Tre fantascientifici droni militari lanciati dalla Russia nel 2019

Reuters
Gli ingegneri russi hanno raggiunto grandissimi risultati, mandando in cielo dei velivoli senza pilota che potranno essere in futuro determinanti in battaglia e anche salvare vite umane in caso di tragedie in mare

Uno dei più grandi droni militari al mondo

La Sukhoi Corporation ha adattato i suoi ultimi aerei caccia Su-57 di quinta generazione per farne velivoli senza pilota che, in futuro, potrebbero potenzialmente sostituire gli aerei sui campi di battaglia.

Il progetto si chiama “Okhòtnik” (“Cacciatore”) e il primo prototipo, unico nel suo genere, ha già mostrato le sue capacità appena fuori Mosca. Tuttavia, le sue dotazioni non sono state rivelate, in quanto devono ancora superare una serie di test militari prima di entrare “in azione”. Per essere più precisi, prima di passare il battesimo del fuoco nelle battaglie contro i terroristi dell’Isis in Siria.

Okhotnik” adotta la stessa tecnologia ad “ala volante” (detta anche “tuttala”) del Su-57. Questo è uno degli ultimi sviluppi tecnologici, che consente alla sagoma dei futuri jet di sparire nei cieli, riparandosi meglio dai radar e dalle difese aeree dei nemici, oltre a consentire loro di trasportare molta più potenza di fuoco.

L’“Okhotnik” è uno dei più grandi droni militari al mondo. Pesa anche più di alcuni moderni caccia (20 tonnellate) e può scagliarsi su un bersaglio a velocità supersoniche (fino a 1.000 km/h).

L’aeromobile a pilotaggio remoto è stato anche equipaggiato con le prime tecnologie a intelligenza artificiale del Paese, il che gli ha consentito di entrare in zona operativa e di rilevare da solo gli obiettivi nemici. Tuttavia, solo il suo operatore umano è autorizzato a premere il pulsante del fuoco, poiché i generali russi non si fidano del fatto che i destini delle vite umane (anche quelle dei terroristi) siano decisi da un robot.

Come accennato in precedenza, i suoi sistemi di armamento stanno attualmente superando vari test militari e sono codificati “top secret” dai militari. Ma è noto che alcune delle sue bombe e dei suoi missili sono integrati con quelli dei caccia Su-57, a causa del fatto che l’aereo e il drone sono simili.

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Nuovi droni suicidi che esplodono all’impatto

Kalashnikov Concern JSC ha presentato il suo nuovo aeromobile a pilotaggio remoto “ZALA Lancet” nel 2019, una piccola piattaforma di droni suicidi con bombe a bordo che esplodono quando il drone colpisce un bersaglio nemico.

Secondo la società, questo sistema di drone suicida è già stato testato in azione.

“ZALA Lancet” è un’arma multiuso intelligente, in grado di trovare e colpire autonomamente un bersaglio. Il sistema d’arma è costituito da un componente di precisione per colpire, moduli di ricognizione, navigazione e comunicazione. Fa la propria ricognizione del territorio e non richiede alcuna infrastruttura terrestre o marittima.

“ZALA Lancet” è dotato di diversi sistemi di targeting e trasmette anche video, che servono a capire se il colpo è andato a segno. Il detonatore del componente di attacco ha un sistema di azione pre-contatto, il che significa che può esplodere ad alcuni metri da un bersaglio per allargare l’area di danno. Il raggio operativo del drone è di 40 chilometri. Il peso massimo lordo al decollo è di 12 chili.

Secondo gli ingegneri della compagnia, quest’arma relativamente economica può essere usata contro carri armati e veicoli corazzati del valore di milioni di dollari usati da terroristi ed eserciti stranieri.

Un tale sistema di droni suicidi fa parte della tendenza moderna di creare armi aeree senza pilota a basso costo che possono cambiare i destini delle battaglie nella guerre moderne.

Un drone per salvare le persone che stanno annegando

Nell’estate del 2019, gli ingegneri militari russi dell’azienda RADAR MMS hanno rivelato una tecnologia che può aiutare a salvare vite civili in modo estremamente efficiente.

È un drone di ricerca e salvataggio chiamato “Aurora” a intelligenza artificiale che può identificare in modo indipendente una persona che sta annegando in acqua, navigare con urgenza in quella direzione e trasformarsi in una zattera di salvataggio proprio di fronte a loro.

Come suggeriscono i creatori, la macchina è dotata di neurotecnologie che le conferiscono la stessa visione degli umani. E una serie di nervi sensibili insieme alle informazioni sui dati consentono al drone di distinguere le persone da qualsiasi detrito galleggiante. Queste macchine sono anche in grado di funzionare in caso di maltempo, forti piogge, nebbia, onde alte e possono funzionare anche con visibilità zero.

Questi droni possono essere attaccati ai lati delle navi militari e civili e sono automaticamente pronti per iniziare a lavorare in caso di disastro. Altrimenti, possono essere schierati urgentemente in un luogo di incidente tramite un elicottero dal molo più vicino.


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