WikiLeaks ha rilasciato file sul monitoraggio online in Russia

Legion Media
La serie di 35 documenti, intitolata “Spy Files” riguarda una compagnia di San Pietroburgo che lavorerebbe al progetto di controllo governativo sulle attività internet dei cittadini russi

Secondo WikiLeaks, la compagnia Peter-Service con base a San Pietroburgo parteciperebbe all’operazione di sorveglianza digitale russa conosciuta come Sistema di Attività operativo-investigative (Sorm). Le informazioni diffuse fanno luce sul modo in cui la società tecnologica collabora con le agenzie statali per raccogliere dati personali.

“Spy Files” afferma che Peter-Service (che fornisce software alle società di telecomunicazioni), sta anche installando apparecchiature per permettere al governo russo di spiare le attività online dei cittadini.

“I provider russi sono tenuti per legge a installare a loro spere i cosiddetti componenti Sorm per la sorveglianza forniti dall’Fsb”, i servizi segreti russi, si legge su Wikileaks. “L’infrastruttura Sorm è sviluppata e agisce in Russia in stretta collaborazione tra Fsb, Ministero dell’Interno della Russia e contractors di sorveglianza russi”.

Le informazioni rilasciate da WikiLeaks coprono il periodo tra il 2007 e il giugno 2015 e parlano solo di “agenzie statali”, senza menzionare esplicitamente l’Fsb.

Il contenuto della relazione non è stata una novità per gli esperti della sicurezza e non li ha sorpresi.

“Lo scopo di ogni Stato è quello di proteggere i propri cittadini da terroristi e criminali”, ha detto a Russia Beyond Aleksej Lukatskij, esperto di cybersecurity, aggiungendo che questo obiettivo è raggiunto in diversi modi, tra cui il monitoraggio della comunicazione per individuare piani di estremisti tramite posta elettronica o messaggistica.

“Sistemi che svolgono tali funzioni esistono in molti Paesi del mondo, e la loro applicazione è regolata dalla legislazione in materia”, ha detto ancora Lukatskij. “In Russia questo è il cosiddetto Sistema di Attività operativo-investigative (Sorm). Gli Stati Uniti hanno un proprio sistema, e così il Regno Unito e la Cina. È chiaro che a volte questi sistemi possano entrare in contrasto con i diritti costituzionali dei cittadini e la segretezza della corrispondenza”.

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