Sessant’anni fa il lancio dello Sputnik: segnò l’inizio dell’era spaziale

AP
Il primo satellite artificiale venne mandato in orbita dai sovietici nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957. Con lui si aprì la corsa allo spazio. Russia Beyond ha selezionato i fatti più interessanti di un evento che ha rivoluzionato la storia dell’umanità

Tutto ebbe inizio con lo Sputnik. Fu proprio il lancio del primo satellite artificiale, spedito in orbita dai sovietici nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957, a dare il via alla corsa allo spazio. Lo Sputnik (termine russo che significa “compagno di viaggio”) venne lanciato dal cosmodromo del Bajkonur e segnò una svolta nella storia dell’umanità. Per l’anniversario di questo evento abbiamo selezionato alcuni fatti curiosi relativi alla storia di questo satellite che in 60 anni ha rivoluzionato la ricerca scientifica e spaziale.

  • Lo Sputnik è stato lanciato in concomitanza con l’Anno geofisico internazionale, indetto durante un convegno dell'International Council of Scientific Unions per coordinare su scala mondiale un insieme di ricerche volte ad una maggiore conoscenza delle proprietà fisiche della Terra e delle interazioni tra il Sole e il nostro pianeta.
  • Il satellite sovietico era visibile con il cannocchiale prima all’alba e dopo il tramonto. Il punto più lontano dalla Terra da lui raggiunto distava 940 chilometri, mentre il punto più vicino era a “solo” 230 chilometri dal nostro Pianeta.

  • I segnali radio inviati alla Terra dallo Sputnik erano talmente potenti che anche un operatore radio non professionista avrebbe potuto captarli. Il satellite passava sopra gli Stati Uniti varie volte al giorno e coloro che possedevano strumenti in grado di captare le sue onde radio potevano tranquillamente sentire il suono emesso dallo Sputnik.
  • Lo Sputnik era dieci volte più grande del primo satellite progettato dagli Usa, l’Explorer, che avrebbe dovuto essere lanciato l’anno successivo. Alla fine l’explorer venne mandato in orbita all’inizio del 1958. Ma fu proprio lo Sputnik a dare il via alla corsa allo spazio, stimolando inoltre lo sviluppo dell’industria spaziale americana, che in quegli anni subì una forte accelerata nel tentativo di raggiungere i successi tecnologici ottenuti dai sovietici.
  • Le batterie del satellite superarono ogni aspettativa. Lo Sputnik possedeva infatti tre batterie zinco-argento progettate per funzionare due settimane. Ma il satellite continuò a inviare segnali per 22 giorni, prima di bruciare nell’atmosfera il 4 gennaio 1958.
  • Lo Sputnik fu in grado di “sciogliere” un periodo di ansia e paure tra le nazioni occidentali. Vi era infatti il timore che i sovietici stessero costruendo dei missili balistici in grado di lanciare armi nucleari dall’Europa orientale fino agli Stati Uniti.
  • Un bacino ricoperto di ghiaccio su Plutone venne battezzato proprio in onore del primo satellite: Sputnik Planitia. La sua lunghezza supera il chilometro ed è largo più di 800 metri. La maggior parte di Sputnik Planitia si trova nell’emisfero nord ma si estende per un tratto anche sull’equatore.

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale