I segreti della pesca invernale

Gruppo di pescatori (Foto: Asia Orlova)

Gruppo di pescatori (Foto: Asia Orlova)

Nonostante le temperature in picchiata e le acque gelide, i veri appassionati non si fermano. Neanche in Siberia

La pesca invernale è uno dei passatempi più amati dagli abitanti di Vladivostok. Il più importante porto sul Pacifico della Russia si trova su una stretta penisola, tutto intorno alla quale c’è il mare che gela parzialmente: se il golfo di Amur si copre di uno spesso strato di ghiaccio, il golfo di Ussurijskij per tutta la durata dell’inverno non si congela. Nelle isole vicine Russkij e Popova e in altri dintorni di Vladivostok il ghiaccio compare prima. Per questo, già a dicembre al mattino a Vladivostok si possono incontrare caratteristici pescatori:  coperti da caldi tulup, con una trivella per forare il ghiaccio, in spalla una cassetta sulla quale siederanno sul ghiaccio. Negli ultimi tempi queste cassette vengono sostituite da secchi in plastica nei quali prima si conservava lo stucco coreano Terraco.

Il manuale del pescatore

Il pesce principale a Vladivostok è lo sperlano del pacifico (il nome russo korjuška ha origini finniche-pomoriche, ma gli abitanti di Vladivostok ne sono certi, soltanto la variante locale è quella originale). Questo piccolo pesce argentato viene di solito pescato nei ghiacci intorno alle baie marittime o alle foci dei fiumi, dove è solito entrare. Lo sperlano della costa del Pacifico Russa è altrettanto legato alla festività di capodanno come l’odore delle conifere, i mandarini o l’insalata oliv’e. Sulle coste della Primorskij kraj si incontrano sperlani di tre tipi: zubatka (sperlano con molti denti, può arrivare a misurare fino a 30 cm), malarotka (sperlano dalla piccola bocca, di dimensioni inferiori) e il cosiddetto pisuč un pesciolino delle dimensioni di un dito.

Lo sperlano viene pescato con delle canne in ottone (molti pescatori le preparano autonomamente) o samodur (letteralmente tiranno), una canna con il manico corto e piccolo ami. Ci sono poi altri accessori per la pesca "Kombajny", "Machalki". Sull’amo di solito si mette qualcosa di chiaro, pezzi di stoffa o di altri materiali, a volte si usano i vermi di mare. In epoca sovietica per la pesca dello sperlano si utilizzavano fili dei nastri delle scolarette, negli anni della perestrojka si era diffusa la moda di utilizzare come esca preservativi verdi tagliati in piccoli pezzettini. Ogni inverno i pescatori inventano qualche nuovo espediente o tecnica, scoprono nuovi posti in cui si pesca con maggiore facilità. Discutono sui forum di internet dove sia meglio pescare, e quali attrezzature siano migliori per la pesca di un determinato tipo di pesce.

Pesca ghiacciata
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Lo sperlano appena pescato profuma piacevolmente di cetrioli freschi. A Vladivostok (come in generale nel resto della Russia) praticamente non esiste il concetto di pesca sportiva (vale a dire il pesce, una volta pescato viene liberato nell’acqua). Tutto il pescato in Russia viene consumato con piacere. Lo sperlano generalmente viene cucinato ( intero, con la testa e le interiora e allo stesso modo viene consumato), oppure viene essiccato,diventando un ottimo stuzzichino da accompagnare alla birra. In passato “grappoli” di sperlano essiccato venivano appesi praticamente su ogni finestra di Vladivostok. Non è dunque sorprendente che la varietà locale abbia acquistato una tale popolarità nell’Est della Russia. A Vladivostok vi sono persino dei proverbi legati allo sperlano.

Un altro pesce invernale il navaga si consuma cotto. A volte di inverno si pesca persino la platessa (che per la sua forma si incastra nelle buche sul ghiaccio) e i ghiozzi voraci, che si ritiene possano essere mangiati soltanto da gatti e gabbiani. Il gelo non spaventa il vero pescatore: patito il freddo nelle prime ore, questi in seguito “rompe il fiato” e smette di sentire freddo. Molti preferiscono addirittura tenere le canne a mani nude, senza guanti. Per il freddo e la vodka, assunta a scopo profilattico, il viso di un vero pescatore invernale assume quel tipico colorito rosso, mentre i suoi baffi si riempiono di brina per il respiro.

Con la costruzione del ponte sull’isola Russkij nel 2012 la pesca in questi luoghi è diventata molto più popolare che in passato. Se un tempo sull’isola Russkij si poteva arrivare soltanto con i traghetti che spesso erano bloccati dal clima capriccioso dell’Oceano Pacifico o non potevano ospitare tutti i desiderosi di recarvisi, adesso è possibile raggiungerla in automobile. Il primo inverno, subito dopo la comparsa del ponte, nelle strade di paese e nelle baie ghiacciate dell’isola Russkij si sono formati i primi ingorghi. In primavera, quando il ghiaccio diventa più sottile e il vento comincia a intaccarlo, le automobili spesso affondano nel ghiaccio. Il fondo del mare intorno a Vladivostok è un vero parcheggio sottomarino. Ma anche un cimitero per i pescatori sfortunati.

La pesca per un abitante delle regioni del lontano oriente non è soltanto uno sport o un mezzo per procacciarsi il nutrimento, è, piuttosto, uno stile di vita. La pesca placa la passione del moderno cittadino per la natura, per l’autentico, che nella nostra vita plastificata e dentro gli uffici ha sempre meno posto. Diminuiscono anche gli sperlani sulle coste di Vladivostok. Una buona pesca di oggi non ha nulla a che vedere con una buona pesca di 20 anni fa. E nonostante ciò, ogni inverno le distese gelate della città si popolano di punti neri (i pescatori) e di tracce di ruote delle macchine. Si può affermare che lo sperlano di Vladivostok  sia il pesce nazionale, uno dei suoi simboli.

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