La Maslenitsa, storia e tradizioni

Divertimento e bliny nella settimana della Maslenitsa, il carnevale russo (Foto: Lori / Legion Media)

Divertimento e bliny nella settimana della Maslenitsa, il carnevale russo (Foto: Lori / Legion Media)

Al via la grande festa che per tutta la settimana saluta l'inverno e precede la Quaresima, tra spaventapasseri, balli e bliny

La Maslenitsa è un’antica festa slava che risale ai tempi dalle culture pagane e che è sopravvissuta anche dopo l’adozione del cristianesimo. La Chiesa l’ha inclusa nell’elenco delle proprie festività, denominandola “Settimana del burro” (Syrnaja nedelja) o “Settimana senza carne” (Mjasopustnoj nedelja), giacché cade la settimana prima della Quaresima. Nel 2013, la Maslenitsa avrà inizio l’11 marzo.

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Stando a una delle versioni, il nome “Maslenitsa” deriverebbe dal fatto che, secondo la tradizione ortodossa, in questa settimana, ci si dovrebbe già astenere dal mangiare carne e solo i latticini sarebbero ancora concessi.

La Maslenitsa è la festività popolare russa più allegra e colorata. Dura una settimana intera. È sempre stata particolarmente amata dalla gente che la chiamava affettuosamente “labbra di zucchero”, “dolce Maslenitsa”, “onorabile Maslenitsa”, “allegra”, “ghiottona”.

Parte integrante di questa festa erano i giri su slitte trainate da cavalli e addobbate con nastri e campanelli. I ragazzi che progettavano di sposarsi ne compravano una proprio in occasione di questa ricorrenza. Oltre al giro in slitta, i giovani si divertivano, lanciandosi da scivoli di ghiaccio, saltando sul fuoco e costruendo piccole città di ghiaccio che poi prendevano d’assalto.

Nel XVIII e XIX secolo, nel corso delle celebrazioni, venivano allestite delle vere proprie commedie contadine, a cui partecipavano buffoni e personaggi mascherati: “Maslenitsa”, “Voevoda”e così via. I soggetti di queste rappresentazioni ruotavano spesso attorno alla Maslenitsa stessa, con i suoi abbondanti banchetti prima dell’imminente digiuno della Quaresima, e i suoi addii e la sua promessa di fare ritorno l'anno seguente. Spesso venivano messi in scena anche alcuni spettacoli basati su fatti reali locali.

La Maslenitsa, nel corso dei secoli, ha sempre mantenuto il suo carattere di festa popolare. Tutte le celebrazioni della Maslenitsa hanno lo scopo di scacciare l'inverno e svegliare la natura dal sonno. La Maslenitsa veniva accolta con canti celebrativi attorno a scivoli di ghiaccio. Il suo simbolo era uno spaventapasseri di paglia, abbigliato con abiti femminili. Dopo i festeggiamenti, il fantoccio veniva sotterrato o bruciato su un falò assieme a bliny (simili a una frittella).

I bliny sono la principale leccornia nonché il simbolo della Maslenitsa. Vengono preparati ogni giorno, durante tutta la settimana, ma principalmente da giovedì a domenica. La tradizione dei bliny, in Russia, risale ai tempi del culto delle divinità pagane. In questo periodo dell’anno, i popoli antichi invocavano il dio del sole Jarilo affinché scacciasse l'inverno e queste frittelle rotonde ricordano molto il sole estivo.

Ogni massaia aveva la propria ricetta speciale, che veniva tramandata di generazione in generazione tra le donne della famiglia. I bliny erano preparati principalmente con farina di frumento, grano saraceno, avena o mais, con l’aggiunta di kasha di miglio o di semola, patate, zucche, mele e panna.

Nell’antica Rus’, vi era l'usanza secondo cui il primo blin era sempre per la pace dell’anima. Di solito veniva dato a un mendicante per ricordare le persone care e scomparse o messo sulla finestra. I bliny venivano mangiati con panna acida, uova, caviale e altri gustosi condimenti, dalla mattina alla sera, in alternanza con altri piatti.

L’intera settimana della Maslenitsa era conosciuta da tutti come l’“onorabile, lunga, allegra, boiarda-Maslenica, signora Maslenica”. I singoli giorni della settimana conservano ancora il loro nome proprio, che suggerisce quello che andrebbe fatto in quella determinata giornata. Nella domenica che precede la Maslenitsa è tradizione fare visita a parenti, amici, e vicini e invitare ospiti a casa. Siccome durante la settimana della Maslenitsa non è permesso mangiare carne, l’ultima domenica prima del suo inizio è chiamata la “domenica della carne” (mjasnoe voskresene), in cui il suocero va dal genero per chiedergli di “finire di mangiare tutta la carne”.

Lunedì: la giornata dell’“incontro” (vstrecha), in cui la gente accoglie l’arrivo della Maslenitsa. In questa giornata vengono costruiti gli scivoli di ghiaccio e le altalene. I tavoli vengono imbanditi di dolci. Al mattino, i bambini realizzano lo spaventapasseri di paglia, lo addobbano e poi tutti assieme lo portano in giro per le strade della città.

Martedì: la giornata dei “giochi” (zaigrysh). Questa giornata è dedicata ai giochi e ai divertimenti. Di mattina, i ragazzi e le ragazze si incontrano per scivolare sugli scivoli di ghiaccio e mangiare bliny. I ragazzi si mettono alla ricerca di una sposa e le ragazze di uno sposo (i matrimoni venivano per tradizione celebrati, di solito, dopo la Pasqua).

Mercoledì: la giornata del “ghiottone” (lakomka). I bliny sono la leccornia principale.

Giovedì: la giornata della “passeggiata” (razguljaj). La gente effettua, secondo la tradizione, dei giri in senso orario attorno al proprio villaggio, su slitte trainate da cavalli, in modo da aiutare il sole a scacciare l’inverno. I maschi costruiscono delle piccole fortezze di ghiaccio per poi prenderle d’assalto.

Venerdì: la serata in compagnia della “suocera” (teshchiny vechera), quando il genero fa visita alla suocera per mangiare i bliny.

Sabato: la serata organizzata dalla “cognata” (zolovkiny posidelki). In questa giornata si vanno a trovare tutti i parenti e si mangiano i bliny.

La domenica è la giornata del “perdono” (proshchenyj den), quando gli amici e i parenti si chiedono scusa per torti e offese. Dopodiché hanno inizio i canti e i balli, che preannunciano il pieno dei festeggiamenti della Maslenitsa. Viene acceso un enorme falò al centro del quale viene posizionato lo spaventapasseri di paglia, che personifica l’inverno che sta ormai per finire. La gente si congeda dal fantoccio con scherzi, canti e balli, incolpando l’inverno del gelo e delle penurie invernali, ma ringraziandolo anche per le gioie e i divertimenti. Lo spaventapasseri viene poi bruciato tra canzoni e grida di gioia. Mentre l’inverno brucia, i giovani iniziano a saltare sul falò, l’ultimo divertimento della giornata. Con questa prova di destrezza terminano le celebrazioni della Maslenitsa.

L’ultimo addio alla Maslenitsa viene dato nel primo giorno di Quaresima, il “lunedì pulito” (chistyj ponedelnik), come viene chiamato, perché è il giorno della purificazione dal peccato e dal cibo grasso. In questa giornata è d’obbligo farsi un bagno. Le donne lavano i piatti e mettono in ammollo in acqua calda gli utensili che sono venuti a contatto con cibi a base di latte, per pulirli dai residui di grasso.

Vi sono molti proverbi, battute, motti arguti, canzoni e modi di dire legati ai giorni della Maslenitsa: “Sulle montagne a sciare, sui bliny a rotolare”, “Non è vita, ma una grande Maslenitsa”, “La Maslenitsa ghiottona, si è spazzolata anche i soldi”, “Anche se si è dato tutto in pegno, la maslenitsa va comunque celebrata”, “La Maslenitsa non dura per sempre, prima o poi arriva anche la Quaresima”, “La Maslenitsa teme il rafano amaro e le rape lesse” (ovvero la Quaresima).

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