché sono comparse quelle delle regioni di Murmansk, Orel, Leningrado e Pskov. Questi villaggi per bambini sono composti da 10-15 case a due piani, all’interno delle quali vivono dai 6 agli 8 bambini. In queste strutture i piccoli conducono una vita normale, vanno a scuola, sono seguiti da insegnanti, vanno a fare la spesa e si preparano da mangiare da soli.

Orfanotrofi come appartamenti

Il numero degli orfanotrofi in Russia sta gradualmente diminuendo. Gli esperti e i volontari, tuttavia, avvertono che la riduzione del numero di orfanotrofi non dipende spesso dall’affidamento dei bambini alle famiglie, bensì dalla chiusura degli orfanotrofi più piccoli e dal successivo trasferimento dei bambini in istituzioni più grandi. Le autorità del Paese comprendono la necessità di riformare il sistema degli orfanotrofi in direzione di una riduzione del numero di bambini per struttura e la creazione di condizioni il più possibili vicine a quelle offerte da una famiglia. Nel maggio di quest'anno, il governo ha approvato una serie di nuove regole relative al funzionamento degli orfanotrofi, che entreranno in vigore a settembre del 2015. Secondo queste nuove regole, il lavoro con i bambini si baserà sui principi dell’educazione familiare e questi ultimi alloggeranno in strutture simili ad appartamenti.

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