I figli degli oligarchi russi a lezione di capitalismo

I figli degli oligarchi russi aprono delle imprese in proprio. Nella foto, Roman Abramovich (al centro) con il figlio 19enne Arkadij (a sinistra) (Credit: Itar-Tass)

I figli degli oligarchi russi aprono delle imprese in proprio. Nella foto, Roman Abramovich (al centro) con il figlio 19enne Arkadij (a sinistra) (Credit: Itar-Tass)

La maggior parte dei rampolli non vuole seguire le orme dei genitori e preferisce avviare un nuovo business in proprio

Il figlio diciannovenne del miliardario russo Roman Abramovich, Arkadij, continua a investire nelle risorse naturali: ha acquisito un pacchetto di azioni della società CenGeo Holdings, proprietaria di un grande giacimento petrolifero in Siberia. Secondo alcune stime, l'investimento sarebbe di 46 milioni di dollari. Il giovane miliardario compra attivi a nome della sua personale società di investimenti, la AAR Capital Ltd., che il padre ha chiamato con le iniziali del figlio.  

Vale la pena di osservare che questo non è il primo acquisto di Abramovich junior: nel 2011 il portale di informazione russo Marker ha reso noto che la società Zoltav Resources Inc., della quale Arkadij è uno dei principali azionisti, ha acquistato azioni di Rosneft, Lukoil e Gazprom per un totale di 626mila dollari. Ricordiamo che attualmente Arkadij Abramovich sta svolgendo un tirocinio presso una banca inglese.

In Russia il numero dei milionari è in aumento. Secondo i dati forniti dal rating annuale della rivista Ceo, nel 2012 il numero dei russi facoltosi, il cui patrimonio supera il miliardo di dollari, è aumentato di 11 persone arrivando a 131. 

Gli esperti ritengono che il numero dei magnati in Russia sia destinato ad aumentare. Ciò è dovuto in primo luogo al fatto che gli eredi dei miliardari russi, crescendo, non sempre si occupano della stessa attività a cui si sono dedicati i loro genitori e non proseguono la loro opera, ma prendono il largo da soli creando un proprio business indipendente.

Ad esempio, Kira Plastinina, figlia di Sergei Plastinin, uno dei proprietari della grande holding agroindustriale Razvitie Regionov e membro del consiglio di amministrazione della banca ATB (Asiatsko-Tichookeanskij Bank), a soli vent'anni è già una stilista ampiamente affermata in Russia: realizza abiti e calzature con il proprio brand "Kira Plastinina" e possiede una catena di negozi in Russia e nei paesi della Csi. I principali concorrenti di Kira sono la spagnola Inditex (marchio Zara) e la svedese H&M. Gli esperti non hanno ancora fatto una stima del patrimonio personale della ragazza, ma non escludono che in futuro possa aggiungere il suo nome alla lista dei grandi magnati russi.

Il figlio del presidente del Crocus Group Aras Agalarov (1,6 miliardi di dollari secondo l'edizione russa di Forbes), il trentatreenne Emin Agalarov, oltre a dedicarsi alla realizzazione di centri fieristici e commerciali, è un musicista professionista. Il Crocus City Hall, costruito sotto la sua direzione, è diventato una delle arene musicali più popolari di Mosca e ospita star di livello mondiale.

Alcuni figli dei grandi imprenditori russi cercano però un lavoro che vada loro a genio. Tatjana, figlia del fondatore e proprietario di AFK Sistema Vladimir Evtushenkov, (il cui patrimonio è stimato in 6 miliardi di dollari) ha lavorato alcuni anni nella società del padre, ma poi è diventata consigliere del presidente del cda di Sberbank German Gref. "Le possibilità che offre attualmente Sberbank non sono paragonabili a quelle che offre il mercato. Sono venuta a lavorare qui perché è una società interessante, che dà degli stimoli, è questo il lavoro che ho sempre voluto fare": così Tatjana Evtushenkova spiega alla rivista Rbc Daily le ragioni del cambiamento.   

Del resto, non sempre i genitori miliardari sono disposti a trasmettere in eredità ai figli i capitali guadagnati. Molti di loro ritengono che dare un milione a un figlio significhi aiutarlo a cominciare la sua vita, mentre dargli un miliardo vuol dire precludergli un futuro di successo. Così, l'oligarca russo Vladimir Potanin, presidente del gruppo Interros il cui patrimonio è stato stimato da Forbes Russia in 14,3 miliardi di dollari, ha intenzione di lasciare oltre metà delle sue ricchezze al fondo di beneficenza di Bill Gates e Warren Buffet, The Giving Pledge. "Credo che i figli debbano uscire dal cono d'ombra dei loro genitori, vivere in maniera indipendente e realizzare se stessi come cittadini", spiega il miliardario. Potanin ha tre figli: i maggiori, Anastasia e Ivan, sono appassionati di aquabike e sono stati più volte campioni della Russia in questo sport.  

Altri businessmen decidono comunque di lasciare i loro capitali in eredità ai figli. Il presidente della compagnia petrolifera Lukoil, Vagit Alekperov (13,5 miliardi di dollari), all'inizio del 2013 ha dichiarato di aver incluso il suo pacchetto di azioni della società nel testamento in favore del figlio Iosif, che attualmente lavora presso i giacimenti della Siberia Occidentale. "Non lo sto preparando a prendere il mio posto. Io mi sono dedicato a un tipo di attività imprenditoriale, lui potrà dedicarsi a un'altra attività. Ma dovrà seguire un certo percorso, deve vedere come si lavora nei giacimenti. Ha fatto l'operaio, ora è diventato un tecnico specializzato. Seguirà questo percorso di formazione, e poi potrà scegliere da solo la propria strada", ha dichiarato Alekperov in un programma trasmesso dall'emittente radio Echo Moskvy.

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