È l'ora del tè!

Al museo di Arti decorative applicate di Mosca è stata inaugurata la mostra "Samovar e non solo". Abbiamo parlato con la curatrice della mostra per capire le peculiarità della cerimonia russa del tè

Foto: ufficio stampa

Per prima cosa bisogna accendere la legna e aspettare che il samovar raggiunga la temperatura necessaria. Mentre si riscalda, il samovar canta, sbuffa e gorgoglia. Quando l'acqua comincia a bollire, il samovar viene portato in tavola, e in cima ad esso viene sistemata una piccola teiera con le foglie per l'infusione. La differenza tra la cerimonia del tè russa e quella che si svolge in Giappone o in Cina sta nel fatto che il tè molto concentrato viene diluito con l'acqua bollente del samovar direttamente nelle tazze.

Dunque, al centro della tavola si erge il samovar. Sopra vi è poggiata una teiera. E sulla tovaglia candida come la neve vengono disposte varie leccornie: su un piatto sono imbanditi prjaniki (biscotti di panpepato), taralli, dolci di pasta sfoglia, cioccolatini e zucchero semolato, per bere il tè accompagnandolo con qualche boccone; ci sono le tazzine e i piattini fondi. Nell'antica Rus' il tè si sorbiva dai piattini, che si reggevano da sotto con tre dita della mano: la bevanda veniva succhiata rumorosamente.  

 
Samovar. Altro che Vodka! 

"In nessun posto al mondo il tè si beve come in Russia", racconta a Rbth Olga Jurkina, curatrice della mostra. "In Cina e in Giappone il fine ultimo della cerimonia è il tè stesso, e in quei paesi accanto al tè non si mette in tavola nulla; in Inghilterra talvolta con esso si serve anche della panna. In Russia, invece, il tè è un pretesto per una lunga e tranquilla conversazione, e in tavola ci sono sempre dei pirogì (fagottini di pasta cotti al forno), cioccolatini e altri dolci". In Russia il tè non si beve da solo, ma lo si accompagna con uno spuntino. Davanti a una tazza di tè si può restare seduti a lungo e risolvere molte questioni.     

Verde e nero

Esiste una leggenda che narra come già nel XVI secolo i cosacchi si recarono in Cina e ne riportarono informazioni sul tè. I documenti storici però dimostrano che il tè fece la sua comparsa alla corte del primo zar della dinastia Romanov, Mikhail, dunque un secolo più tardi di quanto racconta la leggenda.  

 
L’antico aroma del tè di Krasnodarskij

La vera storia dell'usanza di bere il tè in Russia comincia all'epoca di Pietro il Grande. Durante il suo regno fu sottoscritto un accordo grazie al quale furono avviati i primi scambi commerciali tra la Cina e la Russia. Negli anni Venti del Settecento presero il via le forniture di tè alla Russia in quantità industriali.  

Da allora le forniture di tè alla Russia divennero costanti, e provennero appunto dalla Cina, a differenza di quanto accadeva in Europa, dove il tè arrivava dall'India sulle navi mercantili inglesi. Durante il viaggio in nave il tè assorbiva umidità, e pertanto doveva essere essiccato: a causa del trattamento termico, esso cambiava sapore.   

Dalla Cina alla Russia, invece, il tè viaggiava sulla terraferma, passando per la Siberia e per gli Urali; il tragitto della carovana solitamente durava sei mesi. Pertanto, l'Europa e la Russia conoscevano due diverse tipologie di tè, dai sapori differenti.  

"Siamo soliti associare la Cina al tè verde, mentre in realtà a noi vendevano il tè nero", racconta Olga Jurkina. "Credo che ciò fu dovuto a un caso: la prima volta fu importato del tè nero, e in seguito si continuò a comprare solo quello. Se quella volta, più di trecento anni fa, avessero portato in Russia del tè verde, oggi il tè verde si berrebbe in tutto il paese".

La Russia è la patria dei samovar

L'elettricità non esisteva ancora, e l'acqua per preparare il tè si doveva portare a ebollizione con un fuoco di legna: a tale scopo fu inventato il samovar. Esistono varie versioni della storia della nascita del samovar. Secondo una di esse, il samovar fu introdotto da Pietro il Grande, che ne portò uno dall'Olanda; i fabbri russi poi lo copiarono. Un'altra versione narra che esso fu importato dalla Cina, e i fabbri russi... ebbene sì, lo copiarono. Secondo una terza versione, storicamente più fondata, i samovar si cominciarono a produrre negli anni Quaranta del diciottesimo secolo negli Urali, nelle fabbriche Demidov. Nella regione si stavano sviluppando l'industria di estrazione dei minerali e la produzione di armi, e si costruivano nuove fabbriche; il capostipite di una dinastia di industriali russi, Nikita Demidov, portò con sé negli Urali degli artigiani dalla propria città natale, Tula: furono proprio loro a inventare il samovar.  

Tra l'altro, successivamente in tutta la Russia divennero famosi proprio i samovar di Tula, perché quegli artigiani, di ritorno dagli Urali, aprirono in città le proprie botteghe.  I samovar potevano essere di varie misure, da quelli da viaggio, per una tazza sola, fino a quelli non trasportabili, della capienza di decine di litri d'acqua. Esistevano anche dei samovar-cucine con tre compartimenti, che servivano sia a cuocere i cibi che a far bollire l'acqua. "I samovar erano piuttosto costosi; nel XIX secolo un samovar di medio prezzo costava dieci rubli d'oro, equivalenti allo stipendio mensile di un operaio. La gente però metteva da parte i soldi per l'acquisto di un samovar, che durava per tutta la vita e poi si lasciava in eredità", racconta Olga Jurkina.  

Tra l'altro, i samovar alimentati a legna vengono prodotti nella città di Tula ancora oggi, e trovano numerosi acquirenti. Preparare il tè con il fuoco di legna non è solo un'usanza esotica, ma è anche un tributo alla tradizione. Pensate a quanto vi sembrerà più buono il gusto del tè, se sarà preceduto da una lunga cerimonia per riscaldare l'acqua e apparecchiare la tavola; e lo stesso aroma sprigionato dal samovar creerà un'inimitabile atmosfera casalinga, calda e accogliente.    

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