Gli Urali ritrovati: Perm dopo la rivoluzione

Il simbolo culturale più conosciuto e ad oggi ancora esistente è la scritta “La felicità è all’orizzonte”, che si trova sulle rive del fiume Kama

Il simbolo culturale più conosciuto e ad oggi ancora esistente è la scritta “La felicità è all’orizzonte”, che si trova sulle rive del fiume Kama

Sergei Poteryaev
Nel 2008 questa città degli Urali fu al centro di un’importante rivoluzione culturale, avviata con il gallerista Marat Gelman. Cosa resta oggi di quel cambiamento?
Perm è situata nella parte orientale della Russia europea, a circa 1.300 chilometri da Mosca. La città sorge sulle rive del fiume Kama ed è uno dei maggiori centri industriali, scientifici e di logistica del paese
La fondazione della città viene fatta risalire al 1723, quando venne realizzata una fonderia di rame laddove confluiscono i fiumi Kama e Yegoshikh. Il progetto di costruzione venne realizzato da Vasily Tatischev, storico, statista e ingegnere, che lavorò anche alla costruzione di Ekaterinburg
La rivoluzione culturale di Perm ebbe inizio nel 2008 con il gallerista Marat Gelman. La sua iniziativa ottenne il sostegno del senatore della regione, Sergei Gordeev, e dell’ex governatore, Oleg Chirkunov
La scritta “Vlast” (Potere) è uno dei “frutti culturali” realizzati durante questa rivoluzione. Si tratta di una scritta in cemento armato, situata fuori dall’assemblea legislativa della città. L’autore del progetto sostiene che essa offre alle autorità l’opportunità di vedere sé stessi con spirito critico e auto-ironia, mentre al pubblico dimostra che il potere reale sta con il popolo 
I cambiamenti culturali ricevettero impulso con l’apertura della Russian Povera Exhibition dentro alla stazione Ruchnoy. L’edificio della stazione venne successivamente trasformato nella sede del Museo di arte contemporanea di Perm. Oggi il museo è chiuso per lavori di restauro, e al momento il suo futuro sembra incerto
Oggi Perm è uno dei più grandi centri economici della Russia. In termini di produzione industriale la città è al primo posto negli Urali, davanti a Ekaterinburg e Chelyabinsk
Gli stabilimenti più importanti della zona sono legati all’energia elettrica, alla raffinazione del petrolio, al gas, alla produzione di macchinari, ai prodotti chimici e petrolchimici 
All’inizio del 2013 il governatore Oleg Chirkunov lasciò la carica. E da lì iniziarono a diffondersi voci sull’imminente declino del progetto culturale. Dato che tutte le iniziative si sono fermate, evidentemente non si trattava di semplici chiacchiere
Parlando con la gente del posto, si percepiscono pareri poco entusiasti in merito agli eventi culturali: la gente non capisce perché si debbano investire ingenti somme di denaro quando la città è piena di problemi da risolvere
Tra i simboli culturali di Perm c’è l’ex casa del “piccolo uomo in rosso”. La presenza dei frequentatori di questo luogo però veniva vista con ostilità dalla gente del posto e in breve tempo il luogo cessò di esistere
Un’altra caratteristica importante della nuova politica culturale è stata la comparsa delle nuove pensiline degli autobus, progettate dallo studio Lebedev. Oggi si trovano quasi tutte in condizioni fatiscenti 
La città di Perm conta circa un milione di abitanti. Durante il periodo sovietico, dal 1940 al 1957, la città si chiamava Molotov 
Il ritratto del poeta Sergei Esenin è uno degli esempi di arte pubblica che si può vedere per le strade di Perm
Il progetto artistico Perm Gate venne concepito da Nikolaj Polissky nel 2011. L’opera si trova nella piazza dedicata al 250esimo anniversario di Perm, vicino alla stazione ferroviaria principale
Le scritte “I soldi finiscono al vento” dimostrano l’attitudine dei cittadini nei confronti della cosiddetta rivoluzione culturale della città