L’apnea senza ritorno di Natalia

Natalia Molchanova, 53 anni, non è riemersa da una delle tante immersioni che negli anni le hanno conferito la fama nel mondo (Foto: Wikipedia)

Natalia Molchanova, 53 anni, non è riemersa da una delle tante immersioni che negli anni le hanno conferito la fama nel mondo (Foto: Wikipedia)

Dagli ori ai Mondiali fino al Guinnes dei primati. Il ricordo della campionessa russa Natalia Molchanova, morta al largo di Formentera durante un’immersione

La regina degli abissi è scomparsa qualche settimana fa, a 30-40 metri di profondità, nel mare di Formentera, a due bracciate da Ibiza. Il destino ha tracciato questa sceneggiatura crudele per Natalia Molchanova, 53 anni da Mosca, la più grande apneista di sempre.

Per lei scendere a 30-40 metri senza pinne era in pratica un gioco da ragazzi. Un esercizio di stile, meno faticoso di un allenamento. La russa non aveva previsto una forte corrente che l'ha portata via, chissà dove, cercata anche da un robot. Un fenomeno che ha riscritto la storia della disciplina. “Era la superstar della categoria – ha detto il presidente della federapnea internazionale Kimmo Lahtinen – la pensavamo invincibile” e così anche il figlio Alexej, dirigente della federazione internazionale di apnea e detentore del record maschile in assetto costante. La passione per l'abisso di color azzurro è arrivata in eredità dalla mamma. E questo anche perché la Molchanova ha stabilito 41 primati mondiali con diversi assetti. L'ultimo è avvenuto lo scorso maggio, scendendo a meno 71 metri senza l'aiuto di pinne a Dahab, in Egitto. Nel suo palmares anche 20 ori ai Mondiali. Alcuni centrati con prestazioni da Guinness dei primati.

Due anni fa la campionessa russa a Belgrado scendeva senza pinne a 182 metri di profondità, polverizzando di 19 metri il vecchio record. E l'anno scorso, in Sardegna, il primato in apnea dinamica veniva ritoccato sino a quota 237 metri. Mentre nel settembre 2009 diventava la prima donna a rompere il muro dei 100 metri (101) in apnea con pinne e zavorra nelle acque al largo della città egiziana di Sharm el-Sheikh, in tre minuti e 50 secondi, exploit ripetuto ai Mondiali greci di Kalamata, quattro anni dopo. E sempre nel 2009, cinque primati mondiali e altrettante medaglie dal metallo più pregiato ai Mondiali.

Tra gli altri primati senza tempo, i nove minuti e due secondi in apnea statica. E poi ecco il record mondiale di 91 metri giù nel mare, senza pinne. Il regalo che si è fatta da sola per il 50esimo compleanno. Con gli ultimi venti vissuti in simbiosi con l'apnea. Prima, una carriera da nuotatrice sospesa per un'altra priorità: farsi una famiglia. “L'apnea non è uno sport ma un modo di capire chi siamo” aveva raccontato la Molchanova in una delle sue ultime interviste. 

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