La Lince italiana per l'esercito russo

Dei mezzi forniti dall’Italia, solo 358 sono stati assemblati in Russia, benché nel 2011 si fosse parlato di oltre 1.700 mezzi, e in seguito addirittura di 3.000 (Foto: Valery Melnikov / Ria Novosti)

Dei mezzi forniti dall’Italia, solo 358 sono stati assemblati in Russia, benché nel 2011 si fosse parlato di oltre 1.700 mezzi, e in seguito addirittura di 3.000 (Foto: Valery Melnikov / Ria Novosti)

La fornitura dei mezzi blindati prodotti dall'Iveco è stata completata. E in futuro non è prevista la loro produzione nella Federazione

A inizio novembre il vicepresidente della Commissione per l'Industria Militare Oleg Bochkarev ha reso noto che il contratto di fornitura all'esercito russo dei blindati leggeri multifunzione Iveco LMV, ribattezzati "Lince" in Russia, che ha sollevato grande scalpore, è stato pienamente rispettato. Non si prevede un'ulteriore produzione dei blindati italiani in Russia. In totale, dei mezzi forniti dall'Italia solo 358 sono stati assemblati in Russia, benché nel 2011, quando fu firmato il contratto, si fosse parlato di oltre 1.700 mezzi, e in seguito addirittura di 3.000.

 
Le caratteristiche del Lince
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L'acquisto dei "Lince" italiani, così come quello delle non meno famose "Mistral" francesi e dei velivoli senza pilota israeliani, sono stati un'iniziativa dell'ex ministro della Difesa Anatolij Serdjukov, che fu sollevato dal proprio incarico quasi esattamente due anni fa, in seguito all'avvio di un'inchiesta sulla corruzione negli approvvigionamenti dell'esercito. Nell'esercito Serdjukov non era molto amato, e l'idea di acquistare mezzi e attrezzature militari di produzione straniera non accrebbe la sua popolarità nel settore dell'industria militare russa.

"Tigr", il concorrente russo del "Lince"

In Russia, per giunta, era stato presentato l'analogo del "Lince", la camionetta blindata "Tigr". Subito cominciò una serie infinita di paragoni tra i due mezzi. Tra i difetti del "Lince" veniva citata la sua configurazione per cui il conducente e il passeggero sul sedile anteriore sono separati dai tre passeggeri sul sedile posteriore. Ciò significa che ciascuno di essi può abbandonare l'abitacolo attraverso una sola portiera, cosa che può diventare impossibile in una situazione di combattimento, ad esempio se il mezzo si ribalta. Il conducente ferito o ucciso non può essere estratto dalle portiere posteriori, e nessuno dei passeggeri che viaggiano sul sedile posteriore può prendere il suo posto. Inoltre, ciascuna squadra dell'artiglieria motorizzata dell'esercito russo è composta da nove uomini, e quindi per trasportarla occorrono due mezzi. Hanno stupito tutti le fotografie del collaudo statale del "Lince", nelle quali il mezzo blindato ora aggirava gli ostacoli al poligono militare, ora rimaneva bloccato nella neve. Ha suscitato dubbi anche l'assenza nella carrozzeria del "Lince" di feritoie attraverso cui sparare con l'arma personale, e le temperature di impiego dichiarate dal produttore: da meno 32 a più 49 gradi Celsius; ma persino nella zona centrale della Russia il freddo può essere più forte. Diversi esperti militari hanno osservato che il rivestimento in materiale plastico che si trova a contatto della blindatura di ceramica potrebbe non resistere al gelo intenso.  

 
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Gradualmente si è chiarito che entrambi i mezzi blindati hanno vantaggi e svantaggi; alcuni difetti attribuiti al "Lince" si sono poi rivelati infondati. Il suo comportamento impacciato nella neve è stato ben presto spiegato con il fatto che la prima partita di prova non era stata adattata alle condizioni meteorologiche del Nord e non era dotata di protezioni antineve come gli analoghi mezzi impiegati negli eserciti di Norvegia e Austria. Quanto al ribaltamento su un fianco (che non consente al conducente o al passeggero anteriore di uscire dal mezzo), l'azienda produttrice assicura che esso non si verifica neppure in seguito a un'esplosione. Successivamente è stato reso noto che nei collaudi effettuati nel marzo 2011 in Germania gli specialisti russi hanno sottoposto i mezzi Iveco al fuoco di proiettili incendiari antiblindato B-32, e che la blindatura ha retto. Gli Iveco sono stati fatti saltare in aria due volte, ponendo delle cariche esplosive sotto una ruota e sotto il fondo della scocca. In seguito alle esplosioni il manichino al posto del conducente è rimasto illeso.  

Il problema è la blindatura

In ultima analisi, è risultato che il "Tigr" russo realizzato sulla base dei mezzi blindati BTR è indubbiamente più adatto all'uso fuoristrada in Russia e ha una struttura più funzionale. Il suo motore è prodotto in Russia, il che permette di aumentarne la potenza e di modernizzare il mezzo blindato. Il "Lince", però, offre un maggiore comfort, è più protetto e presenta una blindatura ad alta tecnologia in ceramica. Proprio questa blindatura costituisce, almeno in parte, un problema per l'utilizzo dei mezzi in Russia.

Il primo allarme era stato dato dal comandante dei paracadutisti, il colonnello generale Vladimir Shamanov, che aveva dichiarato quanto segue: "Per le sue caratteristiche tattico-tecniche, il mezzo non è sufficientemente adatto alle nostre condizioni. Inoltre manca un'intesa sulle questioni della manutenzione, dell'impiego e della riparazione". Proprio nella seconda parte di questa affermazione probabilmente si celava il nocciolo del reclamo. La blindatura infatti viene prodotta in Germania, i pannelli di polietilene in Olanda, la scatola del cambio è dell'azienda tedesca "ZF", il modulo di armamento telecomandato è norvegese. Serdjukov, naturalmente, aveva annunciato che il "Lince" in futuro sarebbe stato assemblato con componenti per il 70 per cento di produzione russa, ma sarebbe ingenuo pensare che paesi con un atteggiamento tutt'altro che amichevole nei confronti della Russia siano disposti a trasmetterle tecnologie così sensibili.

In conclusione, il comandante dei paracadutisti aveva dichiarato che avrebbe preferito modernizzare il "Tigr". I timori riguardo la prosecuzione del contratto sono stati confermati nel gennaio 2013, quando il comandante generale delle fanteria russa Vladimir Chirkin ha dichiarato che "Il contratto con l'Italia per l'ulteriore acquisto di questi mezzi (i blindati leggeri Iveco) è sospeso. I mezzi che abbiamo già pagato sono già stati quasi completamente consegnati, li stiamo assemblando e li impiegheremo, ma non proseguiremo nell'acquisto di altri mezzi".

"Noi abbiamo le serie di blindati Medved, Tigr, e Volk, ed è in corso un lavoro di progettazione sperimentale che ci consentirà di realizzare una serie di mezzi blindati leggeri sui quali si potranno installare dei moduli di armamento. I mezzi Iveco, invece, possono trasportare solo centocinquanta chilogrammi di carico extra; per poter installare una mitragliatrice e ospitare a bordo quattro uomini equipaggiati ciascuno di loro non deve pesare più di cento chili", ha spiegato Chirkin.  

Successivamente, durante la visita del ministro Shojgu in Italia nel 2013, questa posizione è stata confermata. Al tempo stesso, è stato firmato un contratto di fornitura dei pezzi di ricambio per i mezzi già acquistati. La situazione delle sanzioni di quest'estate e l'episodio della Mistral rimasta "bloccata" a Saint-Nazaire hanno dimostrato che il ministero russo della Difesa non ha sbagliato a puntare sui produttori nazionali.

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