Se giovane fa rima con radicale

Secondo le stime degli analisti, il nazionalismo è la corrente più popolare tra i giovani russi (Foto: Aleksandr Utkin / Ria Novosti)

Secondo le stime degli analisti, il nazionalismo è la corrente più popolare tra i giovani russi (Foto: Aleksandr Utkin / Ria Novosti)

Tra semplificazioni e voglia di cambiare il mondo. Quali sono le idee politiche più diffuse tra i ragazzi della Federazione?

I giovani russi sono particolarmente attratti dai movimenti radicali. Secondo gli osservatori, in maggioranza sono di bassa estrazione sociale e hanno un diploma di scuola secondaria. Tra loro l’ideologia più popolare è il nazionalismo.

I nazionalisti, i troskisti e gli stalinisti

Secondo le stime degli analisti, il nazionalismo è la corrente più popolare tra i giovani russi, con oltre 15mila affiliati. In genere si tratta di persone intolleranti nei confronti dei lavoratori immigrati (soprattutto quelli provenienti dalle ex repubbliche dell’Unione Sovietica) e di altre minoranze etniche. I nazionalisti sono spesso membri di organizzazioni estremiste. “Gli ambienti radicali tra i giovani hanno una struttura informale: nessuno si dichiara ufficialmente radicale o crea organizzazioni ufficiali con questa denominazione con una partecipazione considerevole di affiliati. Alcuni episodicamente si dedicano ad azioni socio-politiche violente. È il caso della maggioranza di questi giovani, mentre altri, in minor numero, formano il nocciolo duro di queste correnti” spiega Alexandr Verkhovski, direttore del centro di informazione e analisi “Sova”.

“La seconda corrente più popolare tra i giovani è l’islam radicale” continua l’analista. “Nondimeno, è impossibile sapere con certezza quante persone si riuniscano in nome di questa ideologia non chiaramente definita. Esistono poi anche gruppi ortodossi radicali che attraggono i giovani, ma si tratta di organizzazioni più politiche che religiose”. In effetti, gli ortodossi sono considerati fondamentalisti quando se la prendono con chi ha un orientamento sessuale non tradizionale o quando boicottano in modo aggressivo le strutture sanitarie che praticano l’aborto. Verkhovski sottolinea tuttavia che si tratta di una minoranza, in quanto i fedeli russi preferiscono per lo più tenersi ai margini della società e condurre uno stile di vita pacifico e austero.

Anche nella sinistra radicale si incontrano molti giovani, stalinisti, troskisti, e anarchici, che auspicano una riorganizzazione del sistema in base ai principi socialisti (con un ritorno all’Urss, per esempio). Verkhovski ritiene che per il momento queste organizzazioni non abbiano ancora agito in modo radicale. “I tifosi di calcio non possono essere considerati radicali. Però si battono. Non tutti i radicali che scendono in strada ovviamente sono radicali”. Vladimir Mukomel, sociologo specializzato nello studio della xenofobia e nella prevenzione dell’estremismo presso l’Istituto di sociologia RAN, fa notare che le minoranze spesso sono il bersaglio preferito degli estremisti russi. Per lo più si tratta di persone appartenenti a minoranze etniche o con orientamenti sessuali non tradizionali, ma anche di persone che non condividono le alternative nelle visioni politiche dello stato. “I difficili rapporti tra Russia e Ucraina hanno esacerbato l’aggressività tra le persone originarie da queste paesi. Non si può parlare interamente di radicalismo politico, ma pur sempre di qualcosa che vi si avvicina” spiega Mukomel. “Le dispute territoriali scatenano già conflitti nazionali e bagarre tra russi e ucraini. In linea di principio si può considerare questi episodi una variante della comparsa del nazionalismo. E ovviamente a reagire a questi problemi politici nella stragrande maggioranza dei casi sono i giovani”.

La gioventù, la mancanza di istruzione, la povertà

“È tra i giovani che riscontriamo più spesso la presenza di opinioni radicali” precisa Vladimir Mukomel, per il quale il fatto che i giovani tendano spesso all’estremismo non è l’unica ragione sociale per spiegare questo fenomeno. Questa categoria della popolazione, infatti, per lo più è molto sensibile all’ingiustizia sociale, è più esposta alla disoccupazione e alla povertà. “Vogliono lottare per un cambiamento sociale del mondo, e ripudiano l’ingiustizia” spiega Mukomel. “Quanto allo status sociale delle persone attratte dai movimenti radicali, si tratta nella maggioranza dei casi di giovani che alle spalle hanno famiglie disagiate in difficoltà economiche. In genere studiano negli istituti professionali e non all’università. Per lo più evidenziano la mancanza di un vissuto personale e non hanno un grado di istruzione elevato.

Ma vi sono alcune eccezioni: i figli e i giovani delle famiglie agiate si uniscono anche loro talvolta ai movimenti di protesta violenza”. Dal punto di vista della psicologia sociale, la percezione dell’assenza di prospettive sociali, il basso livello di istruzione, l’intolleranza e il culto dei valori materialistici favoriscono la diffusione tra i giovani di idee radicali. Alexandr Verkhovski sottolinea che i movimenti radicali possono nascere in qualsiasi ideologia politica. “Nel momento in cui alcuni si ripromettono di rifare il mondo a loro piacimento e conforme alla loro idea, affinché l’umanità intera possa vivere come loro ritengono più opportuno, modificando in modo radicale la situazione attuale, possono nascere conflitti. Le loro idee infatti sono considerate radicali. Qualsiasi visione infatti può essere condivisa in modo più pacifico o più radicale”.

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