La conta dei danni delle inondazioni del fiume Amur

Un uomo e il suo cane seduti fuori dalla casa allagata, alla periferia di Khabarovsk. Il Ministero russo delle Situazioni d'Emergenza afferma che circa 20.000 persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni da luglio 2013 a seguito delle inondazioni nell'Estremo Oriente russo (Foto: AP)

Un uomo e il suo cane seduti fuori dalla casa allagata, alla periferia di Khabarovsk. Il Ministero russo delle Situazioni d'Emergenza afferma che circa 20.000 persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni da luglio 2013 a seguito delle inondazioni nell'Estremo Oriente russo (Foto: AP)

Per risollevare l'Estremo Oriente russo dalla calamità naturale serve un miliardo di dollari

I danni causati dalla protratta e impetuosa inondazione, che ha colpito l’Estremo Oriente russo, si aggirerebbero attorno al miliardo di dollari. La stima è preliminare e il disastro non sembra aver fine. I residenti che per il secondo mese consecutivo si trovano a combattere contro l’innalzamento delle acque dell'Amur paragonano la catastrofe al diluvio universale raccontato dalla Bibbia.

Gli evacuati sono quasi trentamila, mentre quasi tremila sono le persone ricoverate, soprattutto a causa di ferite e traumi. A Khabarovsk è iniziata l’evacuazione delle abitazioni invase dall’acqua. Gli idrologi prevedono che entro il 5 settembre 2013 il livello del fiume Amur raggiungerà gli 830 centimetri.

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In alcune zone, in corrispondenza della metà del suo corso, il fiume Amur ha iniziato a retrocedere a una velocità compresa tra i cinque e i cinquanta centimetri al giorno. Nella zona dove migliaia di abitazioni sono state danneggiate permanentemente, il gelo arriverà verso la fine di settembre 2013.  

“Viviamo nella mansarda da quasi un mese, - afferma con tono avvilito Marina Maslova, residente nel villaggio di Vladimirovkaha. - L’acqua ci arriva alla vita, ed è impossibile restare qui: è umido e c’è muffa ovunque. Oggi abbiamo fatto domanda per essere trasferiti altrove, e spero di poter tornare presto a una vita normale”.

Le vittime dell’inondazione sono state alloggiate presso villaggi turistici e caserme militari. Le abitazioni che ancora possono essere recuperate vengono asciugate con delle stufette elettriche: il fondo governativo per le emergenze ne ha fatte arrivare trecento, ma presto ne giungeranno altre duemila. Trattandosi di apparecchi che consumano molta elettricità, le autorità locali hanno deciso, con un’iniziativa senza precedenti, di tagliare di un terzo i costi della luce.

Il governo della provincia cinese di Heilongjiang, situata oltre il confine, ha offerto aiuto, ma i russi hanno declinato; anche i loro vicini sono stati colpiti da disastri naturali: alluvioni estivi e grandinate hanno colpito infatti 4,5 milioni di persone, causando danni per dodici miliardi di yuan.

Le acque dell’Amur hanno reso tra l’altro inagibile il terminal dei cargo, causando un accumulo di circa dodici tonnellate di corrispondenza internazionale presso la dogana di Heihe. Il 29 agosto 2013, in seguito a un abbassamento del livello delle acque, due imbarcazioni merci sono finalmente riuscite ad attraversare per la prima volta il fiume, portando sulla sponda russa materiali e tre tonnellate di posta.

Nell’oblast autonoma ebraica e nell’oblast di Khabarovsk le acque hanno continuato a innalzarsi.

Nei pressi di Khabarovsk l’acqua sfiora attualmente gli otto metri; normalmente, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, il livello del fiume si aggira sui 4-5 metri. Abitanti della città, uomini del soccorso e soldati hanno lungo un tratto di diciotto chilometri dei nuovi argini, rendendoli di giorno in giorno più alti per tenere il passo con l’innalzarsi delle acque.

La parte semi-sommersa della città è stata intanto ribattezzata la “Venezia dell’Estremo Oriente”, perché le sue strade sono ormai dei canali dove l’acqua fangosa scorre rapida.

Il governatore ha rivolto personalmente un appello ai residenti, esortandoli ad evacuare le zone a rischio, ma più di un centinaio di abitanti dell’isola sono ostinatamente rimasti nelle loro abitazioni allagate, dopo aver fatto scorta di cereali, zucchero e minestre liofilizzate.

Il personale di emergenza distribuisce con le barche pane e acqua potabile. I condomini più alti sono diventati delle specie di “comuni”, con gli abitanti dei piani superiori che mettono alcune camere all’interno dei propri appartamenti a disposizione degli inquilini dei piani bassi.

Vladimir Nikolaevich, un pensionato, è diventato una sorta di celebrità: digiuna da giorni e prega perché il flagello abbia fine. Ricorda che bisognerebbe essere grati per le difficoltà con cui il “potere superiore” ci mette alla prova. E ogni volta che i soccorritori si avvicinano alla sua abitazione remando, li apostrofa dal tetto con qualche sermone.

A Komsomolsk, il centro industriale dell’Estremo Oriente - dove si costruiscono sottomarini nucleari e velivoli militari e civili di media distanza - sono iniziate le operazioni di evacuazione.

Il Presidente della Federazione Vladimir Putin ha visitato le zone inondate, sorvolando a bordo di un elicottero l’infinita distesa di acqua e fermandosi a parlare con i residenti. “Prima di oggi non avevamo mai vissuto una catastrofe di simili dimensioni”, ha dichiarato Putin, dando istruzioni al Comitato investigativo affinché si accerti che l’operato delle autorità durante l’alluvione sia conforme alle norme e alle leggi. Putin ha visitato venti evacuati che sono stati trasferiti in un rifugio temporaneo.

Una delle tre principali arterie cittadine è stata chiusa per permettere il passaggio del corteo presidenziale. Un’altra è stata resa inagibile dall’Amur, che ha eroso la strada in diversi punti. Di conseguenza, a Khabarovsk, una città di seicentomila abitanti, la viabilità risulta gravemente compromessa.

Dopo la visita del capo dello Stato alle zone allagate, Viktor Ishaev, suo inviato speciale nel distretto dell’Estremo Oriente, nonché ministro per lo Sviluppo dell’Estremo Oriente, è stato licenziato. La carica di inviato è stata affidata a Yuri Trutnev, assistente presidenziale, mentre su quella di ministro dovrà pronunciarsi il governo. Stando alle dichiarazioni ufficiali, il rimpasto non ha nulla a che vedere con l’alluvione, dal momento che la decisione riguardo all’allontanamento di Ihaev era stata presa un mese fa.

Secondo le previsioni, la piena dell’alluvione raggiungerà la foce dell’Amur tra 15-20 giorni, trascorsi i quali il livello dell’acqua tornerà normale nel giro di qualche settimana.

“Il clima sta cambiando molto drasticamente. Il riscaldamento globale e le attività umane, come la costruzione di impianti idroelettrici e gli incendi boschivi, hanno un fortissimo impatto sull’ambiente”. A spiegarlo è Boris Voronov, direttore dell’Istituto per le problematiche legate all’acqua e all’ambiente dell’Accademia delle Scienze russa.

“All’inizio dell’estate, - aggiunge, - le dighe accumulano moltissima acqua e quando il livello di questa sale per motivi naturali, una grande quantità di essa si riversa dai bacini artificiali nel fiume”.

“E altrettanto accade sulla sponda cinese, - conclude Voronov. - Anche la Cina ha delle dighe, i cui bacini si riversano nell’Amur”.

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