Scuola, la Italo Calvino spegne 40 candeline

L'istituto italiano a Mosca, fondato nel 1973, festeggia il periodo di attività con un nuovo boom di iscrizioni: dal 2010 al 2013 gli studenti sono aumentati del 25 per cento

“Parlare italiano oggi è un lusso. Ma se non lo si studia con piacere, che lusso è?”. Riassume così Paolo Balboni, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, il lavoro portato avanti dalla scuola Italo Calvino di Mosca nel corso di questi quarant’anni. Quarant’anni esatti, festeggiati il 21 aprile 2013 nella prestigiosa cornice dei Magazzini Gum in Piazza Rossa.

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Davanti alle ampie vetrate dalle quali si intravedono le mura del Cremlino, il professor Balboni, insieme a Fabio Caon dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, al direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Adriano dell’Asta e al professor Roman Govorukho dell’Università Rggu di Mosca, ha parlato di “Plurilinguismo e interculturalità”, in una conferenza cui ha fatto seguito il concerto degli alunni della scuola.

“Molte persone probabilmente hanno capito il valore di questa lingua – ha detto Balboni -. Sarà per questo che la scuola Italo Calvino ha registrato un così forte incremento di iscrizioni”. Negli ultimi tre anni infatti l’istituto ha accolto nelle sue aule il 25 per cento di studenti in più rispetto agli anni precedenti. Quasi 150 in totale, di cui due terzi ragazzi russofoni, e un terzo italofoni. Salgono del 30 per cento anche le pre-iscrizioni alla prima media.

“Si tratta per noi di un traguardo importante – ha affermato Cristina Dalla Libera, responsabile della didattica -. Negli ultimi anni abbiamo fatto grossi passi in avanti, ci stiamo allargando e i riconoscimenti arrivano. D’altronde siamo l’unica scuola paritaria italiana in tutto il territorio della Federazione Russa”.

Fondato nel 1973, l’istituto oggi organizza corsi dalla scuola materna fino al liceo (liceo linguistico quadriennale), offrendo ai ragazzi anche l’opportunità di studiare in italiano secondo il programma ministeriale del Belpaese.

 
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“I nostri alunni studiano ciò che studierebbero in Italia, mantenendo viva la loro lingua e la loro cultura, con il vantaggio di imparare anche il russo e l’inglese - dice Marisa Giubileo, coordinatrice della didattica -. Nel 2012 abbiamo trovato inoltre una nuova sede alla scuola dell’infanzia, e continuiamo a portare avanti il progetto Pinocchio, organizzato al sabato per consentire a quei bambini che frequentano le scuole russe di non perdere le loro radici culturali italiane”.

Il risultato sono piccole classi miste, dove Russia e Italia appaiono come due mondi che si incontrano e si completano a vicenda: “Nella nostra classe siamo in pochi, meno di una decina – racconta Giacomo Antonio Lombardi, alunno di terza media, arrivato a Mosca da Caserta insieme alla famiglia -. Ci sono alcuni ragazzi russi e alcuni italiani. Gli insegnanti sono giovani, bravi. Ci divertiamo”. Anche il fratello più piccolo, Luca, frequenta la quinta elementare nello stesso istituto. “Mi piace studiare la matematica. E in pagella ho tutti nove”.

Nata inizialmente per gli italiani residenti a Mosca, e soprattutto per i figli dei funzionari diplomatici, la scuola accoglie oggi sempre più ragazzi russi, che, insieme ai compagni italiani, seguono i corsi tenuti da insegnanti madrelingua italiana. Oltre alle lezioni, che si svolgono dalle 8.20 alle 15.50, con la possibilità di frequentare il doposcuola fino alle 19, l’istituto organizza anche corsi di lingua italiana per adulti e per bambini.

“Lavoriamo con passione – ha aggiunto Cristina Dalla Libera -. Oggi non è solo la festa della Italo Calvino, ma è il giorno della scuola italiana a Mosca. Il nostro obiettivo è quello di mettere al centro del processo educativo l’alunno, in un ambiente dove la cultura italiana incontra quella russa, arricchendosi a vicenda”.

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