I misteri del meteorite

La ricercatrice Olga Popova, autrice di un articolo pubblicato su una rivista scientifica internazionale, svela cosa si nasconde dietro il corpo celeste caduto sui tetti di Chelyabinsk

Nessuno, meglio di lei, conosce il meteorite di Chelyabinsk. Ricercatrice senior presso l’Istituto di dinamiche della geosfera dell’Accademia russa delle Scienze, Olga Popova è fra gli autori dei tre articoli dedicati alla pioggia celeste caduta dai cieli russi nel febbraio 2013, e pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali Nature e Science. L’articolo riunisce i risultati del lavoro svolto da 59 ricercatori, provenienti da nove Paesi, che hanno unito le forze per capire cosa si nasconde dietro i misteri del meteorite.  

L'analisi chimica rivela che i frammenti del meteorite di Chelyabinsk presentano tracce di composti organici contenenti zolfo e ossigeno.

Perché la rivista Science ha scelto il suo articolo?

Abbiamo inviato l’articolo a fine giugno, dopo aver raccolto e analizzato tutte le osservazioni disponibili fino a quel momento. Lo abbiamo redatto esaminando i rapporti ufficiali sui danni causati dal volo e dall’impatto sulla Terra, utilizzando, naturalmente, i dati raccolti durante la nostra spedizione. Si tratta di materiale inedito, mai pubblicato prima. Abbiamo anche realizzato un modello dell’onda d’urto del meteorite e lo abbiamo confrontato con gli effetti visibili direttamente sul terreno.

Ha scoperto qualcosa di nuovo riguardo al meteorite?

Abbiamo calcolato l'energia del corpo celeste sulla base di una serie di dati. Per le misurazioni con infrasuoni abbiamo utilizzato la nostra stazione, oltre ad altre situate nelle vicinanze della zona dell’impatto. Grazie a queste misurazioni abbiamo potuto stabilire che l’energia dell’esplosione fu pari a 500 chilotoni. Abbiamo potuto calcolare l'energia anche sulla base dei dati ottenuti dai satelliti militari geostazionari degli Stati Uniti, che vengono di solito utilizzati per controllare il lancio di missili o la realizzazione di test nucleari. Questi satelliti registrano, inoltre, i fenomeni ottici che un meteorite produce quando entra nell’atmosfera. Sulla base di queste informazioni, abbiamo stabilito che l'energia cinetica del meteorite di Chelyabinsk fu pari a 590 chilotoni.

Il meteorite di Chelyabinsk era elettrofonico: testimoni affermano di aver udito uno strano crepitio nell'aria mentre il corpo celeste passava sopra le loro teste, prima ancora dell’impatto con il suolo. Gli scienziati ritengono che questi suoni siano causati da campi elettromagnetici generati dal volo del meteorite attraverso l'atmosfera.

Gli altri nostri calcoli sull’energia cinetica iniziale del corpo celeste sono stati effettuati misurando la superficie della zona dove i vetri delle finestre sono rimasti danneggiati a seguito della deflagrazione. Ciascuno di questi metodi è di per sé impreciso, ma sono tutti indipendenti, ed è ciò che conta di più.

Ha visitato 50 insediamenti lungo tutta la traiettoria di volo del meteorite. Che cosa cercava esattamente?

Si trattava di una piccola spedizione organizzata dal nostro Istituto e dall'Istituto di astronomia dell'Accademia russa delle Scienze. Il nostro obiettivo era raccogliere informazioni mentre le tracce erano ancora “calde”. Abbiamo registrato le descrizioni dei testimoni oculari e abbiamo potuto vedere con i nostri occhi l'aspetto dei vetri rotti. Abbiamo scoperto che la scia di danni lasciata dal meteorite sulla superficie terrestre si estende per circa 90 chilometri lungo tutta la sua traiettoria e ricorda la forma di una farfalla.

Nel suo articolo si legge che la deflagrazione ha danneggiato anche un monumento dedicato al poeta russo Pushkin.

Sì, la statua di Pushkin della biblioteca di Yemanzhelinsk si è incrinata a causa dell’onda d’urto.

Ci parli delle caratteristiche del meteorite…

Del centinaio di video disponibili, ne abbiamo selezionato circa una dozzina e abbiamo allineato le immagini con il sistema di riferimento astronomico. Ciò ci ha permesso di determinare la traiettoria del meteorite, l'angolo di entrata e la velocità. Viaggiava a 19 chilometri al secondo e misurava tra i 18 e i 20 metri.

Di che tipo di meteorite si trattava?

Si trattava di una tipica condrite del gruppo LL. La stragrande maggioranza dei meteoriti che entrano nell'atmosfera sono condriti. Si dividono in tre tipologie in base al loro contenuto di ferro: la condrite di Chelyabinsk appartiene alla categoria con meno ferro. Può in ogni caso essere rilevata mediante un metal detector, attrae magneti e si ossida.

Vi è qualche aspetto del meteorite che continua a essere un mistero per gli scienziati?

Abbiamo, almeno in linea di principio, dato risposta a tutte le principali domande. È risaputo che, di solito, solo il 10 per cento del peso totale di un meteorite raggiunge la superficie terrestre. Nel nostro caso, la percentuale era inferiore all'1 per cento. Dunque, per il momento, non sappiamo ancora con esattezza che tipo di danni subiscano i corpi celesti una volta penetrati nell'atmosfera.

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