Duecento nuove chiese a Mosca

La Chiesa russa ortodossa sta per costruire 200 chiese ancora a Mosca nonostante le lamentele dei moscoviti (Foto: Itar-Tass)

La Chiesa russa ortodossa sta per costruire 200 chiese ancora a Mosca nonostante le lamentele dei moscoviti (Foto: Itar-Tass)

La Chiesa russa ortodossa prosegue nelle costruzioni dei luoghi di culto, nonostante le denunce di non credenti e membri di altri gruppi religiosi

Nell’ambito del Progetto intitolato “200 chiese”, approvato nel 2011 fa dalla Chiesa russa ortodossa, sono già stati costruiti otto edifici in cinque distretti di Mosca, in 13 zone cittadine fervono i lavori e sono già stati portati a termine i progetti di altre 36 chiese.

La necessità di costruire nella capitale russa almeno 200 nuove chiese ortodosse era stata espressa dal patriarca Kirill già nell’estate del 2010 ed era argomentata da una serie cifre: in tutta la Russia l’affluenza media per ogni chiesa va dagli 11 ai 13mila fedeli e a Mosca ogni edificio adibito al culto - il numero complessivo di cattedrali, chiese e cappelle è di 650 - soddisfa le esigenze di una comunità di credenti due, tre volte superiore.

La realizzazione del Progetto “200 chiese” viene visto da molti come un tentativo di espansione ideologica da parte della Chiesa ortodossa russa, che turba persino i credenti ortodossi. A essere scontenti del progetto sono in primo luogo i residenti dei quartieri dove si stanno costruendo o sono in fase di progettazione le chiese.

In linea di principio i cittadini non sarebbero contrari alla costruzione di nuove chiese, ma chiedono una maggiore attenzione nella scelta delle zone e nella salvaguardia di parchi e giardini. Molti moscoviti non ravvisano la necessità di costruire nuovi luoghi di culto dal momento che le chiese vicine  appaiono deserte e spesso non si riempiono neppure in occasione delle principali festività religiose. A loro avviso sarebbe assai più logico che la Chiesa ortodossa russa investisse il suo denaro nella costruzione di rifugi per i senza tetto.

I rappresentanti della Chiesa ortodossa russa, però, insistono nel dire che gli scontenti sono soltanto un’esigua minoranza. Il leader del movimento di opinione a sostegno della costruzione di nuove chiese ortodosse, Filipp Gril, ha osservato che “durante il potere sovietico a Mosca furono distrutte mille chiese e l’attuale progetto che prevede la costruzione di 200 chiese non è che un parziale risarcimento alla Chiesa”.

Un leader conservatore
La fase più delicata  della realizzazione del Progetto “200 chiese” riguarda le facilitazioni concesse dalle autorità cittadine agli interessi della Chiesa ortodossa. Malgrado le dichiarazioni ufficiali secondo le quali Mosca sarebbe una città multiconfessionale, i luoghi di culto delle altre confessioni religiose non sono poi così numerosi. Primeggia tra gli altri la Chiesa cattolica con due chiese e 12 ostelli; seguita dagli ebrei con cinque sinagoghe, i musulmani con quattro moschee e i luterani con tre chiese.

La questione della costruzione delle moschee è la più spinosa, a detta degli esperti. A Mosca risiedono almeno 2 milioni di musulmani. Nel 2012 l’unione delle comunità e organizzazioni islamiche di Russia ha ottenuto finalmente l’autorizzazione di costruire una nuova moschea, ma gli abitanti del quartiere dove avrebbe dovuto sorgere hanno protestato e il progetto è stato annullato. 

Secondo il sindaco Sergei Sobianin, “i due terzi dei frequentatori delle moschee non sono residenti nella capitale e quindi non è assodato che Mosca abbia l’esigenza di costruire nuove moschee. Se a frequentare le moschee fossero soltanto i musulmani moscoviti, l’afflusso sarebbe certamente minore”.

La popolazione moscovita concorda in linea di massima con tale conclusione; tuttavia gli esperti rilevano che anche in assenza di moschee il numero dei musulmani a Mosca non diminuirebbe, mentre i rapporti interetnici sembrano peggiorare di anno in anno. “Mosca è in preda a una vera ondata d’islamofobia”, denuncia Abdul-Bached Niyazov, presidente dell’Unione delle comunità islamiche di Russia, commentando la vicenda della mancata costruzione della moschea nel quartiere moscovita di Mitino.

Anche altre confessioni religiose mostrano la loro insoddisfazione. Così, per esempio, i rappresentanti della Federazione delle comunità ebraiche (Feor), hanno più volte fatto presente alle autorità cittadine la necessità di costruire altre sinagoghe, oltre a quelle già esistenti. Per ora non si prevede la costruzione di alcuna sinagoga, ma in compenso nel 2012 Vladimir Putin ha inaugurato il più grande museo di storia ebraica del mondo.

A essere insoddisfatti della loro condizione sono gli esponenti di alcuni culti minoritari, come per esempio, gli Hare Krishna che da quasi dieci anni cercano di rimpiazzare l’edificio che dal 1991 era la loro unica sede di culto nella capitale, demolito nel 2004. Malgrado il sostegno di politici stranieri ed esponenti del mondo della cultura, la costruzione del tempio di Krishna non è stata finora avviata.  

Ma nel caso delle chiese ortodosse le proteste dei cittadini hanno avuto un certo peso. I moscoviti, nel corso di 19 riunioni pubbliche che avevano come tema il  Progetto delle “200 chiese”, hanno votato contro. Tuttavia, le autorità cittadine hanno concesso alla Chiesa ortodossa l’opzione di scegliere altre zone grandi il doppio.

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