In Russia hanno creato un’ape robot per l’impollinazione in serra

Legion Media
Gran parte dei frutti e delle verdure che mangiamo sono impollinate grazie al lavorio delle api, che però stanno drammaticamente diminuendo sul Pianeta. A Tomsk, in Siberia, si sta cercando la soluzione tecnologica al problema

Le api stanno scomparendo dal nostro mondo. Ci sono molte possibili spiegazioni di questo fenomeno, compreso l’uso intensivo di pesticidi, ma l’enigma non è completamente risolto.

La maggior parte degli agricoltori deve comprarle o affittarle. Le perdite stanno spingendo in alto i prezzi: secondo la statunitense Bee Informed Partnership, gli apicoltori americani hanno perso circa il 40% delle loro colonie di api.

Gli scienziati russi della Tpu, l’Università Politecnica di Tomsk offrono un’alternativa, le robobees; le api robot. I ricercatori stanno puntando a lanciare il progetto nel 2019. A giudicare dalla dimensione dei prototipi, tuttavia, questa ape meccanica sarebbe almeno sette volte più grande di quella reale, avendo le dimensioni di un palmo di mano.

Solo per l’uso in serra

Secondo Aleksej Jakovlev, capo della scuola di ingegneria della Tpu, le api artificiali sarebbero particolarmente utili per le fragole e altre piante che crescono nelle serre durante tutto l’anno.

“Stiamo progettando di sviluppare api, algoritmi e software, oltre a sistemi ottici e metodi di riconoscimento delle immagini per un posizionamento accurato”, ha affermato Jakovlev. La creazione del primo lotto di 100 robot volanti costerà circa 1,2 milioni di euro.

“Per l’impollinazione per tutto l’anno nelle grandi serre gli agricoltori usano i bombi”, ha detto Jakovlev. “Una famiglia di bombi costa circa 430 euro. In inverno, volano con luce a infrarossi, che simula il calore solare, ma in primavera tutta la famiglia di bombi può fuggire. Questo, naturalmente, è una perdita economica. “I robot, invece, lavorerebbero senza sosta e non se ne andrebbero mai.

Le api artificiali, tuttavia, non risolveranno il problema delle specie che si estinguono, ha dichiarato Jakovlev a Russia Beyond. “Consideriamo l’utilizzo di api robot solo in serra, al di fuori dell’habitat naturale.”

Tuttavia, i coltivatori di mele, ciliegie e altri frutti usano le api negli spazi aperti. I coltivatori di mandorle negli Stati Uniti, ad esempio, devono pagare circa 170 euro per un forte alveare di api, mentre i coltivatori di mirtilli pagano 95 euro per alveare e i coltivatori di mele pagano circa 60 euro.

Alcuni coltivatori e aziende agricole stanno prendendo in considerazione l’impollinazione con specie alternative. Secondo gli esperti, ci sono altri importanti animali impollinatori, come pipistrelli, mosche, zanzare…

Quando voleranno le api robot?

I tentativi di creare un’alternativa artificiale alle api non hanno avuto successo fino a oggi. Ma nel 2017, Eijiro Miyako dell’Istituto nazionale giapponese di scienza e tecnologia industriale avanzata, ha sviluppato un drone per trasportare il polline tra i fiori.

Il suo fondo è ricoperto di crine di cavallo e di uno speciale gel appiccicoso. Quando il drone vola su un fiore, i grani di polline si attaccano leggermente al gel, quindi si sfregano sul fiore successivo visitato.

Negli esperimenti, il drone è stato in grado di impollinare i gigli giapponesi. I peli morbidi e flessibili non hanno danneggiato gli stami o i pistilli quando il drone è planato sui fiori.

Sei cose che, anche se non lo direste mai, sono state inventate dai russi 

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