Un italiano per il parco Khodynka

Il parco Khodynka (Credit: Cristian Chierici)

Il parco Khodynka (Credit: Cristian Chierici)

A colloquio con l’architetto Mario Cucinella che, insieme a due colleghi tedeschi, ha vinto la gara per realizzare un nuovo polmone verde nel cuore di Mosca

Passare dal “grey” al “green”. Ovvero dal grigio dei palazzoni, del cemento e delle strade, al verde di una natura ritrovata, per restituire a Mosca un polmone di 40 ettari, spazzato via anni or sono dalla costruzione di un aeroporto militare, oggi abbandonato. Questa lenta, ma radicale trasformazione, che darà vita al parco Khodynka (nella zona nord della capitale), sarà basata sul progetto dell’architetto italiano Mario Cucinella che, insieme ai colleghi tedeschi Andreas Kipar e Thomas Schönauer, si è aggiudicato il primo posto in una gara che ha coinvolto trecento studi da tutto il mondo. “Vogliamo restituire alla città quello che l’edificazione di massa ha tolto - racconta Cucinella -, costruendo un parco contemporaneo che si adatti ai rigidi cambiamenti del clima e che risponda alle esigenze della gente”.

 
L'architetto Mario Cucinella
(Foto: archivio personale) 

Una rivoluzione verde, iniziata il giorno in cui Kipar è atterrato a Mosca: “Avevamo già uno schizzo. Ma quando ho visto questa città, l’immensità delle sue strade e delle infrastrutture, ho capito che avremmo dovuto rifare tutto da capo, riportando la metropoli su scala umana, come insegna Kuznetsov”. E proprio le parole di Sergei Kuznetsov, architetto capo di Mosca si sono rivelate provvidenziali: “È esattamente quello di cui avevamo bisogno”. Ancora imprecisi i tempi di realizzazione del progetto, così come i suoi costi. “Siamo ancora in una fase di definizione del budget”, rivela Kipar. “Ma la Russia - gli fa eco Cucinella - è una potenza in cui, quando si decide di far partire un progetto, lo si avvia senza molte titubanze. La burocrazia sarà un ostacolo da affrontare. Ma siamo preparati”.

Il parco, che tra qualche anno si potrà ammirare dagli edifici residenziali che circondano l’area, situata a sei chilometri a nord del centro, creerà un “sistema di interazione tra la natura e la città, riflettendo le caratteristiche più sorprendenti dei territori limitrofi”.

“Abbiamo tenuto conto della natura e della flora locale - racconta Cucinella -. E per rimettere in ordine questo grande spazio vuoto inizieremo piantando degli alberi. Decine e centinaia di alberi, che nel frattempo cresceranno. Così, quando verranno avviati i lavori, ci saranno già le prime piante”.


Visione notturna del parco, l'ingresso della metropolitana (Credit: Cristian Chierici)

Tra gli edifici che sorgeranno sull’area sono previsti anche un museo di arte contemporanea, un centro commerciale e una nuova fermata della metropolitana, Khodynskoe Pole, quest’ultima oggetto di un originale intervento paesaggistico: i due ingressi del metrò, distanti circa 800 metri l’uno dall’altro, saranno collegati da uno “squarcio” nel terreno. Una lunga frattura, profonda svariati metri, che seguirà il tracciato della metropolitana, consentendo di far affiorare la luce in superficie.

I rigidi cambiamenti climatici e il freddo inverno, poi, non sono interpretati come un limite, bensì come un’opportunità da sfruttare: con la caduta delle prime nevi gli specchi d’acqua si trasformeranno in piste di pattinaggio, e le collinette in discese per lo snowboard. “È un parco che deve funzionare tutto l’anno - spiega Kipar -. L’anima russa, che è inquieta e non conosce pause, va intrattenuta sempre. E il paesaggio sarà in continua trasformazione, dalla primavera fino all’arrivo del successivo inverno”.

Particolarmente curiosi alcuni elementi che comporranno il parco: oltre ai chioschi a forma di funghi e a un grande tronco d’albero che ospiterà una palestra, la pista d’atterraggio verrà interpretata come un enorme pentagramma, sul quale composizioni di piante e fiori disegneranno le note musicali. “Sarà un vero e proprio boulevard della musica - precisano gli architetti -, dove, grazie a un sistema di interruttori collegati on line, i visitatori avranno la possibilità di ascoltare in diretta i suoni provenienti da altre cinquanta città del mondo”. Così, spingendo un tasto rappresentante una nota sul pentagramma, si sentirà il rumore delle acque del Reno nel cuore di Düsseldorf. Suoni che arrivano fino a Mosca, e rendono i visitatori partecipi della vita quotidiana che scorre in altri angoli del mondo. “Ciò creerà un legame internazionale con il parco, permettendo di recuperare la funzione originale di questo ex aeroporto: quella di collegamento”. Non più via cielo, ovviamente. Ma attraverso i suoni che viaggiano nell’etere.

L'articolo è stato pubblicato sull'edizione cartacea di Rbth del 17 luglio 2014

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