L'insonnia dell'orso

Per via dell'anomalo caldo gli orsi non sono andati in letargo come al solito a inizio inverno (Foto: Dmitri Tretyakov / RIA Novosti)

Per via dell'anomalo caldo gli orsi non sono andati in letargo come al solito a inizio inverno (Foto: Dmitri Tretyakov / RIA Novosti)

Le temperature sopra la media registrate nella parte occidentale della Russia impediscono a molti animali di andare in letargo

L'inverno non è mai iniziato. O quasi. Per quasi due mesi, in Russia, si sono registrate temperature insolitamente calde. Un’anomalia che sta alterando le abitudini e i comportamenti della fauna locale. Gli orsi e i ricci non sono andati in letargo. La pelliccia dei conigli si è già tinta di bianco in autunno, il che significa che per quasi due mesi sono stati un facile bersaglio per cacciatori e predatori. Mentre il caprifoglio è alla sua terza fioritura quest'anno. I biologi russi analizzano l’insolita situazione. “I cacciatori non stanno avendo vita facile, mentre gli animali selvatici sì”, spiega Evgeny Eskov, professore presso l’Università statale russa di agraria, che si rallegra per gli abitanti della foresta. “Prima i cacciatori aspettavano, fucile alla mano, che le loro prede si avvicinassero alle aree di alimentazione. Ora invece gli animali non hanno più bisogno di avvicinarsi a loro perché il cibo abbonda in tutta la foresta”.

La verità sugli orsi russi

La situazione ha beneficiato soprattutto gli ungulati, che possono ancora nutrirsi di erba verde. I conigli, invece, si sono convertiti in facili prede dopo che la loro pelliccia si è tinta di bianco già all’inizio dell’autunno. “Finché non inizia a nevicare, le lepri saranno una facile preda per i cacciatori. Non abbiamo, tuttavia, dati che ci confermino grandi perdite per la specie. In generale, l’inverno mite ha beneficiato tutti gli animali. Incluso l'uomo: consuma meno energia per riscaldarsi e si sente più vivo e felice. Nemmeno le anatre selvatiche hanno ancora spiccato il volo. E non sto parlando di quelle che vivono in città. Dopotutto, per loro, il segnale che è arrivato il momento di migrare in regioni più calde è quando i fiumi e gli stagni iniziano a gelare. Se non c'è ghiaccio, non hanno motivo di volare via”, continua Eskov.

Gli orsi andranno in letargo con l’arrivo delle prime nevicate. A questi grossi mammiferi le cose stanno andando bene. Il letargo è solo la loro seconda preoccupazione, la prima è il cibo. Se ve ne è molto, l'orso non ha motivi per andare in letargo. Alcuni conoscenti hanno detto di aver avvistato degli orsi grizzly vagare per il bosco nei mesi di dicembre e gennaio. Non appena arriveranno le prime nevicate, tuttavia, andranno inevitabilmente in letargo. Stessa cosa con i ricci. La durata del loro sonno è legata al grado di sazietà: se il riccio non si è nutrito abbastanza nella bella stagione e si sveglia prima del tempo, si congelerà sicuramente. Quest’anno, non vi è rischio che ciò accada, perlomeno nella parte europea della Russia.

I botanici non vedono nulla di soprannaturale in questo fenomeno. Secondo loro, in diverse occasioni, nel corso degli anni, si sono avuti inverni caldi. Tuttavia, vedere fiorire per la terza volta in un anno anche piante che sono abituate a queste sorprese della natura ha destato l’attenzione degli studiosi. “È la terza volta che il caprifoglio fiorisce quest’anno”, spiega Andrey Tsitsilin, responsabile del giardino botanico dell’Istituto russo di piante medicinali e aromatiche (Vilar). “I fiori giallo-biancastri del rampicante risaltano in maniera davvero elegante sulla neve appena caduta. Il caprifoglio era fiorito per la prima volta a maggio, come ogni anno, e la seconda a fine ottobre. E ora i fiori stanno sbocciando per la terza volta. Ciò non era mai successo prima”.

A quanto pare, il caprifoglio non si congela se il gelo arriva mentre è in fiore. “Probabilmente, le sue bacche saranno più piccole del solito. Molto dipenderà dal freddo che si prevede arriverà dopo il 19 gennaio. Se le temperature scendono a 20 o 30 gradi sottozero, potrebbe anche non dare frutti, come i lillà che hanno le gemme belle gonfie ma che potrebbero anche scomparire. Fortunatamente questo fenomeno non si osserva negli alberi da frutto, come ciliegi e pruni, poiché si tratta di piante molto sensibili al freddo”, ha concluso Tsitsilin.

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